Fast fashion, il costo ambientale dei vestiti: acqua, tinture e microfibre sotto accusa
Il cotone è una fibra naturale e biodegradabile, ma la sua produzione può richiedere grandi quantità di acqua, soprattutto nelle aree in cui le coltivazioni dipendono dall’irrigazione. L’impatto varia molto in base alla zona di produzione, alle condizioni climatiche e alle tecniche agricole utilizzate: non tutto il cotone ha quindi lo stesso consumo idrico.
L’acqua viene utilizzata anche nelle successive fasi di lavorazione dei tessuti. Una delle più delicate è la tintura, durante la quale possono essere impiegate grandi quantità d’acqua e sostanze chimiche. Se le acque reflue non vengono adeguatamente trattate, le sostanze utilizzate nei processi produttivi possono contribuire all’inquinamento degli ecosistemi acquatici.
A questo si aggiunge il consumo legato alla produzione delle fibre sintetiche, come poliestere e nylon, ottenute da materie prime di origine fossile. La loro caratteristica principale è la durata, ma proprio questa persistenza rappresenta una criticità quando i capi arrivano alla fine della loro vita utile.
