Educazione prima dell’istruzione: combattere la mafia partendo dalla formazione nelle scuole.
Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università
Il Messaggio di Nicola Gratteri sull’Educazione
Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, è tornato a parlare di temi cruciali come scuola, educazione e istruzione. Il noto magistrato, reduce dal debutto del suo programma “Lezioni di mafie” su La7, ha condiviso le sue riflessioni ai microfoni de Il Corriere della Sera, evidenziando la necessità di educare le nuove generazioni.
Gratteri sottolinea che è fondamentale far comprendere ai giovani l’importanza di effettuare scelte consapevoli e di seguire esempi positivi. “L’educazione non è semplicemente un conseguente dell’istruzione, ma al contrario,” afferma. Secondo lui, “l’istruzione può avvenire solo in presenza di educazione”. Il filosofo Platone, citato dal procuratore, metteva in guardia: “La mente non si apre se prima non hai aperto il cuore”. Questo aforisma esemplifica l’importanza di un approccio educativo più ampio e profondo.
Gratteri insiste sul fatto che il futuro della società italiana dipende dalla capacità di inserire l’educazione come valore cardine nella formazione dei giovani. “C’è bisogno di educare, più che di istruire”, conclude.
Pedagogia dell’Antimafia: Un Approccio Necessario
Approfondendo il tema dell’educazione, Gratteri ha proposto l’idea di una “pedagogia dell’antimafia”, fondamentale per affrontare il problema della criminalità organizzata. “Le scuole devono diventare un perno centrale nella lotta alle mafie. È necessario formare i formatori e promuovere approcci innovativi”, ha spiegato il procuratore. L’esempio dell’Università della Calabria viene citato come un modello di come i giovani possano essere guidati a comprendere la non convenienza della delinquenza.
“Occorrono lavoro, diritti, servizi (in particolare sanitari) e opportunità per i ragazzi. Ma ciò che serve più di tutto è la volontà e la determinazione di combattere questo fenomeno”, ha aggiunto. Gratteri chiarisce che la lotta alle mafie non passa solo attraverso le istituzioni, ma deve coinvolgere tutta la società, dal mondo della scuola a quello del lavoro.
La sua chiamata all’azione si fa più forte quando parla del ruolo dei cittadini. Un’educazione mirata può rendere le nuove generazioni più consapevoli e attive nel contrastare la criminalità organizzata. In questo contesto, il procuratore invita tutti a mettere in gioco la propria parte e a coinvolgersi attivamente nella costruzione di un futuro migliore.
Riflessioni sull’Influenza dei Social Network
Gratteri ha anche discusso dell’impatto dei social media sulla società, esprimendo preoccupazione riguardo alla diffusione dell’ignoranza. In un recente intervento a “In altre parole”, programma condotto da Massimo Gramellini su La7, ha dichiarato: “I social hanno fatto emergere tutta l’ignoranza sociale, evidenziando problematiche che un tempo rimanevano nascoste”.
Secondo il procuratore, l’esposizione dei giovani sui social ha reso più facile per loro esprimere opinioni senza un’adeguata preparazione culturale. “Una volta, l’ignoranza non si vedeva in quanto non c’era la possibilità di esibirla. Oggi, gli utenti possono mostrare liberamente le loro mancanze di conoscenza”, ha osservato, rimanendo sorpreso dalla situazione attuale.
Questa realtà secondo Gratteri richiede una risposta urgente: serve un’educazione pronta a fronteggiare le sfide del mondo digitale, una nuova alfabetizzazione che insegni ai giovani non solo a usare i social, ma a farlo con responsabilità e consapevolezza.
Un Futuro più Brillante per i Giovani
In sintesi, le parole di Nicola Gratteri risuonano come un monito importante per l’intera società italiana. La lotta contro le mafie deve partire dall’educazione, dal rafforzamento dei valori civici e dalla promozione di opportunità reali per le nuove generazioni. Solo in questo modo si può costruire un futuro migliore e più giusto.
Fonti ufficiali:
– Corriere della Sera (www.corriere.it)
– La7 (www.la7.it)
La responsabilità è di tutti: genitori, insegnanti e istituzioni devono collaborare per garantire ai giovani le competenze necessarie per affrontare le sfide del presente e del futuro.
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