Gioco online, cosa è cambiato per gli utenti: meno siti, più controlli e nuove regole (pagina 2)

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

Gioco online, cosa è cambiato per gli utenti: meno siti, più controlli e nuove regole (pagina 2)

La novità più evidente è la drastica riduzione degli operatori. Il sistema è passato da circa 400 siti autorizzati a 52 concessioni assegnate a 46 società. Il costo di una concessione è inoltre salito a 7 milioni di euro, contro i circa 200 mila euro del precedente sistema, con una durata di nove anni.

È scomparso anche il modello delle cosiddette “skin”: in passato una stessa concessione poteva essere collegata a più siti, caratterizzati da nomi e grafiche differenti. Oggi, invece, a ogni concessione corrisponde un unico sito.

Per chi aveva già un conto, il cambiamento ha comportato la necessità di verificare la posizione della propria piattaforma e, in alcuni casi, trasferire il conto e le relative disponibilità. Chi aveva denaro su siti non rinnovati ha avuto tempo fino al 31 dicembre 2025 per richiederne il prelievo.

Identità digitale e limiti di deposito

Anche l’apertura di un nuovo conto è diventata più strutturata. L’identificazione può avvenire attraverso SPID di livello 2 o superiore, Carta d’identità elettronica oppure mediante la procedura tradizionale con documento e codice fiscale.

Al momento dell’attivazione devono inoltre essere impostati i limiti di deposito. Le nuove regole puntano quindi a rendere più consapevole e tracciabile il rapporto con la piattaforma, sia per le scommesse sportive sia per i giochi online.

Particolare attenzione anche alle ricariche effettuate in contanti nei punti vendita fisici: quelle non tracciabili non possono superare i 100 euro alla settimana.

Bonus, promozioni e gioco responsabile

Un altro aspetto che interessa direttamente gli utenti riguarda bonus e comunicazione. La pubblicità del gioco è vietata dal 2018, mentre nel giugno 2026 ADM ha chiarito la distinzione tra i bonus previsti dalla normativa, che possono essere comunicati in maniera informativa, e le iniziative commerciali finalizzate a incentivare il gioco, che rimangono vietate.

La riforma rafforza inoltre gli strumenti di tutela. I concessionari devono destinare lo 0,2% dei ricavi a iniziative dedicate al gioco responsabile. Accanto all’autoesclusione totale è stata introdotta anche quella parziale, operativa dal 31 gennaio 2026.

Il nuovo sistema, pienamente operativo dal maggio 2026, punta dunque a un settore con meno insegne ma maggiori obblighi per chi lo gestisce.

La regola più importante

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