Fine di un’era: niente più gite scolastiche per me, in Italia o all’estero.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Da Libero Tassella, rappresentante della Scuola Bene Comune, arriva una nota importante riguardante le gite scolastiche. A partire da oggi, 9 maggio, è avviata una campagna che coinvolge tutti gli insegnanti: “Il prossimo anno non accompagnerò più gli studenti in gita, sia in Italia che all’estero”. La Scuola Bene Comune (SBC) annuncia quindi il rifiuto di assumere il ruolo di accompagnatori a visite di istruzione e viaggi, a partire dal primo settembre 2026.
Un Richiamo alla Responsabilità degli Insegnanti
È fondamentale che i docenti esprimano chiaramente il loro dissenso nei confronti di una prassi che, fino ad oggi, hanno svolto gratuitamente e con grande dedizione. Questa situazione li ha costretti a farsi carico di oneri e responsabilità di natura civile e penale legati a tale incarico. È ora di dire basta e di richiedere un adeguato riconoscimento per il loro impegno.
Qualora l’amministrazione scolastica intenda continuare a offrire agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado opportunità di visitare luoghi di valore formativo, è necessario che il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) convochi le organizzazioni sindacali e stabilisca compensi appropriati per i docenti/accompagnatori. In particolare, si richiedono indennità per il rischio e missione, e una revisione della normativa sulla culpa in vigilando, un elemento che grava pesantemente sugli insegnanti.
Una Protesta Necessaria per i Diritti dei Docenti
La mobilitazione proposta da SBC si configura anche come una ferma protesta contro i recenti contratti nazionali della Scuola, firmati dai sindacati in accordo con il Governo attuale. Questi contratti non hanno affrontato in modo adeguato la compressione delle retribuzioni di docenti e personale ATA, che attualmente subiscono un evidente ridimensionamento del proprio potere d’acquisto a causa dell’inflazione, aggravata da contesti geopolitici complessi.
È fondamentale che la legge di bilancio 2027 consideri questa urgente esigenza di riequilibrio. Per SBC, è necessario stabilire per legge che gli aumenti contrattuali siano legati non alla stima dell’inflazione programmata, ma all’andamento reale dei costi della vita. Sebbene il ritorno alla cadenza triennale dei contratti sia un passo in avanti, non basta se non si tiene conto dell’incremento costante del costo della vita.
I docenti devono compromettersi attivamente, scuola per scuola, a sostenere la protesta per l’intero anno scolastico, iniziando dal primo Collegio dei Docenti previsto per il nuovo anno. Anche senza il supporto dei sindacati, è fondamentale che un’adeguata rappresentanza della categoria faccia sentire la propria voce. In provincia di Bolzano, ad esempio, una simile iniziativa promossa da SBC ha ottenuto risultati soddisfacenti, dimostrando che l’unità e il forte senso di responsabilità possono essere un motore di cambiamento.
È ora di affrontare seriamente queste problematiche e di chiedere non solo il riconoscimento del lavoro svolto, ma anche una revisione delle leggi e delle normative che influiscono direttamente sulla vita lavorativa dei docenti. Solo attraverso un impegno collettivo è possibile sperare in un miglioramento delle condizioni di lavoro e di retribuzione nel settore scolastico.
La voce dei docenti deve essere ascoltata, e la mobilitazione di SBC si propone proprio questo: unire le forze per garantire un futuro migliore per gli insegnanti e, di conseguenza, per gli studenti del nostro Paese.
Libero Tassella SBC
Fonti ufficiali: www.misen.gov.it, www.governo.it
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