“Faccetta nera”: origini fasciste, proteste a Genova e Sanremo; giovani informati? Condanne politiche.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

“Faccetta nera”: origini fasciste, proteste a Genova e Sanremo; giovani informati? Condanne politiche.

Faccetta Nera: Il Ritorno di un Simbolo Controverso

Un’immagine evocativa della marcia su Roma del 1922 ci riporta al cuore del fascismo italiano, con Benito Mussolini al centro della scena. Recentemente, le note di “Faccetta nera”, uno dei principali simboli del ventennio fascista, sono tornate a far discutere. Dopo le polemiche sorte a Sanremo, il 10 gennaio, il brano del 1935 è risuonato negli altoparlanti dell’autoscontro del Luna Park di Genova, suscitando reazioni forti tra i cittadini e i visitatori del parco giochi invernale di Ponte Parodi.

Secondo un articolo dell’ANSA, durante l’episodio a Genova, le melodie fasciste hanno sollevato “sconcerto e indignazione”. Un avventore ha ripreso un video dell’accaduto, avvertendo il giostraio: “Guarda che questa è apologia del fascismo, è reato”. La risposta del giostraio, che ha liquidato la cosa dicendo “è solo una canzone”, non ha fatto altro che aumentare il livello di scontro tra le diverse opinioni.

Le Origini di “Faccetta Nera” e il Contesto Culturale

“Faccetta nera”, scritta da Renato Micheli e composta da Mario Ruccione nell’aprile del 1935, era utilizzata come strumento di propaganda durante la conquista dell’Etiopia. Questo brano è partito come espressione di liberazione, ma la sua eredità è diventata problematica. È fondamentale chiedersi quanti italiani, specialmente i più giovani, siano a conoscenza delle sue origini e delle sue connotazioni politiche.

L’episodio genovese ha attirato l’attenzione del presidente dell’ANPI Massimo Bisca, che ha etichettato l’accaduto come “inconcepibile e inammissibile”, sottolineando che il fascismo “esiste ancora” ma si esprime in modi diversi. Le dichiarazioni di Bisca riflettono una preoccupazione più ampia per il rilancio di simboli fascisti in contesti pubblici, un fenomeno che sembra avere ripercussioni anche tra i giovani.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Mattia Gutris, portavoce dell’organizzazione del Winter Park di Genova, ha dichiarato che sono previsti provvedimenti, sottolineando che l’obiettivo dell’evento è sempre stato quello di unire le persone e promuovere il divertimento. “Il lavoro di più di cento famiglie non può essere messo in discussione a causa di un errore”, ha affermato, evidenziando che tali comportamenti non rappresentano i valori dell’intera manifestazione.

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha descritto l’accaduto come “di estrema gravità”, considerando il pubblico del parco costituito da molte famiglie e bambini. Ha anche assicurato che le autorità sono al lavoro per attenzionare questa situazione, rilevando come episodi simili non siano stati rari nelle festività recenti.

“Mentre Genova affronta queste sfide, è fondamentale che i partiti politici locali si uniscano per una condanna chiara e netta”, ha affermato Salis, rimarcando che “Genova resterà sempre una città antifascista”. Le reazioni sono arrivate anche da esponenti politici di opposizione come il PD e il M5S. Armando Sanna, capogruppo del PD in Regione, ha sottolineato che tali avvenimenti non devono essere minimizzati. “Richiamano simboli di un passato segnato da violenza e discriminazione”, ha detto.

L’assessore Stefano Giordano, capogruppo del M5S, ha aggiunto che “il silenzio della destra è imbarazzante” e ha esortato a chè nessuno possa minimizzare gli atti di diffamazione della storia. “La memoria storica ha un valore fondamentale, e non può essere considerata un semplice accessorio”.

Questi episodi non fanno altro che sollevare interrogativi sulla consapevolezza storica delle nuove generazioni e sull’importanza di educare al rispetto dei valori democratici. La musica, che può essere fonte di gioia, può anche portare alla luce divisioni, a patto che non venga utilizzata in modo irresponsabile. È ora di fare un passo indietro e riflettere su come celebriamo il nostro passato e su quali valori vogliamo davvero promuovere nella nostra società.

È fondamentale aprire un dibattito su questi eventi per costruire una comunità inclusiva e rispettosa nei confronti di tutti, e per garantire che simili incidenti non si ripetano. La sfida principale resta quella di educare le nuove generazioni sui pericoli dell’ideologia fascista e sull’importanza di una memoria storica che possa guidarci verso un futuro migliore.

Le polemiche suscitate dagli eventi a Genova sono solo l’ultima manifestazione di un disagio sociale più profondo, che richiede l’attenzione e la responsabilità di tutti. La musica è una forma di espressione potente, e deve essere utilizzata per unire, non per dividere.

Fonti ufficiali:
– ANSA
– dichiarazioni di Massimo Bisca, presidente dell’ANPI
– interviste a Mattia Gutris e Silvia Salis
– posizioni del PD e del M5S.

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