Filippine aprono nuovo hub per agricoltura sostenibile e gastronomia nell’Asia-Pacifico.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Rivoluzione Alimentare alle Filippine
Lo scorso novembre, oltre 2.000 agricoltori, chef e decision-maker si sono riuniti a Bacolod, nelle Filippine, per discutere di sistemi alimentari basati sulla conservazione della biodiversità, la conoscenza indigena e la sicurezza alimentare locale. I relatori hanno messo in luce l’agroecologia e le soluzioni basate sulla natura come strategie pratiche per rafforzare la sicurezza alimentare, ripristinando al contempo gli ecosistemi e sostenendo i mezzi di sussistenza delle comunità. Gli eventi climatici estremi, come tifoni e alluvioni, hanno evidenziato l’importanza dell’agricoltura diversificata e dei suoli sani per garantire la resilienza in Asia sudorientale e nel Pacifico.
Questo incontro ha segnato un momento cruciale per spingere contro l’agricoltura industriale, inclusi gli OGM, e per promuovere la cooperazione regionale su cibo “buono, pulito e giusto”. La città di Bacolod è diventata un incrocio di culture alimentari da tutto il continente asiatico, offrendo un assaggio di piatti come pesce grigliato, salse fermentate e caffè tostato. Agricoltori, chef e leader indigeni hanno discusso del legame tra semi, suolo, cultura e sopravvivenza.
Agroecologia e Sostenibilità
Questo primo incontro della convergenza Asia-Pacifico del movimento Slow Food ha visto la partecipazione di oltre 2.000 delegati da 20 paesi, uniti da preoccupazioni comuni riguardo la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico. Organizzato dall’ONG internazionale Slow Food, in collaborazione con partner filippini, l’evento ha cercato di rafforzare le reti regionali attorno all’agroecologia, un approccio agricolo sostenibile che integra ecologia, conoscenze indigene e azione sociale.
Edward Mukiibi, presidente di Slow Food, ha definito questo evento come uno spazio in cui comunità, ingredienti e idee si uniscono per plasmare il futuro del cibo. Bacolod è stata designata come Centro per la Gastronomia Sostenibile della regione, mentre Negros Occidental è stata riconosciuta come Capitale Biologica delle Filippine. Questi riconoscimenti non sono solo simbolici, ma rappresentano impegni strategici allineati con il modello decentralizzato di Slow Food.
L’incontro ha questa finalità: ancorare la collaborazione regionale in sistemi alimentari che offrano alternative all’agricoltura industriale. La creazione di un hub regionale supporterà gli scambi tra agricoltori, cuochi, comunità indigene, ricercatori e decisori politici, promuovendo soluzioni locali.
Paolo di Croce, direttore generale di Slow Food, ha evidenziato come la diversità di partecipazione rifletta la comprensione del cibo come espressione culturale e azione politica, sottolineando l’importanza della gastronomia nella protezione della biodiversità. Questo approccio è essenziale in una regione che possiede una straordinaria varietà alimentare.
Il programma educativo del evento ha svolto un ruolo centrale, con 18 laboratori pratici che hanno coinvolto agricoltori e chef. Inoltre, le scuole locali hanno partecipato attivamente, introducendo bambini e giovani alle tradizioni alimentari legate alla biodiversità.
Durante le sessioni di apprendimento, le famiglie hanno avuto l’opportunità di scoprire come macinare spezie, preparare piatti cucinati in bamboo e creare snack a base di riso indigeno. Le sessioni di degustazione hanno avuto un grande successo, mentre le discussioni su cibo e salute, conservazione dei semi e sviluppi sostenibili hanno stimolato un forte coinvolgimento.
L’agroecologia è stata identificata come una chiave per affrontare le sfide contemporanee. In particolare, il progetto agroecologico nelle comunità indigene Tagbanua ha dimostrato l’efficacia di questa pratica, integrando la produzione alimentare con il ripristino degli ecosistemi e l’uguaglianza sociale.
Con il clima in continua cambiamento e agli estremi eventi meteorologici sempre più frequenti, il dibattito è urgente. Ramon “Chin-Chin” Uy Jr., sostenitore dell’agricoltura biologica, ha sottolineato la necessità di passare oltre la sostenibilità verso la rigenerazione dei suoli e delle risorse naturali.
La collaborazione con le comunità indigene ha messo in luce come le pratiche tradizionali, come la raccolta sostenibile del miele nelle foreste di Kalimantan, possano contribuire non solo alla sicurezza alimentare ma anche alla conservazione della biodiversità.
La questione degli OGM ha suscitato dibattiti accesi durante l’evento, con preoccupazioni riguardanti le proposte di introduzione di mais e riso geneticamente modificati. I leader locali hanno evidenziato i rischi legati alla salute del suolo e alla biodiversità, avvertendo che l’inserimento di colture OGM potrebbe portare a dipendenze per gli agricoltori.
In sintesi, la convergenza ha fornito una piattaforma per il dialogo e la creazione di reti tra agricoltori, chef e leader indigeni, tutte azioni mirate a costruire un futuro alimentare più sostenibile e giusto. Per Slow Food, l’obiettivo è continuare a radicarsi nei territori, promuovendo i legami e le relazioni tra le comunità alimentari.
Fonti:
- Slow Food: https://slowfood.com
- Mongabay: https://www.mongabay.com
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