Gioco online, cosa è cambiato per gli utenti: meno siti, più controlli e nuove regole
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
Il mondo del gioco online italiano ha cambiato pelle. Dal 13 novembre 2025 le nuove concessioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno ridisegnato il settore, riducendo drasticamente il numero dei siti autorizzati e introducendo regole più stringenti per chi apre e utilizza un conto di gioco. Un cambiamento che, per molti utenti, si è tradotto semplicemente in un’email, nella richiesta di accettare nuove condizioni o nella scomparsa di un marchio dallo smartphone. Dietro questi gesti quotidiani, però, c’è una riforma destinata a modificare profondamente il rapporto tra italiani e gioco digitale.
Un mercato sempre più grande
I numeri spiegano perché il settore sia diventato centrale. Nel 2025 la raccolta del gioco online ha raggiunto 100,8 miliardi di euro, con una crescita del 9,5% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, considerando anche il gioco fisico, la raccolta ha toccato 165,3 miliardi, mentre le entrate per l’Erario sono state pari a 11,47 miliardi.
Il dato della raccolta, va ricordato, non equivale a quanto effettivamente perso dai giocatori: una parte consistente del denaro giocato torna infatti sotto forma di vincite. Resta comunque l’indicatore principale per misurare le dimensioni dell’attività.
Meno marchi, concessioni più costose
La novità più evidente è la drastica riduzione degli operatori. Il sistema è passato da circa 400 siti autorizzati a 52 concessioni assegnate a 46 società. Il costo di una concessione è inoltre salito a 7 milioni di euro, contro i circa 200 mila euro del precedente sistema, con una durata di nove anni.
È scomparso anche il modello delle cosiddette “skin”: in passato una stessa concessione poteva essere collegata a più siti, caratterizzati da nomi e grafiche differenti. Oggi, invece, a ogni concessione corrisponde un unico sito.
Per chi aveva già un conto, il cambiamento ha comportato la necessità di verificare la posizione della propria piattaforma e, in alcuni casi, trasferire il conto e le relative disponibilità. Chi aveva denaro su siti non rinnovati ha avuto tempo fino al 31 dicembre 2025 per richiederne il prelievo.
Identità digitale e limiti di deposito
Anche l’apertura di un nuovo conto è diventata più strutturata. L’identificazione può avvenire attraverso SPID di livello 2 o superiore, Carta d’identità elettronica oppure mediante la procedura tradizionale con documento e codice fiscale.
Al momento dell’attivazione devono inoltre essere impostati i limiti di deposito. Le nuove regole puntano quindi a rendere più consapevole e tracciabile il rapporto con la piattaforma, sia per le scommesse sportive sia per i giochi online.
Particolare attenzione anche alle ricariche effettuate in contanti nei punti vendita fisici: quelle non tracciabili non possono superare i 100 euro alla settimana.
Bonus, promozioni e gioco responsabile
Un altro aspetto che interessa direttamente gli utenti riguarda bonus e comunicazione. La pubblicità del gioco è vietata dal 2018, mentre nel giugno 2026 ADM ha chiarito la distinzione tra i bonus previsti dalla normativa, che possono essere comunicati in maniera informativa, e le iniziative commerciali finalizzate a incentivare il gioco, che rimangono vietate.
La riforma rafforza inoltre gli strumenti di tutela. I concessionari devono destinare lo 0,2% dei ricavi a iniziative dedicate al gioco responsabile. Accanto all’autoesclusione totale è stata introdotta anche quella parziale, operativa dal 31 gennaio 2026.
Il nuovo sistema, pienamente operativo dal maggio 2026, punta dunque a un settore con meno insegne ma maggiori obblighi per chi lo gestisce.
La regola più importante
Per l’utente la prudenza resta fondamentale. In un mercato che continua a crescere, la prima verifica da fare prima di registrarsi è controllare che la piattaforma sia effettivamente autorizzata. L’elenco ufficiale dei concessionari ADM rappresenta il riferimento più sicuro per distinguere i siti legali da quelli che operano al di fuori del sistema italiano.
Meno siti non significa necessariamente meno gioco: significa soprattutto un mercato più concentrato, nel quale identificazione, limiti, tracciabilità e strumenti di autoesclusione assumono un peso maggiore. E per chi sceglie comunque di giocare, conoscere le regole diventa parte essenziale della scelta.