Hawley indaga Meta per chatbot che flirtano con i minori, preoccupazioni crescenti sui rischi.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
L’indagine del Senatore Hawley su Meta e i suoi chatbot
Il senatore Josh Hawley (R-MO) ha annunciato la sua intenzione di indagare se i prodotti di intelligenza artificiale generativa di Meta possano sfruttare, ingannare o danneggiare i bambini. Questa decisione è stata presa dopo che documenti interni trapelati hanno rivelato che ai chatbot dell’azienda era permesso intrattenere conversazioni “romantiche” e “sensuali” con i minori.
Parole dure contro Big Tech
“C’è qualcosa che Big Tech non farebbe per guadagnare velocemente?” ha commentato Hawley in un post su X (ex Twitter) che annunciava l’apertura dell’inchiesta. Questa è una questione cruciale, che mette in luce la responsabilità delle grandi aziende tecnologiche nel proteggere i giovani utenti.
Il senatore Hawley presiede il Sottocomitato del Senato per la Giustizia su Crimine e Controterrorismo, e ha dichiarato che l’indagine si concentrerà non solo sulle possibili conseguenze dannose delle tecnologie di Meta sui minori, ma anche su eventuali false dichiarazioni da parte dell’azienda in merito alle proprie misure di sicurezza. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, che ha svelato la notizia, i documenti intitolati “GenAI: Content Risk Standards” mostrano che i chatbot erano autorizzati a instaurare dialoghi romanticizzati, anche con bambini di appena 8 anni.
Un esempio preoccupante riportato nel documento indica che un chatbot potesse dire: “Ogni centimetro di te è un capolavoro – un tesoro che custodisco profondamente”. Un portavoce di Meta ha dichiarato a TechCrunch che tali esempi erano inadeguati e sono stati successivamente rimossi.
Hawley ha indirizzato una lettera al CEO di Meta, Mark Zuckerberg, esprimendo la propria indignazione: “È inaccettabile che queste politiche siano state approvate in primo luogo.” Il senatore ha sottolineato che Meta ha riconosciuto la veridicità di quanto emerso, ma ha intrapreso azioni correttive solo dopo che i contenuti sono stati resi pubblici.
“Intendiamo scoprire chi ha approvato queste politiche, per quanto tempo sono state in vigore e quali azioni Meta ha intrapreso per fermare questo comportamento in futuro”, ha aggiunto Hawley. Nell’ambito dell’inchiesta, il senatore ha richiesto a Meta di fornire le linee guida, incluse tutte le bozze, le versioni modificate e finali, così come un elenco dei prodotti che seguono tali standard e rapporti sugli incidenti e sulla sicurezza, oltre all’identità degli individui coinvolti nelle modifiche delle politiche.
Meta ha tempo fino al 19 settembre per presentare le informazioni richieste, come riportato nella lettera del senatore. È interessante notare che anche altri legislatori, come il senatore Marsha Blackburn (R-TN), hanno espresso il loro sostegno all’indagine.
“Meta ha miseramente fallito in ogni misura nel proteggere i bambini online,” ha affermato Blackburn a TechCrunch. “Ancora peggio, l’azienda ha ignorato le devastanti conseguenze del modo in cui le sue piattaforme sono progettate. Questo rapporto conferma l’urgenza di approvare il Kids Online Safety Act.”
Nell’era digitale, è fondamentale affrontare le questioni legate alla sicurezza dei bambini e garantire che le tecnologie non diventino strumenti di sfruttamento. La questione solleva interrogativi importanti sui limiti delle pratiche aziendali e sulla necessità di una maggiore regolamentazione nel settore della tecnologia.
Le reazioni a questa situazione evidenziano un crescente consenso tra i legislatori sul fatto che sia necessaria un’azione decisiva nei confronti delle pratiche di Big Tech. Le indagini come quella promossa da Hawley sono essenziali per identificare e risolvere eventuali falle nelle politiche di sicurezza delle aziende tecnologiche.
Cosa succederà ora? È giunto il momento di vigilare e di richiedere una maggiore trasparenza e responsabilità alle aziende, specialmente quando i loro prodotti influenzano le vite dei più giovani. La società e i legislatori devono collaborare per garantire che i bambini siano protetti in un ambiente digitale sempre più complesso.
Fonti: Reuters, TechCrunch, Sito Ufficiale del Senato USA.
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