Gruppi indigeni rilanciano la sfida legale contro la legge sulla conservazione in Indonesia.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Gruppi Indigeni in Indonesia Contestano la Nuova Legge sulla Conservazione
La Petizione contro la Legge del 2024
Gruppi indigeni in Indonesia hanno avviato una sfida legale contro alcune disposizioni di una nuova legge sulla conservazione del 2024, sostenendo che essa consentirebbe al governo di designare le loro terre ancestrali come aree protette senza il consenso delle comunità locali, mettendo così a rischio i loro diritti territoriali. Questa battaglia legale nasce un anno dopo che la Corte Costituzionale ha respinto una revisione giuridica del processo legislativo relativo a questa legge, nonostante il dissenso di due giudici. Le nuove contestazioni legali si concentrano su articoli che permettono la creazione di “aree di preservazione”, che potrebbero limitare l’accesso delle comunità alle proprie terre e compromettere le forme tradizionali di conservazione.
Le Reazioni e il Contesto Giuridico
La Coalizione per una Conservazione Equa, che include l’Alleanza dei Popoli Indigeni dell’Arcipelago (AMAN) e diversi gruppi della società civile, ha presentato la causa il 8 luglio 2026. L’azione legale mira a annullare le disposizioni della legge del 2024 che, secondo i gruppi, minacciano i diritti delle comunità insediate su terre ancestrali, aree gestite dalla comunità, regioni costiere e isole.
La petizione è seguita dal rifiuto della Corte Costituzionale di un’altra contestazione procedurale nel luglio 2025, spingendo la coalizione a cercare una revisione sostanziale degli articoli controversi. Durante un’udienza del 6 agosto 2026, la Corte Costituzionale doveva ascoltare gli argomenti del governo e della Camera dei Rappresentanti (DPR), che ha redatto la legge del 2024. Tuttavia, il presidente della Corte, Suhartoyo, ha posticipato l’udienza al 24 agosto, poiché entrambi non erano pronti a presentare le loro posizioni.
Le Preoccupazioni delle Comunità Indigene
I rappresentanti delle comunità indigene si sono dichiarati delusi per il rinvio. “La mancata presentazione delle dichiarazioni da parte del governo e del DPR presso la Corte Costituzionale dimostra uno scarso rispetto per i diritti dei popoli indigeni e delle comunità locali, che aspettano spiegazioni riguardo alle disposizioni delle aree di preservazione,” ha dichiarato Surti Handayani, avvocato dei ricorrenti.
Le preoccupazioni riguardano il fatto che la nuova legge potrebbe criminalizzare le pratiche tradizionali delle comunità, ignorando il fatto che i popoli indigeni sono tra i migliori gestori della natura. Il ricorso contro la legge contesta specifiche disposizioni, ritenendo che esse possano indebolire i diritti costituzionali delle comunità, consentendo al governo di designare “aree di preservazione” senza il consenso informato e preventivo delle comunità stesse.
La Lotta Continua per i Diritti Territorial
Le critiche alla legge del 2024 mettono in evidenza come essa non riconosca i diritti delle comunità indigene, creando incertezza legale. Le disposizioni della legge potrebbero essere utilizzate per limitare l’accesso e il controllo delle terre gestite da indigeni e comunità locali, esponendo i residenti a possibili pene penali o alla perdita dei diritti consuetudinari.
Secondo i legali della coalizione, la legge malinterpreta il concetto internazionale di Misure Efficaci Aree-Basate per la Conservazione (OECMs), che riconoscono la conservazione attuata volontariamente da parte delle comunità locali. Anziché riconoscere la loro stewardship esistente, la legge consente allo stato di imporre obblighi di conservazione sui titolari di diritti.
Esempi di Impatti Locali
Una delle comunità affette è quella di Dalem Tamblingan a Bali, il cui terreno sacro è stato designato dal governo come parco turistico, anziché riconosciuto come terra consuetudinaria. Questo cambiamento ha portato un aumento dei turisti e degli interessi commerciali, con preoccupazioni per l’accesso esterno e per le potenziali rivendicazioni statali sulle terre della comunità.
Herman Sarira, rappresentante della comunità indigena Pali a Tana Toraja, South Sulawesi, ha espresso un senso di minaccia crescente: “La legge sulla conservazione ci ha lasciato profondamente inquieti e ha interrotto le nostre fonti di sostentamento.” I membri della comunità temono di costruire case, dato che le loro terre ancestrali sono già designate come aree di conservazione.
La Prospettiva delle Comunità e il Ruolo del Governo
Rukka Sombolinggi, segretario generale di AMAN, ha affermato che la legge sulla conservazione riflette un approccio dall’alto verso il basso che non riconosce i popoli indigeni come i principali custodi della natura. “I popoli indigeni sono i migliori guardiani della natura,” ha ribadito. La realtà è che molte aree designate come parchi nazionali hanno subito degrado, mentre i territori tutelati dai popoli indigeni sono rimasti intatti.
Dallo stesso fronte, Susan Herawati, segretario generale della Coalizione Popolare per la Giustizia nella Pesca (KIARA), ha criticato la legge per il suo impatto negativo sulle comunità costiere e degli abitanti delle piccole isole. La legge rischia di erodere le pratiche tradizionali di conservazione, che governano da tempo l’uso sostenibile delle risorse marine, trasformandosi in un pretesto per la commercializzazione di paesaggi costieri per scopi commerciali.
Il governo, attraverso iniziative come il carbonio blu, sembra promuovere la conservazione per rispettare impegni climatici senza un coinvolgimento significativo delle comunità più direttamente interessate.
In sintesi, la situazione evidenzia una lotta continua per i diritti delle comunità indigene e il riconoscimento del loro ruolo come custodi delle loro terre e risorse.
Fonti:
- AMAN (Alleanza dei Popoli Indigeni dell’Arcipelago)
- Mongabay Indonesia
- Coalizione per una Conservazione Equa
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