Guarire la “ferita dell’abbandono”: Come le esperienze dell’infanzia condizionano le scelte sentimentali da adulte (pagina 8)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Il verbo “guarire” può essere fuorviante se viene interpretato come la necessità di eliminare definitivamente ogni paura. Alcune vulnerabilità possono rimanere, ma diventare più comprensibili e gestibili. L’obiettivo non è non avere mai più paura di perdere qualcuno, bensì non lasciare che quella paura determini automaticamente il proprio comportamento.
Può essere utile imparare a riconoscere i segnali che precedono una reazione: tensione fisica, bisogno improvviso di controllare il telefono, impulso a chiedere rassicurazioni o desiderio di chiudere la relazione prima che possa farlo l’altra persona. Fermarsi qualche minuto può permettere di capire che cosa si sta realmente provando.
La regolazione emotiva può essere sostenuta anche da attività quotidiane che mantengono una vita personale ricca e autonoma: amicizie, interessi, lavoro, movimento e momenti trascorsi da sole. Una relazione può essere importante senza diventare l’unico luogo nel quale sentirsi al sicuro.