Giornata Mondiale del Rewilding: un futuro promettente per specie ed ecosistemi in pericolo.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
La Giornata Mondiale del Rewilding, che si celebra il 20 marzo, mette in luce gli sforzi umani per ripristinare e rieducare le aree degradate. Il rewilding può concentrarsi su una singola specie, un parco cittadino o anche un’intera isola. Mongabay ha riportato in dettaglio questi sforzi in tutto il mondo.
Il rewilding nelle Alpi del Dauphiné in Francia
Il progetto di rewilding più grande della Francia è attualmente in corso nelle Alpi del Dauphiné, situate nel sud del paese. Nel XVIII secolo, gran parte della regione fu disboscata per fare spazio all’agricoltura. Con l’arrivo della Rivoluzione Industriale, molte persone abbandonarono le fattorie per trasferirsi nelle città, permettendo a piante e animali nativi di riprendersi lentamente.
“Questo progetto ci permette di costruire su quanto è già stato fatto”, afferma Olivier Raynaud, direttore di Rewilding France e leader del progetto nelle Alpi del Dauphiné. “Non stiamo partendo da zero.”
Finora, quattro specie di avvoltoi sono state già reintrodotte dopo un successo nella riproduzione in cattività. Questi uccelli sono fondamentali per eliminare carcasse in grado di diffondere malattie, diventando anche un’attrazione turistica per la zona.
Il progetto prevede, nei prossimi passi, il ritorno di grandi erbivori, come i pony konik polacchi e il manzo Galloway scozzese. Questi animali sono attesi per diffondere semi che contribuiranno alla ricrescita di una foresta.
Inoltre, i responsabili del progetto sperano di riportare il lynx eurasiatico, attualmente minacciato, e, in futuro, anche i lupi, anche se quest’ultima iniziativa ha incontrato resistenza da parte dei locali, che percepiscono i predatori come una minaccia per il bestiame.
Il rewilding del più grande lago vulcanico del mondo
Il Lago Toba, situato sull’isola indonesiana di Sumatra, rappresenta il più grande lago vulcanico del mondo e storicamente ha ospitato fauna selvatica diversificata, tra cui gibboni e specie ittiche endemiche. Negli ultimi venti anni, circa un quarto della sua foresta primaria è stato disboscato, causando il deflusso di cenere, rifiuti e pesticidi nel lago.
Wilmar Eliaser Simandjorang, un ex funzionario pubblico, si è dedicato al rewilding del lago, sostenendo leggi ambientali più severe per proteggere la zona. Ha collaborato con le comunità locali per costruire reti di attivismo con l’obiettivo di riforestare la regione.
“Ho motivato i residenti a comprendere che piantare alberi equivale a piantare il proprio futuro”, spiega Wilmar.
Molti progetti di rewilding si concentrano su specie specifiche, in particolare animali minacciati o considerati ingegneri chiave degli ecosistemi.
Nella Repubblica Democratica del Congo, per esempio, i conservazionisti hanno liberato quattro gorilla femmine in via di estinzione, salvate dal commercio illegale di fauna selvatica, nel Parco Nazionale Virunga. Il Centro per la Riabilitazione e l’Educazione alla Conservazione dei Gorilla (GRACE), che ha preparato i primati per la loro reintroduzione, riporta che sono riusciti a integrarsi nella popolazione selvatica.
Invece, nella Foresta Atlantica del Brasile, le scimmie urlatrici brune (Alouatta guariba) stavano morendo in massa a causa di un’epidemia di febbre gialla. Così, gli scienziati hanno modificato un vaccino contro la febbre gialla destinato agli esseri umani e sono riusciti a trattare con successo le scimmie prima di reintroduirle nel Parco Nazionale di Tijuca a Rio de Janeiro. Queste scimmie sono note per essere eccellenti dispersori di semi e ci si aspetta che contribuiscano alla restaurazione del parco degradato.
Immagine di copertura: Le quattro gorilla il giorno della loro reintroduzione nel Parco Nazionale Virunga. Immagine gentilmente fornita da GRACE.
Fonti: Mongabay, Rewilding Europe, WWF, GRACE.
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