Gli occhiali smart migliorano l’accessibilità, aprendo nuove opportunità per tutti.
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Donna, Tecnologia
Il Futuro delle Smart Glasses e l’Accessibilità
Nei prossimi mesi, si discuterà approfonditamente di occhiali intelligenti. Durante il Meta Connect 2025, abbiamo avuto il privilegio di vedere in anteprima i Meta Ray-Ban Display, i primi occhiali smart dell’azienda dotati di un display monocolare integrato. Non cercheremo di edulcorare la situazione: le dimostrazioni che abbiamo visto sono state straordinarie. Tuttavia, l’idea di avere un display invisibile e la possibilità di apparire presenti mentre si fa qualcosa di diverso sotto il tavolo è piuttosto inquietante. Nei prossimi articoli affronteremo le questioni sollevate da questi occhiali, ma oggi vogliamo mettere in evidenza un ambito dove i dispositivi di Meta stanno realmente migliorando la vita: l’accessibilità.
“Per me, mancare entrambe le gambe significa che camminare è decisamente più difficile e pericoloso rispetto ad altre persone,” dice Jon White, un oratore ispirazionale e atleta paralimpico, intervistato presso la sede di Meta. “Qualsiasi cosa che mi permetta di non dover guardare il telefono, così da poter alzare la testa e guardare intorno, è molto meglio.”
Gli occhiali Meta Ray-Ban Display aggiungono anche sottotitoli in tempo reale, un grande aiuto per le persone sorde o con problemi di udito.
White condivide che, avendo soltanto un braccio, la possibilità di rispondere ai messaggi senza dover prendere in mano il telefono è fondamentale. Inoltre, quando pubblica su Instagram riguardo ai suoi progetti di ingegneria, la fotocamera degli occhiali gli consente di mostrare il suo punto di vista senza dover cambiare la posizione del telefono per ottenere l’angolazione migliore.
Tecnologia Innovativa e Prezzi Accessibili
Uno degli aspetti più significativi riguarda il fatto che gli occhiali Meta, come prodotto di massa, sono significativamente più accessibili rispetto a dispositivi creati specificamente per la comunità degli ipovedenti. Il prezzo degli occhiali si aggira intorno ai €300-€400, mentre strumenti come i lettori OrCam possono costare da €1.990 a €4.250, con poche opzioni di assicurazione.
Un altro punto degno di nota è la funzionalità di live captioning, che potrebbe essere di grande aiuto per le persone sorde o con difficoltà uditive. Le didascalie appaiono in tempo reale e sono impressionanti per la loro rapidità e accuratezza. Grazie ai microfoni direzionali, le didascalie vengono create solo per la persona che si sta guardando, senza confusione con altre conversazioni.
“Penso che tutte queste nuove funzionalità renderanno la vita più semplice per me,” commenta White riguardo alle opportunità offerte dagli occhiali e dalla bande neurale di controllo. “Ciò che mi piace è come Meta ha dimostrato cosa è possibile fare con la tecnologia, e so che questo si diffonderà anche in altri settori, come quello delle protesi.”
White tiene a sottolineare che molte soluzioni adattate alle persone disabili potrebbero essere utili anche per chi non ha disabilità. Per esempio, gesture per dispositivi come Apple Watch sono inizialmente state implementate come strumenti di accessibilità e ora sono parte integrante dell’interfaccia principale.
Meta ha anche annunciato l’apertura dei suoi occhiali intelligenti agli sviluppatori di terze parti, al fine di costruire nuove esperienze sfruttando le capacità audio e visive. HumanWare, un’azienda di tecnologia assistiva, utilizzerà questo kit di sviluppo software per aiutare gli utenti non vedenti e ipovedenti a orientarsi nei loro ambienti. Microsoft, inoltre, sta lavorando a un’integrazione tramite l’SDK per il suo assistente visivo Seeing AI.
Ci sono anche preoccupazioni legittime per quanto riguarda gli occhiali intelligenti. Dopo l’annuncio degli occhiali Display, le reazioni online sono state polarizzate. Alcuni vedono questa tecnologia come inevitabile, mentre altri si esprimono con grande scetticismo. Queste reazioni sono del tutto comprensibili, date le circostanze attuali e il contesto in cui viviamo.
Fonti Ufficiali:
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