Giulia De Lellis attacca, Grazia Sambruna risponde: “Selezionate o cambiate lavoro”
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
La scelta di Giulia De Lellis di mostrare sui social le nipotine di 7 e 9 anni, ma di non esporre la sua figlia, ha suscitato un acceso dibattito. La influencer ha spiegato che, otto anni fa, era più ingenua e oggi le sue figlie maggiori sono abbastanza grandi da riconoscere quando una persona è affidabile o estranea. Questa posizione non è passata inosservata, scatenando critiche e riflessioni sul tema della tutela dei minori nell’era digitale.
Il dibattito sull’esposizione dei minori sui social tra Giulia De Lellis e Grazia Sambruna
Il dibattito ha preso corpo anche grazie a Grazia Sambruna, che su MowMag ha sollevato un punto molto importante: c’è un’evidente discrepanza nel riconoscere i rischi dell’esposizione sul web e allo stesso tempo chiedere ad altri genitori di firmare liberatorie per far comparire i loro figli nel video-podcast “ThePiccoloGi” di De Lellis, un format dedicato ai bambini. Grazia ha sottolineato come, nonostante il consenso formale, la consapevolezza reale dell’esposizione mediatica dei minori sia spesso sottovalutata. Nel suo articolo, inoltre, Grazia afferma: “Giulia De Lellis è pienamente consapevole dei rischi, ma sembra poco interessata quando a essere esposti sono i figli degli altri”.
Il video-podcast di De Lellis, che vanta circa sei milioni di follower, utilizza volti di bambini per attirare l’attenzione del pubblico, una strategia che ha acceso il confronto tra la tutela dei minori e le logiche social. Secondo fonti ufficiali come il Garante per la protezione dei dati personali, l’esposizione dei minori sui social richiede attenzione particolare, poiché l’impatto sul benessere psicologico e sulla privacy può essere significativo.
Le risposte di Giulia De Lellis alle critiche
Giulia De Lellis ha risposto pubblicamente alle critiche con un post su Instagram, chiarendo la sua visione: “Un neonato non ha alcuna consapevolezza né strumenti per gestire l’esposizione. Un bambino più grande, invece, è in grado di riconoscere estranei e pericoli. La differenza è tutta qui, tutela, non incoerenza”. Ha sottolineato inoltre che spesso si complicano scelte semplici e ha invitato a comprendere piuttosto che costruire “narrazioni inutili”.
De Lellis ha colto l’occasione per rimarcare la distinzione tra giornalismo e gossip, contestando il tono usato da alcune critiche: “Il giornalismo richiede consapevolezza, misura e rispetto. Quando questi mancano, non è giornalismo, ma gossip povero e antiquato”. Ha anche respinto l’idea che la sua ascesa sui social sia soltanto frutto di fortuna, affermando che dietro il suo successo c’è lavoro e strategia.
Nonostante ciò, alcuni osservatori hanno notato una certa incoerenza nelle sue dichiarazioni. La stessa influencer ha infatti spiegato di non mostrare la figlia Priscilla sui social per proteggerla da potenziali pericoli e persone malintenzionate. La domanda che molti si pongono è: come può Giulia ritenere che una bambina di 10 anni sia sempre in grado di difendersi da individui pericolosi al parco o a scuola?
Grazia Sambruna ha risposto nuovamente, insistendo sulla necessità di un’attenzione uniforme per tutti i minori, indipendentemente dalla loro famiglia o notorietà. Nel suo intervento ha dichiarato: “I maniaci interessano i bambini in quanto tali, non importa la loro età o se siano figli di vip o meno. Nessun bambino è capace di gestire l’esposizione mediatica e nessun adulto può controllare l’utilizzo delle immagini pubblicate”.
La giornalista ha inoltre fatto notare che Giulia De Lellis ha spesso reagito in modo impulsivo alle critiche, consigliando a chi affronta la celebrità di imparare a gestire i commenti negativi per mantenere serenità: “Le critiche fanno parte della notorietà. Se non si riesce a gestirle serenamente, forse è il caso di valutare un cambiamento di carriera”.
Il dibattito tra Giulia De Lellis e Grazia Sambruna è emblematico di un tema più ampio riguardante la protezione dei minori nell’era dei social media. Le opinioni di esperti, come la psicologa e docente universitaria Elisabetta Panero, confermano che l’eccessiva esposizione dei bambini sui social può influire negativamente sul loro sviluppo emotivo e sulla percezione di sé.
La discussione solleva infine il nodo della responsabilità. I genitori, influencer o meno, hanno un ruolo cruciale nel bilanciare la promozione della propria immagine pubblica con la tutela effettiva dei minori coinvolti.
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