Foreste, in Italia piantati quasi 3,7 milioni di alberi nel 2025: la Sicilia è seconda
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Il nuovo Atlante delle Foreste fotografa una crescita del 17% rispetto all’anno precedente, con oltre 5.300 ettari interessati dagli interventi. L’Isola sale sul podio nazionale grazie ai fondi del PSR e ai progetti avviati nelle città metropolitane di Palermo e Catania. Ma il futuro del verde resta legato alla disponibilità di risorse dopo la fine del PNRR.
Sicilia protagonista della forestazione italiana
Quasi 3,7 milioni di alberi e arbusti messi a dimora nel 2025, il 17% in più rispetto al 2024, su una superficie complessiva superiore a 5.300 ettari. Sono i numeri della sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, il rapporto annuale curato da Legambiente e AzzeroCO2, con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste, che analizza gli interventi di forestazione realizzati in Italia.
Secondo lo studio, basato su 260 nuovi progetti in aree urbane ed extraurbane, le nuove piantumazioni possono generare servizi ecosistemici dal valore stimato di circa 28 milioni di euro all’anno. Si tratta dei benefici offerti dagli ecosistemi, tra cui l’assorbimento della CO₂, il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo e la capacità di rendere i territori più resilienti agli effetti del cambiamento climatico.
Tra i dati più significativi spicca il risultato della Sicilia, che conquista per la prima volta il secondo posto nella classifica regionale con oltre 600 mila alberi piantati. A sostenere la crescita sono stati i fondi residui del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 e gli interventi delle Città metropolitane di Palermo e Catania.
Al primo posto si conferma il Trentino-Alto Adige, con oltre 840 mila alberi, grazie anche ai finanziamenti provinciali destinati al ripristino delle superfici danneggiate dalla tempesta Vaia e dalle infestazioni di bostrico. Terza e quarta posizione per Lombardia e Piemonte, rispettivamente con oltre 479 mila e 469 mila piante.
Il quadro nazionale, tuttavia, rimane disomogeneo. Nove Regioni non hanno finanziato nuovi impianti attraverso gli strumenti ordinari delle politiche forestali regionali nel 2025. In molti casi pesa la mancata attivazione delle misure previste dai Complementi regionali per lo sviluppo rurale della programmazione europea 2023-2027.
PNRR decisivo, ma il futuro del verde è ancora incerto
A trainare la crescita sono soprattutto le Città metropolitane, che nel 2025 hanno messo a dimora 1,48 milioni di alberi e arbusti grazie ai fondi del PNRR: un risultato oltre quattro volte superiore a quello rilevato nell’edizione precedente dell’Atlante.
Torino e Roma guidano la classifica, con oltre 455 mila e 414 mila alberi. Seguono Reggio Calabria, con 261 mila piante, e Catania, che raggiunge quota 118 mila, completando in una sola stagione progetti rimasti fermi per tre anni.
Anche le imprese tornano a investire nella forestazione. Nel 2025 sono stati piantati 69.510 alberi grazie ai contributi privati, il 70% in più rispetto al 2024. La superficie interessata è passata da 42,7 a 174 ettari. La ripresa, però, non ha ancora riportato gli investimenti ai livelli raggiunti nel triennio 2021-2023.
Il nodo principale riguarda la continuità degli interventi. Dal 2022, anno da cui i dati delle diverse edizioni sono direttamente confrontabili, sono stati documentati oltre 12 milioni di alberi e arbusti su 16.889 ettari. Una crescita significativa, ma caratterizzata da oscillazioni legate soprattutto alla disponibilità di finanziamenti straordinari.
Con la progressiva conclusione del PNRR, il rischio è che diminuiscano le nuove piantumazioni proprio mentre aumenta la necessità di adattare città e territori agli eventi climatici estremi. A questo si aggiunge il problema della manutenzione: senza risorse adeguate per irrigazione, cura e monitoraggio, gli alberi appena piantati possono non sopravvivere alla fase più delicata del loro sviluppo.
Per Legambiente e AzzeroCO2, la sfida è trasformare la forestazione da intervento occasionale a politica strutturale. Un passaggio che richiede finanziamenti stabili, una programmazione di lungo periodo e strumenti efficaci per tutelare e incrementare il patrimonio verde.
Un ruolo importante potrà essere svolto anche dalla Nature Restoration Law europea, che stabilisce obiettivi per la tutela e il recupero degli ecosistemi urbani. L’Italia dovrà tradurre questi impegni nel Piano nazionale di ripristino della natura e individuare le risorse necessarie per attuarli.
La crescita registrata nel 2025 rappresenta dunque un segnale positivo anche per la Sicilia, ma non basta da sola a garantire risultati duraturi. La vera sfida sarà assicurare che gli alberi messi a dimora oggi possano crescere, essere curati e contribuire nel tempo alla qualità ambientale delle città e dei territori.