Funghi rari ripristinano le foreste pluviali dell’Atollo di Palmyra, rivela uno studio recente.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Funghi rari ripristinano le foreste pluviali dell’Atollo di Palmyra, rivela uno studio recente.

Il Palmyra Atoll: Un Ecosistema Incredibile e Invisibile

Il Palmyra Atoll, situato nell’Oceano Pacifico settentrionale, rappresenta uno dei sistemi insulari più remoti del pianeta. Su quest’isola esiste un albero di foresta nativo, il pisonia (Pisonia grandis), che svolge un servizio ecologico fondamentale, offrendo siti di nidificazione a migliaia di uccelli marini. Il guano di questi uccelli nutre i coralli circostanti, ma una nuova ricerca ha rivelato che questo ciclo ecologico dipende da un partner invisibile: i funghi micorrizici simbiotici.

Gli studiosi hanno mappato la diversità fungina sull’atollo e hanno scoperto che gli alberi di pisonia presentano una relazione di simbiosi totale con un genere specifico di funghi chiamato Tomentella. Questo indica che gli alberi dipendono completamente dai funghi per la loro sopravvivenza. Questi funghi sono capaci di catturare intensi picchi di azoto e fosforo derivanti dal guano degli uccelli, che altrimenti verrebbero dispersi nell’oceano. Questa relazione è stata osservata in ogni albero campionato dal team di ricerca.

Il Ruolo Cruciale dei Funghi nell’Ecosistema dell’Atollo

“La maggior parte dei funghi ectomicorrizici fatica a prosperare in suoli estremamente ricchi di nutrienti, ma i funghi Tomentella associati al Pisonia sembrano adattati agli alti livelli di fosforo creati dal guano degli uccelli marini”, ha dichiarato Alex Wegmann, co-autore dello studio. “Ciò suggerisce una lunga partnership evolutiva tra i funghi, gli alberi e le enormi colonie di uccelli marini che plasmano questi ecosistemi atoll.”

Questa scoperta ha importanti implicazioni per gli sforzi attuali volti a ripristinare le foreste native di Palmyra, rimuovendo 1,5 milioni di palme da cocco invasive. Infatti, la ricerca ha dimostrato che la presenza di Tomentella diminuisce drasticamente oltre i 250 metri (820 piedi) da un albero di pisonia. Pertanto, la rigenerazione naturale potrebbe fallire in ampie aree disboscate, poiché i funghi necessari non sono presenti nel suolo. Gli autori dello studio suggeriscono che sarà fondamentale tenere conto di questa dinamica per ottenere risultati efficaci nel ripristino forestale.

Wegmann ha sottolineato che i conservazionisti potrebbero dover “inoculare” i suoli con funghi per garantire il successo della riforestazione. “Specialmente in zone lontane dalle foreste esistenti di Pisonia, dove Tomentella diventa molto meno comune o in sistemi forestali di atollo dove il Pisonia è assente da lungo tempo a causa di agricoltura storica delle palme da cocco o altri impatti”, ha aggiunto. “Tuttavia, sono necessari ulteriori esperimenti sul campo per determinare se l’inoculazione fungina migliori significativamente la sopravvivenza e la crescita delle piantine.”

Nuove Scoperte sulle Specie Fungine di Palmyra

Lo studio ha rivelato anche che il Palmyra Atoll è un ricco habitat per specie fungine globalmente rare e potenzialmente nuove, mai registrate nelle banche dati mondiali. Questi funghi sono stati trovati a colonizzare radici aeree sospese a 1,5 metri (4,92 piedi) da terra, suggerendo che potrebbero essere disperso dal vento o dagli uccelli. Questa varietà di funghi non solo arricchisce la biodiversità dell’atollo, ma svolge anche un ruolo cruciale nella salute dell’ecosistema.

Inoltre, lo studio ha scoperto che le centinaia di migliaia di granchi terrestri presenti nell’atollo, alcuni con un’apertura delle zampe superiore a tre piedi, sono stati identificati come “ingegneri ecosistemici” per questo mondo microbico. Grazie alla loro attività di scavo e miscelazione del suolo, i granchi aumentano significativamente la ricchezza fungina totale all’interno delle loro tane.

“Le foreste degli atolli possono contenere comunità microbiche uniche mai riscontrate altrove sulla Terra”, ha affermato Wegmann. “Proteggere questa biodiversità nascosta è fondamentale poiché questi microrganismi possono svolgere ruoli cruciali nella salute degli ecosistemi, nella resilienza e nella rigenerazione delle foreste.”

Fonti ufficiali: Mongabay, Nature, Environmental Science & Policy.

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