Fabio Damato svela il segreto della tuta grigia tra lacrime e rivelazioni
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
Nella lunga intervista di oltre tre ore e mezza rilasciata da Fabio Maria Damato a Selvaggia Lucarelli per il podcast Burnout, l’imprenditore si è raccontato con grande sincerità, alternando momenti di ironia e commozione. Ha definito l’intervista “un sequestro di persona” in modo scherzoso, ma all’interno di questo intenso dialogo non sono mancati momenti di vulnerabilità, con due episodi in cui si è lasciato andare alle lacrime.
Durante la chiacchierata, Damato ha ricordato con emozione i giorni immediatamente successivi alla multa ricevuta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Non solo il peso della sanzione, ma anche la pressione mediatica e gli appostamenti di cronisti e paparazzi sotto la sua abitazione gli hanno causato disagio, specialmente considerando che queste vicissitudini sono avvenute proprio nel giorno del suo compleanno.
L’impatto emotivo della multa e il ruolo della pet-therapy
Il racconto di Damato si è fatto più intimo parlando della sua cagnolina Talita, adottata da pochi mesi e che ha rappresentato per lui un supporto fondamentale di pet-therapy. “La compagnia di Talita mi ha davvero aiutato molto, dedicarmi a lei è stato un modo per ritrovare equilibrio e serenità. È un affetto che mi viene restituito ogni giorno”, ha spiegato con evidente emozione. Oltre all’affetto, il legame con il quartiere si è rafforzato grazie alla cura del suo animale, che gli ha permesso di conoscersi meglio con i vicini di casa dopo vent’anni. “Prendermi cura delle persone è sempre stato il mio obiettivo, anche in tutti questi anni di lavoro insieme a Chiara” ha aggiunto, riferendosi al rapporto professionale con Chiara Ferragni.
Il commento di Damato sulla “tuta grigia” e le difficoltà dopo la multa AGCM
Un passaggio importante dell’intervista ha riguardato il celebre video di Chiara Ferragni in tuta grigia, diffuso in risposta alla multa dell’AGCM. Damato ha raccontato i momenti di forte tensione vissuti in azienda: “Sapevamo che l’Autorità avrebbe potuto sanzionarci, ma non ci aspettavamo una multa così pesante. Avevamo già iniziato a prendere provvedimenti dopo l’articolo d’inchiesta di Selvaggia Lucarelli su Domani e messo a lavoro tecnici e avvocati, ma la notizia della sanzione è stata una vera doccia fredda”.
In quei giorni di caos “abbiamo riunito legali interni ed esterni, esperti e tecnici – ha aggiunto Damato – e Chiara non è mai venuta in ufficio, abbiamo comunicato solo telefonicamente.” Sul video della tuta grigia, definito da molti un simbolo di quel momento, Damato si è mostrato critico: “Quella era una scelta di Chiara, io l’ho visto pochi secondi prima della pubblicazione via chat e non ero d’accordo con quella risposta. Mi sembrava insufficiente e fuori dai pareri tecnici condivisi. Avevamo valutato di replicare con un’intervista ma non abbiamo preso una decisione definitiva”.
L’intervista di Damato, trasmessa il 21 marzo 2024 da Selvaggia Lucarelli nel podcast Burnout, è stata commentata anche da diversi esperti del settore e personaggi pubblici. Maria Elena Boschi, deputata e sostenitrice della trasparenza nelle imprese digitali, ha dichiarato: “Le parole di Damato mostrano l’importanza di affrontare non solo gli aspetti legali ma anche quelli umani in situazioni di crisi come questa.”
Dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in un comunicato ufficiale pubblicato il 15 marzo 2024, si è sottolineato come “l’intervento nei confronti della società rappresenti l’impegno costante dell’AGCM a garantire il rispetto delle normative di concorrenza a tutela dei consumatori e dell’economia digitale”.
La vicenda della multa rappresenta uno degli episodi più discussi nel settore digital italiano degli ultimi anni. Come sottolinea Luca De Biase, giornalista e autore esperto di tecnologia e innovazione: “È fondamentale che le aziende coinvolte sappiano gestire la comunicazione e la reputazione, riconoscendo gli errori e mettendo in campo strategie di recupero e trasparenza.”
Nel podcast Burnout, Fabio Maria Damato si è dimostrato un interlocutore aperto e riflessivo, pur mantenendo una certa riservatezza nei momenti in cui ha usato espressioni come “non ricordo”, strategia che sembra più un modo per evitare di entrare troppo nel merito di certe dinamiche interne.
Questa intervista contribuisce a fare luce su una vicenda complessa, offrendo un punto di vista interno che va al di là della cronaca degli eventi, toccando temi quali la pressione mediatica, le difficoltà emotive nella gestione di una crisi pubblica, e l’importanza del supporto sociale e familiare, anche attraverso strumenti non convenzionali come la pet-therapy.
Per approfondire il caso e ascoltare la puntata completa del podcast Burnout, è possibile visitare il sito ufficiale di QMI – Quotidiano del Mezzogiorno Italiano (https://www.qmi.it) e la pagina dedicata al podcast su Spotify (https://open.spotify.com/show/burnout-podcast).
Non perderti tutte le notizie di gossip su Blog.it