Garlasco, Milo Infante: le incredibili parole mai dette da De Rensis sul caso
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Tv e Spettacolo
Garlasco, Milo Infante smentisce Roberta Bruzzone riguardo all’esposto di Stefania Cappa: la criminologa annuncia azioni legali contro il conduttore
Lo scontro tra Milo Infante e Roberta Bruzzone sul caso Garlasco
Il dibattito sull’esposto presentato da Stefania Cappa continua ad infiammare la scena giudiziaria e mediatica legata al caso di Garlasco. Milo Infante, conduttore e giornalista, ha smentito categoricamente quanto affermato dalla criminologa Roberta Bruzzone riguardo a una presunta conversazione tra lei e l’avvocato Antonio De Rensis. Durante la puntata del programma “Verità Nascoste – Il Diario”, Infante ha negato di aver ascoltato il legale pronunciare affermazioni che coinvolgono direttamente Cappa nella morte di Chiara Poggi, sottolineando di essere pronto a confermare la propria versione davanti alle autorità competenti.
Roberta Bruzzone ha risposto attraverso un’intervista rilasciata a Fanpage, annunciando di voler procedere in sede giudiziaria per difendere la propria posizione. La criminologa ha dichiarato di avere prove documentali che supportano la sua versione degli eventi e ha criticato l’atteggiamento di Infante, ritenuto ostile e volto a delegittimarla pubblicamente.
I dettagli dell’esposto e le accuse reciproche
Il punto centrale del contrasto riguarda un episodio raccontato da Bruzzone che fa parte delle indagini difensive preventivamente svolte per conto di Stefania Cappa il 9 marzo scorso. La criminologa sostiene che, in una conversazione a margine di una registrazione televisiva, sarebbero state pronunciate frasi dall’avvocato Antonio De Rensis che attribuirebbero a Cappa un ruolo nel delitto di Garlasco. Nel racconto della Bruzzone, Milo Infante era presente durante questo incontro e non avrebbe smentito queste affermazioni.
Al contrario, Infante ha smentito categoricamente di aver udito tali dichiarazioni, specificando che non solo non ricorda, ma nega di averle ascoltate. Il conduttore ha inoltre lamentato di essere stato indicato come testimone della conversazione senza essere stato interpellato preventivamente per confermare questa circostanza.
Secondo la versione riportata nell’esposto, durante quella conversazione sarebbe stata anche ipotizzata la presenza di più persone sulla scena del delitto, tra cui la stessa Cappa e Andrea Sempio. Questa ipotesi è stata ripresa da Bruzzone come un elemento importante nell’ambito delle indagini difensive, ma negata da Infante che sostiene di non aver mai sentito l’avvocato De Rensis formulare simili accuse.
La situazione ha creato un acceso confronto tra i due soggetti pubblici, con Bruzzone che ha sottolineato un clima di ostilità messo in atto da Infante nei suoi confronti, che secondo la criminologa si sarebbe inoltre tradotto in tentativi di escluderla dal panorama mediatico e professionale della Rai.
Le possibili ripercussioni legali e le dichiarazioni ufficiali
In risposta alle smentite di Infante, Bruzzone ha ribadito la volontà di agire legalmente, annunciando che al suo ritorno in Italia prenderà tutte le misure necessarie per valutare la situazione dal punto di vista giudiziario. “Credo che tutto quello che sta accadendo vada attentamente valutato in sede giuridica“, ha dichiarato la criminologa, sottolineando come le tensioni nate da questo episodio potrebbero evolversi in un nuovo capitolo della vicenda del delitto di Garlasco.
Il contesto complessivo si inserisce in un filone molto delicato delle indagini, che da anni tiene alta l’attenzione mediatica sul caso di Chiara Poggi. Le dichiarazioni di Bruzzone e Infante evidenziano come, oltre all’aspetto investigativo, permangano dinamiche personali e professionali molto forti che rischiano di complicare ulteriormente il quadro.
Fonti ufficiali, quali i comunicati della Procura di Pavia e le dichiarazioni rese durante le udienze, non hanno ancora chiarito con assoluta certezza tutti gli aspetti contestati nell’esposto, ma il confronto mediatico e giudiziario in atto sottolinea la complessità di un processo ancora aperto e seguito con grande interesse dall’opinione pubblica italiana.
La vicenda proseguirà con ogni probabilità in ambito giudiziario, con sviluppi attesi nelle prossime settimane. Resta da vedere se gli atti prodotti da Bruzzone saranno ritenuti sufficienti per avviare nuove indagini o procedimenti a carico di Infante o di altri soggetti coinvolti.
Per aggiornamenti ufficiali si rimanda ai comunicati della Procura della Repubblica di Pavia e alle dichiarazioni di chi si occupa direttamente del caso.
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