Guatemala chiude campo petrolifero e potenzia la sicurezza nella Riserva della Biosfera Maya.
Pubblicato il da Redazione - Green
La Transizione del Campo Petrolifero Xan per la Conservazione Ambientale
Il Guatemala ha intrapreso una decisione significativa convertendo il campo petrolifero Xan, situato all’interno del Parco Nazionale Laguna del Tigre, in una base per operazioni militari e di polizia. Questo nuovo orientamento si concentra sulla protezione della foresta pluviale dagli atti illeciti, come il ranching illegale, la deforestazione e il traffico di droga. La decisione è stata accolta come un importante successo per la sicurezza e la conservazione, mentre si riduce l’affidamento del paese sui combustibili fossili.
Il campo petrolifero, gestito fino ad ora dalla società anglo-francese Perenco, ha prodotto tra i 5.000 e i 7.000 barili di petrolio greggio al giorno, contribuendo a circa il 90% della produzione nazionale. Tuttavia, il governo guatemalteco non ha rinnovato la concessione, che è scaduta lo scorso agosto, definendo l’operazione non più sostenibile a causa della sua intensità idrica e dei rischi di inquinamento.
Protezione della Riserva della Biosfera Maya
Il presidente Bernardo Arévalo ha annunciato che il governo intende investire risorse e personale nella Riserva della Biosfera Maya, di cui Laguna del Tigre fa parte. Questa riserva, che copre milioni di ettari e collega le foreste protette in Guatemala settentrionale con quelle in Belize e Messico, rappresenta uno dei corridoi biologici più importanti dell’America Centrale.
Il Ministero della Difesa Nazionale e la Polizia Nazionale Civile (PNC) occuperanno la zona e condurranno operazioni di pattugliamento preventivo. Questo è solo il primo passo per mantenere l’integrità del parco, secondo Jeanne Samayoa, leader del movimento ecologico Haciendo Eco. Le azioni del governo mirano non solo a chiudere i pozzi petroliferi, ma anche a implementare una gestione sostenibile della zona.
Il compito principale delle forze di sicurezza sarà quello di perseguire le attività illecite che coinvolgono il ranching illegale e il traffico di droga, quest’ultimo spesso facilitato dall’uso del ranching come facciata. Le forze di sicurezza dovranno affrontare un problema complesso: i gruppi criminali che operano nelle aree protette, rendendo vitali gli sforzi di cooperazione con i paesi vicini come il Messico e il Belize.
Recentemente, il ranching illegale ha portato all’espansione della mosca screwworm (Cochliomyia hominivorax), un parassita pericoloso, in tutta l’America Centrale, con ripercussioni negative anche nel sud del Messico. La risposta del governo include misure contro l’insediamento di attività agricole non autorizzate all’interno delle aree protette, come esposto dal Ministro dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, Patricia Orantes.
L’amministrazione di Arévalo, che ha promosso i diritti ambientali e indigeni nella sua campagna, mira a implementare un cambiamento radicale nella conservazione, dedicando un budget di 6,5 milioni di dollari alla protezione forestale nel Parco della Biosfera Maya.
Inoltre, i finanziamenti internazionali sono stati rediretti per favorire la conservazione delle foreste sul campo, inclusi progetti significativi da 55 milioni di dollari nella regione settentrionale del Petén. La protezione della foresta maya è vista non solo come un dovere locale, ma come una responsabilità globale, dichiarando Orantes: “Dobbiamo conservare la Foresta Maya per il bene dei guatemaltechi e del mondo”.
Nonostante le buone intenzioni del governo, alcuni ambientalisti esprimono scetticismo riguardo alla presenza delle forze di sicurezza, segnalando che già esistono unità di polizia e militari con scarsi risultati. La corruzione endemica nella regione solleva domande sulla reale efficacia di queste misure.
In definitiva, l’approccio del governo di Arévalo segna un passo significativo verso una nuova era di conservazione ecologica. La crescente presenza statale potrebbe finalmente consentire alle comunità locali di collaborare attivamente nella gestione e nello sviluppo sostenibile del Parco Nazionale, promettendo un futuro migliore non solo per l’ambiente, ma anche per il benessere delle popolazioni locali.
Per ulteriori approfondimenti, puoi consultare fonti ufficiali come il Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali del Guatemala e rapporti della Wildlife Conservation Society (WCS).
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