Hepatite E: sintomi, diagnosi, trattamenti e possibili complicazioni

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Hepatite E: sintomi, diagnosi, trattamenti e possibili complicazioni

Cos’è l’infezione virale da epatite E?

L’epatite E è un’infezione virale che generalmente si trasmette attraverso acqua contaminata. Questa patologia causa infiammazione e gonfiore del fegato ed è causata dal virus dell’epatite E (HEV). Ogni anno si registrano circa 20 milioni di casi di infezione da epatite E nel mondo, di cui 3 milioni presentano sintomi. L’epatite E può risultare pericolosa per alcune categorie di persone; il tasso di mortalità è del 3,3% e aumenta notevolmente per le donne in gravidanza, con un tasso di mortalità che può arrivare fino al 25%. Gli episodi di epatite E si verificano frequentemente in regioni con scarse condizioni igieniche e approvvigionamento d’acqua non sicuro.

Il virus dell’epatite E è diffuso a livello globale, con una maggiore incidenza in paesi come Messico, America Centrale, Nord e Est Africa, Medio Oriente, Asia e Sudest asiatico. In paesi sviluppati come Stati Uniti e Canada, l’epatite E è molto rara, benché alcuni studi abbiano rivelato che fino al 20% degli americani potrebbe aver sviluppato anticorpi contro il virus, suggerendo un’esposizione passata.

Modalità di trasmissione dell’epatite E

L’epatite E si trasmette attraverso la via “fecale-orale”, ovvero il virus si diffonde principalmente consumando cibo o bevande contaminati da feci. Questo è particolarmente comune in aree del mondo dove le opzioni di smaltimento delle feci e i sistemi igienico-sanitari sono limitati. Situazioni di guerra o disastri naturali possono amplificare il rischio, poiché le infrastrutture igieniche vengono a mancare, aumentando la possibilità di contrarre l’infezione bevendo acqua non potabile. Un’altra via di contagio meno frequente è il consumo di carne di maiale o di cervo poco cotta.

È importante notare che l’epatite E non è sancita come malattia a trasmissione sessuale (STD), anche se ci sono teorie che suggeriscono una potenziale trasmissione attraverso pratiche orali-anali. Attualmente, le modalità di contagio più riconosciute rimangono quelle legate alla contaminazione alimentare e acquatica.

Sintomi e segni dell’epatite E

I sintomi dell’infezione da epatite E possono includere febbre, perdita di appetito, stanchezza, nausea e vomito, ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi), dolori addominali sul lato destro, urine scure e feci chiare. La durata dei sintomi può variare fino a sei settimane, e si stima che solo tra 1 su 2 e 1 su 13 soggetti infetti sviluppi sintomi evidenti. In genere, gli adulti tra i 15 e i 40 anni mostrano maggiori segnali d’allerta, mentre i bambini tendono a presentare sintomi più lievi.

La contagiosità del virus inizia circa una settimana prima dell’insorgenza dei sintomi e persiste per un massimo di quattro settimane. I soggetti infetti che non adottano buone pratiche igieniche, come il lavaggio delle mani dopo l’uso del bagno, possono contribuire alla diffusione dell’epatite E.

Gravidanza e epatite E

Le donne in gravidanza sono ad alto rischio di complicazioni a causa dell’epatite E. Le infezioni possono portare a gravi esiti, come insufficienza epatica acuta o perdita del feto, soprattutto se contratte nella fase finale della gestazione. La mortalità in questa populazione può raggiungere il 25% se l’infezione è contratta dopo la 29ª settimana di gravidanza.

Per quanto riguarda l’allattamento, non ci sono prove che suggeriscano un aumento del rischio di trasmissione dell’infezione al neonato.

Diagnosi e trattamento dell’epatite E

La diagnosi dell’epatite E avviene tramite esami del sangue o delle feci, con focus su anticorpi specifici contro il virus o sul rilevamento del materiale genetico del virus stesso. Dato il numero ridotto di casi negli Stati Uniti, è consigliato contattare i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) in caso di sospetto di epatite E. Attualmente non esistono farmaci antivirali standardizzati per il trattamento dell’epatite E acuta; la gestione consiste principalmente nel supporto dei sintomi.

Le terapie sperimentali, come la ribavirina, sono utilizzabili in casi di infezione cronica, generalmente nei pazienti immunocompromessi. È fondamentale consultare un medico, specialmente in gravidanza, poiché alcuni trattamenti possono avere effetti indesiderati significativi.

Prevenzione e stili di vita

La migliore forma di prevenzione rimane l’igiene, comprese pratiche di lavaggio delle mani e consumo di acqua e cibo sicuri. Evitare alcol e mantenere una dieta equilibrata può favorire una ripresa più veloce dal virus. Durante la gravidanza, è essenziale mantenere un monitoraggio regolare da parte di un professionista sanitario.

Da un punto di vista dietetico, non esistono cibi specifici da evitare, ma è cruciale escludere l’alcol, che peggiora l’infiammazione e può portare a complicazioni gravi. In generale, si raccomanda di seguire una dieta equilibrata e idratarsi adeguatamente.

Prognosi dell’epatite E

La prognosi è generalmente buona per le persone con epatite E, che di solito si risolve autonomamente senza complicazioni a lungo termine. Tuttavia, soggetti con condizioni epatiche preesistenti, come cirrosi, possono peggiorare la loro situazione in caso di infezione secondaria da hepatite.

Ad oggi, non esiste un vaccino disponibile per prevenire l’epatite E, tranne che in Cina, rendendo essenziale garantire buone condizioni di igiene e sanità per ridurre il rischio di contagio.

Complicazioni dell’epatite E

Nell’epatite E acuta, non si registrano complicazioni legate a un trattamento assente. Tuttavia, la disidratazione può comportare seri rischi, specialmente in donne in gravidanza. Complicazioni rare, come l’insorgenza di sindromi autoimmuni, sono state associate all’epatite E.

Fonti:
– [CDC: Hepatitis E](https://www.cdc.gov/hepatitis/hepe/index.html)
– [WHO: Hepatitis E Fact Sheet](https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/hepatitis-e)
– [NIH: Hepatitis E Overview](https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK75194/)

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