Google mantiene la sua integrità, ma deve rinunciare a contratti esclusivi per la ricerca. (pagina 5)
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Durante l’udienza, il giudice Mehta ha espresso la sua volontà di prendere in considerazione il Digital Markets Act dell’Europa come punto di riferimento. Questo atto europeo obbliga Google a condividere determinati dati di clic e query con terze parti. Tuttavia, l’ordine di Mehta è più ristretto e temporaneo, a differenza degli obblighi permanenti previsti dal DMA. Inoltre, è molto più limitato rispetto all’accesso ampio richiesto dal DOJ, che includeva potenzialmente codici sorgente, algoritmi di ranking e altri elementi infrastrutturali, che Google ha descritto come una concessione della sua intera proprietà intellettuale.
La questione riguardante fino a che punto i regolatori debbano arrivare nel rimodellare l’attività di Google rimarrà rilevante anche nelle altre battaglie antitrust in corso. La decisione di Mehta potrebbe influenzare anche il risultato di un’altra causa antitrust a cui Google è attualmente sottoposta riguardo alla sua attività pubblicitaria, prevista per settembre 2025.
Questa storia è in via di sviluppo. Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti.
Fonti: Dipartimento della Giustizia USA, Court Listener, Reuters
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