Eroi controversi: Vannacci promuove la Decima Mas, Barbera denuncia le atrocità naziste.
Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università
Vannacci e il Giuramento di Pontida: Riflessioni Controversie
Durante il recente raduno di Pontida, il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha sollevato un polverone dichiarando che il “Giuramento di Pontida” dovrebbe essere insegnato nelle scuole italiane. Ha anche affermato che ai ragazzi andrebbero presentati “gli eroi della Decima Mas”, un’unità militare della Marina italiana attiva durante la Seconda Guerra Mondiale.
Vannacci ha chiarito che oggi molti giovani non conoscono i membri della Decima Mas, mentre sono ben informati su figure come Greta Thunberg, la quale, secondo lui, non ha apportato alcun contributo significativo. Questa affermazione ha acceso il dibattito sull’educazione storica e sul modo in cui certi eventi e figure vengano rappresentati nelle istituzioni scolastiche italiane.
La Decima Flottiglia MAS, di filo-fascista, è stata fondata da Junio Valerio Borghese e ha operato a fianco dei tedeschi durante l’occupazione. I membri di questo reparto erano giovani volontari che si unirono per combattere in battaglioni organizzati. Secondo le testimonianze storiche, questi gruppi furono coinvolti in azioni brutali e repressioni contro i partigiani e la popolazione civile.
Reazioni e Critiche all’Insegnamento di Vannacci
La proposta di Vannacci non è passata inosservata. Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, ha criticato aspramente l’idea, etichettandola come “brillante” ma confondente, affermando che si tratta di un tentativo di “merchandising nostalgico”. Barbera ha aggiunto che se Vannacci vuole realmente portare la Decima Mas nelle scuole, dovrebbe iniziare a parlare dei crimini e delle brutalità perpetuate da quella formazione. “Furono sicari in divisa, al servizio della Repubblica di Salò”, ha dichiarato, sottolineando la gravità di questa proposta in un contesto educativo.
Barbera ha inoltre messo in guardia contro la pericolosità delle affermazioni di Vannacci, osservando che si tratta di un esponente istituzionale e non di un semplice nostalgico. “Non possiamo permettere che simili idee influenzino la formazione dei giovani”, ha esortato, richiamando l’attenzione sulla responsabilità di politici e istituzioni nell’educazione storica.
Le reazioni non si sono fatte attendere e Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico, ha espresso forte preoccupazione. “La X Mas di cui parla Vannacci è nota per rastrellamenti, torture e massacri di civili e partigiani. Vogliamo veramente celebrare questo nelle nostre scuole?” ha chiesto, sollevando interrogativi sul ruolo del ministro Valditara in questo dibattito. La Manzi ha denunciato il revisionismo che sta caratterizzando il discorso politico attuale, definendolo “pericoloso e inquietante”.
L’Appello per una Narrativa Antifascista
Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha descritto il raduno di Pontida come un evento di “ultranazionalismo mondiale”, sottolineando la presenza di figure di spicco come Salvini e Vannacci. “Vediamo un’internazionale nera che porta in Italia i peggiori simboli della destra radicale”, ha affermato, evidenziando come il movimento stia cercando di presentarsi come vittima di una presunta ostilità dei media.
Secondo Bonelli, la realtà è ben diversa: “La Rai è sotto il loro controllo e Mediaset è alleata”, ha dichiarato, evidenziando come l’informazione possa in realtà supportare le posizioni della destra. La questione dell’educazione diventa così un terreno di battaglia per l’identità nazionale e per i valori democratici che si vogliono trasmettere alle future generazioni.
La dialettica intorno alla proposta di Vannacci non è solo una questione di narrazione storica, ma solleva interrogativi fondamentali sul tipo di società in cui si desidera vivere. L’appello alla memoria antifascista si fa quindi sempre più forte, contro qualsiasi tentativo di legittimare figure e formazioni che hanno segnato la storia italiana con la violenza e la repressione.
La società civile e le forze politiche di opposizione si stanno allineando nell’affermare l’importanza di un’educazione critica e inclusiva, in grado di formare cittadini consapevoli, pronti a difendere i valori della democrazia e della libertà. La prospettiva di un’Italia antifascista e attenta alla sua storia è più che mai cruciale in un momento in cui tali ideologie tornano a farsi sentire.
Per approfondimenti, si rimanda a fonti ufficiali come [ANSA](https://www.ansa.it) e [Corriere della Sera](https://www.corriere.it).
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