Eosinofilia nell’esofago: sintomi, cause e trattamenti efficaci

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Eosinofilia nell’esofago: sintomi, cause e trattamenti efficaci

Che cos’è l’esofagite eosinofila?

L’esofagite eosinofila è una condizione infiammatoria in cui la parete dell’esofago si riempie di eosinofili, un tipo di globuli bianchi. Questa malattia può colpire sia bambini che adulti, con una prevalenza maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Questa condizione causa un indurimento dell’esofago, rendendo difficile il passaggio dei cibi solidi nello stomaco. La deposizione di eosinofili può manifestarsi come creste o anelli, ostacolando ulteriormente l’ingestione. Altre comune cause di disfagia (difficoltà a deglutire) includono le stenosi esofagee e gli anelli di Schatzki.

Cosa provoca l’esofagite eosinofila?

L’esofago è un tubo muscolare che trasporta il cibo dal cavo orale allo stomaco. L’esofagite, ovvero l’infiammazione dell’esofago, può avere diverse cause. La più comune è il reflusso acido, che spesso porta a bruciori di stomaco e può causare ulcere nella mucosa esofagea.

Altre cause meno comuni di esofagite includono infezioni virali (come l’herpes simplex), infezioni fungine (come la Candida), farmaci che si bloccano nell’esofago (come la tetraciclina) e la radioterapia durante il trattamento del cancro ai polmoni.

I medici ipotizzano che l’esofagite eosinofila sia una forma di esofagite causata da allergeni, anche se la sostanza specifica responsabile non è ancora nota. La caratteristica distintiva di questa condizione è la presenza di elevate quantità di eosinofili nel tessuto sotto la mucosa dell’esofago. Queste cellule sono particolarmente coinvolte nelle reazioni allergiche e possono accumularsi in vari tessuti quando una persona è esposta a un allergene.

Segni e sintomi dell’esofagite eosinofila

Il sintomo principale negli adulti è la disfagia, soprattutto per i cibi solidi, che possono bloccarsi nell’esofago durante la deglutizione. Altri sintomi meno comuni includono bruciore di stomaco e dolore toracico.

Nei bambini, i sintomi prevalenti includono dolori addominali, vomito e difficoltà a mangiare, con potenzi ali problemi di crescita.

L’esofagite eosinofila diminuisce la capacità dell’esofago di distendersi e accogliere i morsi di cibo, probabilmente a causa della presenza di un elevato numero di eosinofili e, forse, di cicatrici nei tessuti esofagei. Questa condizione può causare una fastidiosa sensazione di cibo bloccato nel petto, nota come disfagia. Se il cibo riesce a passare nello stomaco, il disagio può attenuarsi; in caso contrario, le persone spesso devono indurre il vomito per riprendere a mangiare.

Diagnosi dell’esofagite eosinofila

La diagnosi di esofagite eosinofila viene sospettata quando si verifica disfagia per i cibi solidi, anche se non è la causa più comune. La valutazione della disfagia di solito avviene tramite endoscopia (EGD – esofagogastroduodenoscopia) per identificare le possibili cause.

Durante la procedura, viene inserito un tubo flessibile attraverso la bocca per visualizzare l’esofago. I medici possono notare anomalie indicative di esofagite eosinofila, come un restringimento dell’esofago o una serie di anelli lungo la sua lunghezza. La diagnosi definitiva avviene tramite una biopsia dell’epitelio esofageo, esaminata al microscopio per la presenza di eosinofili.

È importante sottolineare che in molti casi l’esofago può apparire normale; pertanto, è fondamentale eseguire biopsie anche quando non si osservano anomalie evidenti.

Trattamento dell’esofagite eosinofila

Il trattamento per l’esofagite eosinofila prevede dilatazione esofagea e farmaci, con l’obiettivo di alleviare i sintomi della disfagia. Tradizionalmente, i gastroenterologi trattano questa condizione similmente alle stenosi esofagee.

La dilatazione esofagea comporta l’allargamento fisico delle stenosi, consentendo il passaggio di cibi solidi. Questo può avvenire tramite endoscopia, utilizzando dilatatori flessibili o palloni. Anche se generalmente efficace, ci possono essere rischi, come la perforazione dell’esofago, che possono portare a complicazioni gravi.

Tra i farmaci usati figurano corticosteroidi come il fluticasone propionato e inibitori della pompa protonica (PPI), che riducono la produzione di acido gastrico. Sebbene le PPI aiutino a gestire i sintomi, la terapia con fluticasone è spesso necessaria per ridurre il numero di eosinofili.

Diete di eliminazione e futuro dell’esofagite eosinofila

Le diete di eliminazione, mirate a rimuovere specifici allergeni alimentari, hanno dimostrato di migliorare i sintomi nei bambini e negli adulti. I medici possono suggerire test cutanei o esami del sangue per identificare gli allergeni, oppure adottare approcci come la dieta di eliminazione dei sei alimenti (SFED).

Il futuro della gestione dell’esofagite eosinofila appare promettente, con continui studi clinici volti a esplorare trattamenti più efficaci e comprendere meglio le cause di questa patologia. Studi più ampi e a lungo termine sono essenziali per confermare l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti attuali.

Fonti ufficiali:

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