Esami di idoneità: dirigenti costretti a presiedere senza compenso, ferie a rischio.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Esami di idoneità: dirigenti costretti a presiedere senza compenso, ferie a rischio.

Dirigenti Scolastici e Esami di Idoneità: Una Situazione Critica

In questi caldi giorni di luglio, un numero crescente di dirigenti scolastici è impegnato a presiedere gli esami di idoneità degli alunni. Questa situazione ha sollevato il campanello d’allarme da parte del sindacato Dirigentiscuola, che ha indirizzato una lettera al Ministro Valditara per evidenziare le problematiche legate a questi adempimenti estivi.

Nella nota del 21 luglio, il sindacato ha richiesto un intervento urgente: “I dirigenti scolastici rischiano di compromettere il loro diritto costituzionale alle ferie a causa del sovrapporsi di obblighi amministrativi estivi e delle responsabilità legate agli Esami di idoneità, come previsto dal DM 218/25. Questa problematica è particolarmente accesa per le scuole paritarie, ma interessa anche le istituzioni statali, in cui molti DS sono stati “precettati” dagli USR con toni spesso intimidatori.”

Dopo la conclusione degli Esami di Maturità, i dirigenti scolastici non possono godere del loro periodo di riposo. Sono, infatti, coinvolti nella gestione e rendicontazione dei progetti PNRR e PON 2021-2027, attività che richiedono una presenza assidua e sono caratterizzate da scadenze serrate. Inoltre, l’obbligo di presiedere le commissioni degli esami di idoneità nelle scuole paritarie e in quelle statali, quando previsto dall’art. 5 del DM 218, diventa un ulteriore fardello.

Il Diritto al Riposo e le Responsabilità Aggiuntive

Il sindacato Dirigentiscuola mette in risalto come questi incarichi siano svolti senza alcun compenso aggiuntivo, all’interno del sistema di onnicomprensività della retribuzione. Le problematiche risultano accentuate per le scuole paritarie, dove le attività sono effettuate a beneficio di terzi. Questa situazione genera un aumento delle responsabilità senza alcun riconoscimento economico, complicata ulteriormente dalla riduzione del personale amministrativo e dalla frequente assenza dei direttori SGA titolari.

Questi fattori portano a una condizione che comprime il diritto al riposo e alla salute dei dirigenti scolastici, in contraddizione con l’articolo 36 della Costituzione italiana, che garantisce il diritto a ferie adeguate. L’Associazione ha espresso preoccupazione per i potenziali effetti negativi sulla salute dei dirigenti, che possono incorrere in uno stato di stress e affaticamento, con ripercussioni sulla loro capacità di esercitare la professione.

In virtù di queste problematiche, il sindacato ha presentato al Ministero due richieste fondamentali: la prima è l’introduzione di una deroga per i dirigenti scolastici già impegnati nelle ferie o in attività PNRR e PON. La seconda richiesta mira a superare il regime di onnicomprensività, facendo sì che vi sia un compenso specifico per gli incarichi svolti nelle scuole paritarie, a carico delle strutture interessate o dell’Amministrazione.

Attilio Fratta, Presidente nazionale di Dirigentiscuola, ha dichiarato: “Non è più sostenibile continuare a caricare i dirigenti scolastici di nuovi obblighi senza riconoscere il diritto al riposo. Chiediamo un intervento immediato del Ministero per ristabilire un equilibrio tra responsabilità, diritti e condizioni di lavoro.”

Questa situazione potrebbe rivelarsi esplosiva se non si trovano soluzioni rapide e adeguate. I dirigenti scolastici svolgono un ruolo cruciale nel garantire il buon funzionamento delle istituzioni educative e il rispetto delle normative vigenti. Riconoscere il loro impegno e garantire le loro tutele non è solo una questione di giustizia, ma è anche fondamentale per la qualità dell’istruzione.

Fonti ufficiali come il sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito confermano l’importanza di tutelare i diritti dei dirigenza scolastica e il necessario equilibrio tra responsabilità e benessere. È essenziale che queste problematiche vengano ascoltate e affrontate con urgenza, al fine di garantire un ambiente lavorativo più equo e sostenibile per chi dirige le scuole italiane.

Il dibattito su questi temi è più che mai attuale e merita una riflessione approfondita, sia da parte delle autorità competenti che della società civile. Assicurare buone condizioni di lavoro per i dirigenti scolastici è sinonimo di investire nella qualità dell’istruzione e nel futuro delle nuove generazioni.

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