El Niño: Miti e Realtà sul Fenomeno Meteorologico e i Suoi Effetti in Italia
Meteo: El Niño tra realtà e miti da sfatare
L’ogni volta che nei bollettini meteorologici emerge il termine “El Niño”, il mondo dei media sembra scatenarsi, promettendo scenari apocalittici: inverni rigidissimi o estati roventi. Negli ultimi tempi, si è assistito a un notevole incremento dell’allarmismo riguardante questo fenomeno climatico, specialmente tra la stampa internazionale. Ma cosa si cela dietro il termine El Niño? Quali effetti reali ha sul nostro pianeta e, in particolare, nel contesto meteorologico italiano?
Che cos’è El Niño: una spiegazione chiara
El Niño rappresenta una delle fasi calde di un ciclo naturale di variabilità climatica noto come ENSO (El Niño-Southern Oscillation) che ha origine nell’Oceano Pacifico equatoriale. In condizioni normali, i venti Alisei soffiano da est verso ovest, spingendo l’acqua calda verso il Pacifico occidentale. Questo movimento favorisce il fenomeno dell’upwelling, tramite cui le acque fredde e nutrienti risalgono lungo le coste sudamericane.
Durante un evento di El Niño si registrano diversi cambiamenti significativi:
- Indebolimento degli Alisei: i venti perdono intensità o possono invertire la loro direzione;
- Spostamento delle acque calde: la massa d’acqua calda si sposta verso il centro e l’est del Pacifico equatoriale;
- Anomalia termica: la temperatura superficiale del mare (SST) aumenta di almeno 0,5 °C, raggiungendo valori superiori a 2,5 °C durante gli eventi più intensi.
