Guarire la “ferita dell’abbandono”: Come le esperienze dell’infanzia condizionano le scelte sentimentali da adulte (pagina 10)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Se la paura dell’abbandono è molto intensa, si ripete in diverse relazioni o interferisce significativamente con la vita quotidiana, parlarne con uno psicologo o con un altro professionista qualificato può essere utile. Un percorso può aiutare a comprendere l’origine dei propri schemi senza ridurre tutta la propria storia a una singola esperienza infantile.
Il lavoro terapeutico può concentrarsi sulle emozioni, sulle convinzioni sviluppate nel tempo, sulle modalità di relazione e sulle strategie utilizzate per affrontare l’insicurezza. Comprendere un comportamento non significa giustificarlo: significa creare la possibilità di scegliere una risposta diversa quando quella abituale non è più utile.
È importante anche evitare l’autodiagnosi. Termini come “attaccamento ansioso”, “trauma dell’abbandono” o “ferita infantile” possono essere utili per descrivere alcuni vissuti, ma non dovrebbero diventare etichette utilizzate per spiegare automaticamente ogni difficoltà sentimentale.