Gender pay gap in Italia: dati al di sotto della media europea

Pubblicato il da Serena Siino - Donna

Il gender pay gap in Italia: una sfida da affrontare

Il gender pay gap, ovvero il divario salariale tra uomini e donne, rappresenta ancora una sfida importante da affrontare in Italia. Secondo i dati Eurostat, il nostro Paese si ferma al 5,3%, quasi la metà della media dell’Unione europea, pari all’11,1%. Nonostante questi numeri positivi rispetto agli altri Paesi europei, restano comunque margini di miglioramento per ridurre ulteriormente questa differenza retributiva.

Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, sottolinea l’importanza di intervenire sugli ostacoli che limitano l’accesso delle donne alle professioni qualificate e alle posizioni meglio retribuite. De Luca afferma che “Le nuove politiche attive del lavoro hanno mostrato negli ultimi anni un decisivo cambio di marcia. Ma è possibile fare di più, aiutando le lavoratrici a superare quegli ostacoli che ancora limitano l’accesso a professioni più qualificate e meglio remunerate, tramite orientamento, percorsi di formazione e aggiornamento professionale”. Questo evidenzia la necessità di interventi mirati per favorire un equo accesso al mercato del lavoro per donne e uomini.

Le politiche attive del lavoro per un futuro più equo

Per ridurre il gender pay gap è necessario puntare su politiche attive del lavoro che favoriscano l’accesso delle donne a settori con maggiore domanda di professionalità e migliori prospettive di crescita. L’orientamento professionale, la formazione continua e l’aggiornamento delle competenze sono strumenti fondamentali che possono facilitare questo processo. Inoltre, è importante anche affrontare il tema della conciliazione tra lavoro e cura, per favorire una distribuzione più equilibrata delle opportunità professionali.

Secondo De Luca, “È importante rafforzare i servizi territoriali rivolti alle famiglie, così da alleggerire un carico di cura che continua a ricadere in misura significativa sulle donne”. Questo sottolinea l’importanza di supportare le donne nel conciliare responsabilità familiari e lavoro, per favorire una maggiore partecipazione al mercato del lavoro e condizioni più favorevoli per la crescita professionale.

In conclusione, per ridurre ulteriormente il gender pay gap in Italia è necessario continuare ad investire in politiche attive del lavoro che favoriscano l’accesso delle donne a posizioni qualificate e meglio retribuite, oltre a promuovere una maggiore equità nella distribuzione delle responsabilità familiari. Solo così si potrà garantire un futuro più equo e paritario per tutti.

Fonti:
– Dati Eurostat
– Dichiarazioni di Rosario De Luca, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro

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