Fondi PNRR: hanno veramente ridotto la dispersione scolastica? I dati sollevano interrogativi.

Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università

Fondi PNRR: hanno veramente ridotto la dispersione scolastica? I dati sollevano interrogativi.

In un recente intervento su Lavoce.info, Maria Prodi, ex assessore regionale all’istruzione in Umbria, analizza i risultati ottenuti dai progetti PNRR nel settore scolastico. Prodi, attualmente docente presso il Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, evidenzia come la scuola italiana abbia ricevuto finanziamenti senza precedenti per affrontare problematiche come la dispersione scolastica e i divari territoriali. Queste risorse sono destinate a sostenere gli studenti più vulnerabili e a promuovere l’innovazione negli ambienti didattici, con un focus su competenze fondamentali come italiano, matematica, STEM e lingue straniere.

Nonostante questi investimenti, i dati recenti dell’Invalsi raccontano una storia diversa: le performance degli studenti non mostrano segni di miglioramento. Anzi, in alcune aree, si sono registrate addirittura diminuzioni rispetto al passato.

Risultati deludenti e trend negativi

Le prove INVALSI del 2025 confermano la crescita di un trend preoccupante. Solo il 52% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori raggiunge il livello base in italiano, una diminuzione rispetto al 56% registrato nel 2024. La matematica presenta una situazione ancora più critica: solo il 49% supera il livello minimo, in calo rispetto al 52% del 2024.

Neppure al secondo anno delle superiori si osservano recuperi significativi rispetto al periodo successivo al Covid. Questo dato risulta ancor più sorprendente se si considera che le istituzioni scolastiche hanno ricevuto fondi specifici per supportare gli studenti più fragili.

Esaminando i finanziamenti assegnati, Prodi notevolmente menziona le risorse destinate agli ambienti digitali e laboratori attraverso l’iniziativa “Scuola 4.0”, con scadenze stringentissime per le scuole. Non si tratta solo di investimenti per l’edilizia, ma anche di attività volte a potenziare le competenze in STEM, lingue straniere e progetti contro la dispersione scolastica. Complessivamente, sono stati stanziati 1,25 miliardi di euro per il contrasto alla dispersione e ai divari territoriali, con ulteriori 600 milioni per l’educazione STEM e 150 milioni per le lingue straniere.

Queste iniziative sono state gestite tramite la piattaforma ministeriale “Futura”, che ha imposto numerosi vincoli e richieste burocratiche, complicando notevolmente il lavoro delle scuole. Inoltre, finora mancano dati affidabili sulla reale spesa delle risorse allocate.

Innovazioni nel mentoring e risultati non chiari

Uno degli aspetti più innovativi del PNRR è stato l’introduzione di percorsi individuali di mentoring e tutoring dedicati agli studenti fragili. Queste attività personalizzate, spesso progettate per un rapporto uno a uno, avrebbero dovuto costituire almeno il 30% del finanziamento contro la dispersione, pari a quasi 10 milioni di ore di interventi individuali.

Tuttavia, nonostante gli insegnanti e gli operatori coinvolti segnalino progressi significativi nei miglioramenti delle competenze e nella consapevolezza degli studenti, i risultati dell’INVALSI non mostrano analoga tendenza positiva.

Alla luce di questa situazione, ci si interroga sulle ragioni profonde per cui i miglioramenti non siano visibili. Secondo Prodi, ci sono diverse possibili cause:

Prodi sottolinea che, con investimenti così cospicui, è fondamentale verificare l’efficacia e la riuscita del PNRR. Non si tratta solo di misurare la spesa, ma di valutare i reali impatti delle azioni intraprese, concentrandosi in particolare sugli studenti più vulnerabili.

Per un’analisi approfondita, Prodi suggerisce l’introduzione di:

Oggi, le scuole affrontano difficoltà nel completare formalmente i progetti e il dibattito pubblico sull’istruzione rimane spesso ancorato a dichiarazioni di nuove riforme, lontane dalle evidenze raccolte durante l’attuazione del PNRR.

Fonti ufficiali:
Lavoce.info
INVALSI
Ministero dell’Istruzione e del Merito

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