Ed Gein: Verità e finzione nella serie Netflix ‘Monster’ a confronto.

Pubblicato il da Redazione - Cinema

Ed Gein: Verità e finzione nella serie Netflix ‘Monster’ a confronto.

Scopri la verità dietro il “macellaio di Plainfield”

Il serial killer Ed Gein ha riacquistato notorietà grazie alla serie “Monster” di Netflix, diretta da Ryan Murphy. Il suo profilo ha ispirato personaggi iconici del genere horror come Norman Bates e Hannibal Lecter. Ma quali sono le differenze tra la serie e la realtà? Scopriamo insieme.

Ed Gein: la vera storia dietro il mito

Ambientata nel Wisconsin degli anni ’50, l’America rurale si presenta come un idillio che nasconde orrori inimmaginabili. La serialità di Murphy offre una visione inquietante, ma è fondamentale discernere i fatti storici dalla fantasia. Ed Gein non è solo un personaggio televisivo; la sua vita è stata un complesso intreccio di realtà e finzione.

Le misteriose morti nella famiglia Gein

Una delle differenze più inquietanti riguarda la morte del fratello di Ed, Henry G. Gein. Nella serie, Ed uccide Henry per paura di perderlo, ma la realtà è molto più ambigua. Il 16 maggio 1944, un incendio devastò la loro fattoria e, durante il caos, Ed affermò di aver perso di vista il fratello. Quando Henry fu ritrovato, presentava segni di trauma cranico, ma la causa ufficiale della morte era asfissia da fumo.

La personalità di Ed era profondamente influenzata dalla figura materna, Augusta, a cui era legato da un rapporto morboso, tanto da creare attorno a lei una sorta di culto. La serie suggerisce che Ed profanò la tomba della madre, ma in realtà non sembra che abbia mai osato farlo. Frequentava i cimiteri, ma la perdita di Augusta lo portò a ricercare corpi di altre vittime per cercare di ricostruire ciò che aveva perso.

La violenza di Ed Gein: tra realtà e finzione

Le scene della serie mostrano Ed Gein mentre utilizza una motosega per massacrare vittime, ma questa rappresentazione è lontana dalla verità. Nella realtà, Gein usava un fucile calibro .22, molto meno spettacolare, ma altrettanto letale. Le vittime accertate, Mary Hogan e Bernice Worden, sono diverse rispetto a quanto rappresentato nel racconto di Murphy.

Le figure di Travis e Burgess, i personaggi uccisi da Ed, rimangono avvolti nel mistero. Non ci sono prove concrete che colleghino Gein alla loro scomparsa, ma la narrazione li utilizza per accrescere il dramma della sua biografia.

Relazioni disturbanti e verità distorte

La serie presenta Ed Gein in una relazione con Bernice Worden, ma questa visione è fuorviante. Bernice era una proprietaria di negozio, ma non fu mai la fidanzata di Ed. La sua educazione rigida, imposta da Augusta, lo portò a vedere il rapporto con il genere femminile come una cosa da temere. È un elemento che la serie semplifica, rendendo la narrazione più coinvolgente ma meno veritiera.

Allo stesso modo, l’accusa di necrofilia nei confronti di Ed Gein è un altro aspetto distorto dalla serie. Sebbene alcuni oggetti realizzati con resti umani siano stati trovati nella sua abitazione, Gein stesso dichiarò di non essere un necrofilo. Ciò che è certo è che il suo comportamento è stato oggetto di studio e analisi, contribuendo a plasmare l’idea moderna di serial killer.

La figura di Ed Gein ha delineato un’era di studio criminologico, rappresentando un archetipico serial killer che ha cambiato il modo in cui la società interpreta la follia umana. Dietro alla fiction c’è una storia complessa che sfida il semplice intrattenimento, rendendolo un personaggio da studiare piuttosto che un mero soggetto da condannare.

Fonti ufficiali: Biography.com, Crime and Justice.

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