Giovani e alcol: preoccupante fenomeno di abbuffate già a 12 anni a Lampedusa.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Giovani e alcol: preoccupante fenomeno di abbuffate già a 12 anni a Lampedusa.

Il consumo eccessivo di alcolici tra i giovani è diventato un fenomeno preoccupante in Italia, con un’augmented trend di alcolizzazione che colpisce specialmente i ragazzi e le ragazze. Attualmente, circa l’80% degli adolescenti di 15-16 anni fa uso di alcol, mentre il binge drinking è una pratica comune tra i 16-17enni. È allarmante notare che molti giovanissimi iniziano a bere già a 11-12 anni.

Una crescita allarmante del consumo di alcol

Negli ultimi anni, il consumo di alcol tra le ragazze è aumentato, in particolare durante i fine settimana. Questo stile di vita rischioso è spesso associato a incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per la fascia d’età 21-29 anni. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ci sono oltre 1,2 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni che si trovano in una condizione di consumo a rischio. Di questi, 615.000 sono minorenni.

Il 17,8% dei ragazzi e il 13,3% delle ragazze rientrano nelle statistiche di consumo di alcol, e tra questi, circa 664.000 giovani consumano alcool talmente frequentemente da sentirsi obbligati ad ubriacarsi.

“I dati sconfortanti sul consumo di alcol tra i giovani e i minori”, afferma l’Iss, “indicano una violazione delle leggi esistenti e dimostrano la mancanza di interventi efficaci per ridurre l’esposizione al rischio alcol.” Nonostante la legge n. 189/2012 vieti la vendita di alcol ai minorenni, l’applicazione di questa norma è limitata e spesso ignorata dai commercianti.

Ma cosa beve realmente la gioventù italiana? L’Istituto Superiore di Sanità ha rivelato che la birra è la bevanda alcolica più popolare tra i maschi di 18-24 anni, seguita da aperitivi alcolici. Per le ragazze della stessa fascia d’età, gli aperitivi alcolici sono la scelta preferita, mostrando un incremento della loro popolarità negli ultimi dieci anni.

Strategie di prevenzione e educazione

Numerosi esperti e associazioni chiedono interventi specifici, come l’applicazione della Risoluzione del Parlamento Europeo per una strategia di “zero alcol” rivolto ai giovani. Secondo un’indagine dell’Osservatorio sugli stili di vita Mohre, studenti universitari consumano regolarmente superalcolici già dalle 9:30 del mattino, segno di una normalizzazione poco salutare.

Emanuele Scafato, consulente Oms, sottolinea che “l’inerzia istituzionale ha portato alla normalizzazione di comportamenti rischiosi, evidenziando il fallimento della prevenzione.” Solo il 9% di chi presenta un disturbo da uso di alcol riceve il trattamento necessario dal Servizio Sanitario Nazionale.

In risposta a questa crescente problematica, l’Asp di Palermo ha organizzato l’“Alcohol Prevention Day 2026”, un evento che si terrà a Lampedusa dal 17 al 19 aprile. Questo evento promuove l’educazione e la sensibilizzazione sui rischi legati al consumo di alcolici e coinvolgerà l’intera comunità.

Il programma prevede attività informative nelle scuole e nel poliambulatorio, dibattiti e incontri pubblici dedicati alla prevenzione. È un’opportunità per avviare un dialogo sulla salute e il benessere, reitegrando i giovani nella cultura della responsabilità.

“Da un lato”, ha affermato Alberto Firenze, direttore generale dell’Asp di Palermo, “ci concentriamo sulla prevenzione dell’abuso di alcol, dall’altro, forniamo servizi gratuiti alla popolazione.” Si tratta di un approccio che mira a costruire una vera cultura della salute, coinvolgendo attivamente cittadini e istituzioni a livello locale.

Durante l’evento, il poliambulatorio offrirà anche uno “Screening Day” con servizi di prevenzione oncologica, vaccinazioni e screening pediatrici. È un’iniziativa pensata non solo per i giovani, ma anche per tutti gli abitanti dell’isola, con particolare attenzione alla salute femminile e alla prevenzione della Sindrome Feto-Alcolica (FASD).

Queste attività rappresentano un passo significativo verso un futuro più sano e una maggiore consapevolezza dei rischi associati all’eccessivo consumo di alcol. È fondamentale che le comunità si uniscano per creare sensibilizzazione e supporto, garantendo che i giovani ricevano l’educazione necessaria per prendere decisioni informate.

La lotta contro l’abuso di alcol tra i giovani ama un impegno collettivo, dove la famiglia, la scuola e le strutture sanitarie collaborano per proteggere i più vulnerabili. La salute dei giovani è una priorità che deve essere tutelata e promossa attraverso azioni concrete e politiche efficaci.

Fonti: Istituto Superiore di Sanità, Osservatorio Nazionale Alcol, Emanuele Scafato (Oms), Alberto Firenze (Asp di Palermo).

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