Gambero gigante invasivo si diffonde in aree protette del Brasile
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Presenza di gamberi invasivi lungo la costa brasiliana
Una ricerca condotta da un team di esploratori provenienti da Brasile e Uruguay ha confermato la presenza dei gamberi giganti invasivi in numerose aree protette lungo la costa brasiliana, inclusi estuari riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Questi gamberi (Macrobrachium rosenbergii) sono noti come predatori opportunistici e altamente adattabili, competendo con le specie native per cibo e rifugio, oltre a fungere da potenziali vettori di malattie.
La crescente allerta tra scienziati, pescatori e gestori ambientali riguardo all’invasione di questa specie esotica ha spinto a richiedere azioni concrete per fermare la diffusione di questo crostaceo intruso. I pescatori a piccola scala stanno già segnalando significative diminuzioni nelle catture di animali nativi, evidenziando così l’impatto delle specie invasive sulle loro fonti di reddito.
Impatto ecologico e socioeconomico dell’invasione
Introdotto in Brasile negli anni ’70 per sostenere l’industria dell’acquacoltura, il gambero gigante si è stabilito in ecosistemi naturali sensibili, includendo aree protette. Un lavoro di ricerca guidato dall’oceanografo Edison Barbieri, direttore del Centro di Ricerca Regionale del Sud del Brasile dell’Istituto di Pesca di São Paulo, ha posto l’attenzione sull’importanza di monitorare gli ecosistemi estuarini, che sono dei veri e propri serbatoi di biodiversità.
Lo studio ha utilizzato un approccio multidisciplinare per mappare la presenza di M. rosenbergii e i suoi potenziali effetti sulla fauna nativa. Tra il 2015 e il 2025, sono stati registrati 68 avvistamenti unici di gamberetti in 10 aree protette lungo la costa brasiliana, la maggior parte dei quali all’interno delle aree di protezione ambientale (EPA).
La capacità riproduttiva del gambero gigante è particolarmente preoccupante, poiché sono state identificate femmine gravide, indicando che la specie non solo è sopravvissuta, ma si sta anche riproducendo efficacemente nei nuovi ambienti. Le riprese stagionali evidenziano che i picchi di cattura del gambero invasivo si verificano durante i mesi più caldi, suggerendo un legame diretto tra la sua presenza e la temperatura dell’acqua, cosa che potrebbe essere amplificata dai cambiamenti climatici.
Inoltre, il gambero gigante rappresenta una minaccia per le specie native, come il gambero amazzonico, a causa della competizione per cibo e spazio. La situazione si complica ulteriormente poiché il gambero invasivo è considerato un vettore di patogeni, inclusa la sindrome del macchie bianche, che potrebbe devastare l’industria della pesca e dell’acquacoltura.
Molti pescatori, come Nilson Monteiro do Nascimento, testimoni delle dinamiche cambiamenti nelle catture di gamberetti, stanno vedendo un declino allarmante nelle loro attività quotidiane. Un tempo in grado di catturare tonnellate di gamberi a settimana, oggi i pescatori faticano a ottenere anche solo 5 o 10 chili di gamberi nativi. Questi cambiamenti hanno portato molti a ricercare nuove fonti di reddito, evidenziando l’urgenza di un intervento.
D’altro canto, i ricercatori sottolineano l’importanza del monitoraggio partecipativo, coinvolgendo i pescatori nel processo di raccolta dati. Questo approccio ha reso l’indagine più completa, facilitando il dialogo tra scienza e comunità locali. È fondamentale implementare programmi di monitoraggio continui e migliorare i criteri di autorizzazione ambientale per progetti di acquacoltura.
I dati raccolti indicano che il gambero gigante è ben radicato nei biomi brasiliani, rendendo necessario un intervento rapida. Le misure di controllo e sorveglianza devono essere migliorate, e la presenza di questo crostaceo invasivo in aree protette suggerisce che le attuali normative non sono sufficienti a prevenire la minaccia.
Oltre ai timori ecologici, vi è una crescente preoccupazione per le implicazioni socioeconomiche dell’invasione. Come sottolineato nel rapporto ufficiale della ricerca, è fondamentale affrontare questo problema in modo collaborativo e tempestivo per evitare costi ambientali, economici e sociali irreversibili.
Fonti ufficiali:
– Barbieri, E., Villar, A. L. M., Barbieri, E. P., Oliveira, E. B., & Castro, Í. B. (2026). Occurrence of the Non-Native Species Macrobrachium rosenbergii (De Man, 1879) in Brazilian Protected Areas: Ecological Risks and the Urgency of Monitoring. Estuaries and Coasts, 49(2), 54. doi:10.1007/s12237-026-01669-7
– UNESCO World Heritage Centre.
Il futuro della pesca e dei delicati ecosistemi marini del Brasile dipende ora da azioni mirate e tempestive che possano arginare l’invasione del gambero gigante.
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