Fatti smentiscono l’aumento delle uccisioni di elefanti in Sri Lanka: allerta sulla disinformazione.
Pubblicato il da Redazione - Green
La crisi degli elefanti in Sri Lanka: un allarme crescente
Dal gennaio alla fine di luglio 2023, Sri Lanka ha registrato 238 morti di elefanti, tra cui diversi esemplari iconici. Queste uccisioni hanno sollevato preoccupazioni crescenti riguardo a una possibile rete di crimine organizzato dietro le morti degli elefanti. Il ministro dell’Ambiente del paese ha presentato una denuncia presso il Dipartimento delle Indagini Criminali (CID) e si prevede l’impiego della Forza di Difesa Civile per contrastare il crimine contro la fauna selvatica e supportare il Dipartimento per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC), che è attualmente in grave carenza di personale e deve affrontare il conflitto tra uomini ed elefanti.
Nel frattempo, il piano del governo di distribuire più armi tra la comunità agricola ha indignato gli ambientalisti, che avvertono che questa azione potrebbe incrementare il numero di morti di elefanti. Nonostante varie teorie riguardo all’aumento recente delle morti degli elefanti, tra cui il bracconaggio per l’avorio e le uccisioni deliberate, un’analisi dei dati da parte di Mongabay suggerisce che l’aumento sia frutto di un’iperfocalizzazione mediatica piuttosto che di un reale incremento delle morti.
La situazione attuale e le risposte del governo
Colombo — Negli ultimi mesi, gli elefanti hanno catturato nuovamente l’attenzione nei media sri-lankesi. La copertura mediatica è aumentata dopo una serie di incidenti mortali che hanno coinvolto elefanti e treni, culminando nella tragica morte del noto tusker Bhahiya, la cui fine è stata documentata in video emozionanti. Il dolore per la morte di Bhahiya ha innescato una valanga di articoli e post sui social, alimentando l’indignazione pubblica e la percezione di una strage coordinata di elefanti.
La speculazione ha rapidamente riempito il vuoto informativo: alcune persone sostenevano che bande di crimine organizzato fossero responsabili, suggerendo addirittura l’utilizzo di cecchini. Inoltre, è emersa una nuova categoria di ambientalisti che ha avanzato l’ipotesi che gli elefanti venissero uccisi per la carne, sebbene tali affermazioni non siano supportate da prove concrete.
Questo tumulto ha raggiunto il Parlamento dello Sri Lanka, dove il ministro dell’Ambiente, Dammika Patabendi, ha rilasciato numerose dichiarazioni. Ha affermato che potrebbero esserci stati due “ondate organizzate” di uccisioni quest’anno e ha fatto appello al CID affinché indagasse. Ha insistito sul fatto che gli agricoltori non erano responsabili, suggerendo che i fatti fossero parte di una cospirazione più ampia. Nel frattempo, il direttore generale del DWC ha annunciato un’indagine separata.
Nonostante le affermazioni di un aumento drammatico delle morti, un’analisi dei dati di Mongabay sulle registrazioni del DWC negli ultimi cinque anni mostra un quadro diverso. Entro la fine di luglio 2023, erano stati documentati 245 decessi di elefanti, un numero pari a quello registrato nello stesso periodo del 2022 e 2023, che contavano rispettivamente 257 e 260 decessi.
Il fotografo di fauna selvatica e appassionato di elefanti, Pathum Bandara,segue i gruppi di elefanti a Galgamuwa, un’area con alta conflittualità tra umani ed elefanti. “Non c’è stato un picco significativo,” ha dichiarato. “La disinformazione è dilagante, ma sul campo non notiamo un aumento drammatico, anche se il numero rimane elevato. Le morti precedentemente trascurate ora ricevono molta attenzione, creando una falsa impressione di un’impennata.”
In Sri Lanka, la preoccupazione per il futuro degli elefanti è crescente, in particolare per i tusker, spesso bersagliati per il loro comportamento che li porta a inficiare le recinzioni elettriche. Queste uccisioni possono rendere gli animali hanno più probabilità di entrare in conflitto con le persone.
In risposta alle recenti crescenti tensioni, gli ambientalisti hanno accusato il governo di tollerare i crimini contro la fauna selvatica. Il ministro dell’agricoltura Kuragamage Don Lalkantha ha sostenuto i diritti degli agricoltori di usare qualsiasi mezzo per proteggere i raccolti dagli animali selvatici. Tale retorica solleva preoccupazioni per possibili vendette violente nei confronti degli elefanti. “Queste dichiarazioni possono incoraggiare azioni violente,” avverte Sameera Weerathunga, ricercatore ed attivista.
Il direttore generale del DWC, Ranjan Marasinghe, ha poi notato che i modelli climatici influenzano anche il conflitto tra umani ed elefanti. “Durante le siccità prolungate, gli elefanti tendono a invadere i campi,” spiega.
Sri Lanka deve riconsiderare il modello di coesistenza tra uomini ed elefanti. Rimanere passivi non è una strategia vincente. Esperti avvertono che la situazione richiede soluzioni basate sulla scienza e specifiche per il territorio. Per affrontare il conflitto, il DWC ha assunto oltre 3000 membri per manutenere le recinzioni elettriche, ma gran parte di esse sono mal progettate e posizionate, aggravando ulteriormente il conflitto.
La crescente mortalità degli elefanti ha generato un intervento politico; il ministro dell’Ambiente è frequentemente intervenuto per affrontare la questione. Le parole e le azioni del governo potrebbero influenzare il futuro della fauna selvatica in Sri Lanka.
“Senza un’azione concertata, le morti di elefanti continueranno e la situazione potrebbe degenerare ulteriormente,” avverte Weerathunga, sottolineando la necessità di un approccio più informato e proattivo nella gestione del conflitto tra uomini ed elefanti.
Fonti ufficiali
- Dipartimento per la Conservazione della Fauna Selvatica (DWC)
- Ministero dell’Ambiente dello Sri Lanka
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