Edilizia, dopo il boom del riciclo la sfida è creare valore: recuperate 320 mila tonnellate di inerti
È proprio qui che si concentra la prossima sfida industriale. Per sostituire stabilmente una materia prima naturale, il materiale riciclato deve essere qualificato, controllato e compatibile con le esigenze della progettazione e dei diversi processi produttivi.
Il cantiere può così trasformarsi da semplice punto di consumo delle materie prime a una vera fonte di nuove risorse. Attraverso demolizioni, ristrutturazioni e riqualificazioni, i materiali vengono selezionati e trattati per poter rientrare, quando rispettano i requisiti previsti, nel ciclo produttivo.
Per il Gruppo Seipa questo rappresenta l’evoluzione di un percorso iniziato nel 1968, quando l’attività era legata all’estrazione e alla commercializzazione di pozzolana e tufo. Nel tempo, il peso dei flussi provenienti dal recupero è cresciuto fino a diventare una componente centrale dell’attività.
La prospettiva non riguarda quindi soltanto la quantità di rifiuti recuperati, ma soprattutto quanta materia prima naturale può essere effettivamente sostituita. È questo il passaggio che può dare maggiore valore economico alla circolarità nel settore delle costruzioni: recuperare significa evitare la perdita di materia, reimpiegarla significa chiudere il ciclo, trasformarla in un prodotto competitivo significa creare un vero mercato.
