Fauna selvatica nell’est degli Stati Uniti: una nuova rinascita emozionante.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Ripristino della Fauna Selvatica negli Stati Uniti Orientali
Molti dei recuperi faunistici più celebri negli Stati Uniti si associano al West. Tuttavia, significativi progressi sono avvenuti anche a est del Mississippi, in mezzo a città, strade, fattorie e paesaggi cambiati nel corso di secoli.
Il nuovo libro di Andrew Moore, Beasts of the East: The Fall and Rise of America’s Eastern Wilderness, analizza il declino e il parziale ritorno degli animali che un tempo popolavano abbondantemente questa regione. Prima dell’insediamento europeo e della conversione su larga scala delle terre, gli habitat orientali sostenevano bisonti, alci, alci di bosco, gru, orsi neri, piccioni viaggiatori e parrocchetti della Carolina. Molti di questi animali sono scomparsi a causa della disboscamento, del drenaggio delle zone umide e della caccia indiscriminata.
Il Ritorno delle Specie e le Sfide da Affrontare
Alcune perdite sono state permanenti, mentre altre specie sono tornate attraverso reintroduzioni, ripristino degli habitat, restrizioni alla caccia e gestione a lungo termine, come riferito da Erik Hoffner di Mongabay. Attualmente, il Kentucky ospita approssimativamente 10.000 alci (Cervus canadensis) all’interno di una zona di ripristino che si estende su 16 contee, rappresentando il branco più grande a est del Mississippi. Presso i Nachusa Grasslands nello stato dell’Illinois, i conservazionisti hanno riportato in vita la prateria di gramigna su terreni precedentemente agricoli, reintroducendo i bisonti (Bison bison). La ricrescita forestale in alcune zone del New England ha permesso a alci, orsi, pesci e lontre di espandere i loro territori.
Questi successi, però, hanno portato anche a nuove problematiche. Un animale può trovare cibo e rifugio adeguati, ma continuare a lottare per convivere con l’uomo. Le alci danneggiano i coltivazioni, brucano la vegetazione e possono essere coinvolte in incidenti stradali. I puma (Puma concolor) potrebbero sopravvivere in gran parte dell’est, dove le foreste e i cervi abbondano, ma le proposte per il loro ripristino incontrerebbero sicuramente forti resistenze.
Il progresso degli sviluppi urbanistici rappresenta un ulteriore vincolo. La crescita suburbana, i centri di distribuzione, i centri dati e le nuove strade continuano a frammentare terreni rurali e boschivi. Le attraversamenti faunistici possono ridurre le collisioni e riconnettere habitat isolati, come nel caso dei lupi rossi (Canis rufus), una specie in via di estinzione, presente in North Carolina. Tuttavia, il loro valore dipende dalla preservazione di terre sufficienti su entrambi i lati.
Lezioni da Apprendere da questi recuperi indicano che il ripristino della fauna selvatica è possibile anche in regioni densamente popolate. Ciò richiede habitat adeguati, finanziamenti costanti, accettazione pubblica e agenzie capaci di gestire gli animali una volta che le loro popolazioni cominciano a crescere. Il ritorno di grandi specie potrebbe comportare costi per agricoltori, automobilisti e comunità circostanti, e tali effetti devono essere previsti anziché considerati come segno che il ripristino ha fallito.
Per ulteriori approfondimenti, puoi leggere l’intervista di Erik Hoffner ad Andrew Moore qui.
Immagine di copertura: Un gruppo di alci attraversa un’area mineraria attiva tra i boschi nel Kentucky. Immagine gentilmente fornita da Brittany L. Slabach.
Fonti ufficiali e articoli di riferimento:
– Mongabay: [Beasts of the East](https://www.mongabay.com)
– National Wildlife Federation: [Wildlife Restoration](https://www.nwf.org)
– Defenders of Wildlife: [Eastern Moose Management](https://www.defenders.org)
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