Ethan Thornton: la sfida di gestire troppe cose contemporaneamente.

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Ethan Thornton: la sfida di gestire troppe cose contemporaneamente.

Ethan Thornton: dalla scuola all’industria della difesa

Ethan Thornton ha abbandonato il MIT a soli 19 anni per costruire armi. Il suo primo tentativo, un sistema alimentato a idrogeno realizzato con pezzi acquistati da Home Depot e Amazon, si rivelò un flop: “L’idrogeno era una scommessa sbagliata in generale”, ha dichiarato recentemente durante un evento di TechCrunch a Los Angeles. Oggi, tre anni dopo, la sua azienda, Mach Industries, gestisce sei programmi d’arma e ha chiuso un round di investimento da 300 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 1,8 miliardi di dollari. Finora, la startup ha raccolto circa 485 milioni di dollari.

Thornton è cresciuto a Burnet, Texas, in una famiglia con forti legami militari. Intorno al 2017-2018, all’età di poco più di dieci anni, ha cominciato a preoccuparsi intensamente dell’ascesa della Cina e del conflitto tra potenze. Questa preoccupazione si è trasformata nella convinzione che i sistemi senza pilota fossero destinati a cambiare la guerra, e che gli Stati Uniti stessero procedendo troppo lentamente.

Uno sguardo ai programmi di Mach Industries

Nel 2026, i sei programmi di armi di Mach Industries rappresentano una strategia audace, lontana dalla tradizionale concentrazione su un singolo prodotto. Thornton è consapevole che questo approccio suscita domande da parte degli osservatori. “È molto difficile”, ha ammesso. Ma non crede che il settore della difesa premi una concentrazione univoca come quella richiesta da un lanciatore di razzi. “È come giocare a scacchi con un avversario”, ha spiegato, “con centinaia di prodotti diversi da consegnare per garantire la sicurezza.” Concentrarsi su un solo progetto, secondo lui, significa perdere.

Mach sta sviluppando una varietà di prodotti complessi, tra cui un velivolo da attacco con decollo verticale, un missile anti-nave a lungo raggio, due sistemi stratosferici, e un intercettore aereo economico progettato per abbattere droni. Recentemente, l’azienda ha annunciato un aereo logistica da attacco della Marina, lungo 40 piedi e dal peso di circa 4.000 libbre, in grado di decollare quasi verticalmente e volare oltre mille miglia con un carico di mille libbre.

Alcuni di questi sistemi dovrebbero essere operativi entro la fine dell’anno, mentre l’obiettivo di Thornton è portare tre dei sei programmi in produzione su larga scala, passando da centinaia a centinaia di migliaia di unità, in una fabbrica che Mach prevede di attivare a breve.

Il tempo per realizzare questa espansione è particolarmente ambizioso, poiché Mach ha un obiettivo chiaro: gli Stati Uniti non possono competere in termini di produzione con la Cina, perciò devono puntare sulla creatività. “Non credo che riusciremo a superare la Cina in termini di produzione”, ha dichiarato Thornton. “Gli Stati Uniti eccellono nel campo della creatività e della realizzazione di prodotti.”

Thornton e altri imprenditori del settore della difesa sostengono che il vero collo di bottiglia non sono i vari sistemi che vengono costruiti, ma la catena di approvvigionamento sottostante. “La parte difficile è effettivamente mettere insieme i componenti”, ha detto, citando motori a reazione e motori a razzo solidi. Mach ha progettato e realizzato due motori a reazione da zero in circa otto mesi, un processo che normalmente richiede quattro anni; a maggio ha acquisito Exquadrum, un’azienda di motori a razzo solidi, per 50 milioni di dollari, superando otto concorrenti.

La strategia di Mach contrasta con quella di altre startup nel campo della difesa: ad esempio, Shield AI ha speso anni a sviluppare un solo prodotto prima di lanciare un secondo, l’X-BAT. Al contrario, Mach si concentra su un portafoglio diversificato di armi.

Thornton confronta Mach con Anduril, un’azienda più grande e affermata nel settore. “Il modello di Anduril è molto top-down, cominciando dal software”, ha affermato. “Noi partiamo dall’hardware e poi sviluppiamo il software attorno ad esso.” Anche se questa distinzione è significativa, Mach opera comunque all’ombra di Anduril, che ha recentemente raccolto 5 miliardi di dollari.

Nonostante il panorama competitivo, Thornton è convinto che il settore non sia a somma zero. Secondo le sue affermazioni, la Cina produce circa mille missili da crociera al giorno, mentre gli Stati Uniti ne realizzano solo uno ogni tre giorni. È un contesto in cui diverse aziende possono coesistere e contribuire a soddisfare le necessità di produzione della difesa.

In relazione alla concorrenza, ha notato che il co-fondatore più celebre di Anduril, Palmer Luckey, non ha mai riconosciuto pubblicamente Mach. Thornton minimizza la questione, sottolineando che entrambe le aziende stanno combattendo per lo stesso obiettivo di sovranità occidentale.

I suoi investitori, tra cui Sequoia e Khosla Ventures, non si preoccupano affatto di queste rivalità. Lasciando da parte la narrativa del “giovane prodigio” di Thornton, ciò che emerge è un esperimento interessante guidato da un fondatore che riconosce i propri limiti.

Thornton ha condiviso che la parte più difficile della gestione di Mach cambia ogni sei mesi: prima era ingegneria, poi vendite e ora produzione su larga scala. Cerca di dedicare quattro o cinque ore al giorno per pianificare il futuro e incoraggia i collaboratori a partecipare a queste discussioni. “A volte può frustrarli”, ammette.

Secondo Thornton, il feedback più prezioso proviene dai membri del team che svolgono il lavoro quotidiano, piuttosto che dagli investitori o dal management. Ha istituito forum aziendali dove i dipendenti possono porgli domande aperte, il che ha portato a un’interazione più stimolante e produttiva.

Per ulteriori approfondimenti, puoi guardare il nostro incontro con Thornton qui sotto.

Fonti:

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