Fare le cose da sole senza sentirsi giudicate: dal viaggio alla cena fuori (pagina 3)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
Fare le cose da sole offre una libertà particolare: si può cambiare programma, fermarsi più a lungo in un luogo, scegliere un ristorante o tornare in albergo senza dover trovare un accordo. Non significa che ogni momento sarà piacevole. Può capitare di annoiarsi, sentire la mancanza di qualcuno o desiderare di condividere una scoperta.
Queste sensazioni non dimostrano che si sia sbagliato a partire o a uscire da sole. La capacità di stare bene in autonomia non richiede di non sentire mai la mancanza degli altri, ma di non considerare quella mancanza un motivo sufficiente per rinunciare a tutto.
C’è anche un vantaggio nella possibilità di ascoltare meglio le proprie preferenze. Senza il bisogno di adattarsi continuamente ai desideri altrui, diventa più facile capire che cosa piace davvero, quali luoghi si vogliono visitare e come si desidera utilizzare il proprio tempo.
Questo atteggiamento può avere effetti positivi anche sulle relazioni. Chi non rinuncia sistematicamente ai propri interessi per aspettare gli altri può vivere la compagnia come una scelta, anziché come una necessità. Le amicizie e i rapporti sentimentali non perdono importanza: semplicemente, smettono di essere l’unica condizione per vivere esperienze soddisfacenti.
Non bisogna nemmeno trasformare l’autonomia in una nuova imposizione. Se si preferisce viaggiare in compagnia o si ama condividere ogni uscita, non c’è nulla da correggere. La libertà consiste proprio nel poter scegliere senza sentirsi obbligate a seguire un modello.
Andare al cinema da sole, prenotare un tavolo per una persona o partire senza aspettare che tutti siano disponibili sono gesti piccoli, ma possono cambiare il rapporto con il proprio tempo.
Perché la propria vita non deve restare in attesa che qualcun altro trovi il momento giusto per condividerla.