How to Marry a Millionaire, il film con Marilyn Monroe che ha fatto la storia del CinemaScope
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Nel 1953 Hollywood si prepara a cambiare il modo di guardare il cinema. La televisione conquista sempre più spazio nelle case americane e gli studios cercano una risposta capace di riportare il pubblico nelle sale: schermi più ampi, immagini spettacolari e un’esperienza impossibile da riprodurre sul piccolo schermo. È in questo scenario che nasce il CinemaScope, il formato panoramico destinato a segnare una svolta nella storia della settima arte.
Tra i film che contribuiscono a introdurre la nuova tecnologia c’è *How to Marry a Millionaire*, commedia diretta da Jean Negulesco e interpretata da tre grandi star dell’epoca: **Lauren Bacall, Betty Grable e Marilyn Monroe**. Il film viene girato prima di *The Robe*, ma la 20th Century Fox decide di distribuire inizialmente il kolossal biblico, convinta che la sua imponenza visiva possa valorizzare al meglio le potenzialità del CinemaScope.
L’uscita di *How to Marry a Millionaire* arriva così dopo quella di *The Robe*, ma la commedia dimostra che il nuovo formato non è adatto soltanto alle grandi produzioni spettacolari. Anche una storia romantica ambientata a New York, tra abiti eleganti, ambizioni sentimentali e sogni di ricchezza, può trasformarsi in uno spettacolo capace di conquistare il pubblico.
How to Marry a Millionaire, il film con Marilyn Monroe che ha fatto la storia del CinemaScopeIl CinemaScope e la sfida di Hollywood alla televisione
All’inizio degli anni Cinquanta, l’industria cinematografica americana si trova davanti a una nuova concorrente: la televisione. Sempre più famiglie scelgono di trascorrere il tempo libero davanti allo schermo di casa e le sale cinematografiche hanno bisogno di un motivo convincente per continuare ad attirare spettatori. La risposta arriva dalla tecnologia, con un formato capace di ampliare sensibilmente l’immagine proiettata.
La 20th Century Fox investe nel CinemaScope, un sistema panoramico che utilizza lenti anamorfiche per registrare e proiettare immagini più larghe rispetto al formato tradizionale. L’obiettivo è offrire un’esperienza visiva più immersiva, valorizzando paesaggi, scenografie, scene corali e movimenti dei personaggi. A rendere il risultato ancora più coinvolgente contribuisce il suono stereofonico.
A guidare questa trasformazione è il presidente dello studio, Spyros P. Skouras, sostenuto dal responsabile della produzione Darryl F. Zanuck. La Fox punta su grandi film per presentare il nuovo sistema e convincere anche gli esercenti a investire nelle attrezzature necessarie alla proiezione. Il CinemaScope non rappresenta soltanto una novità tecnica: diventa una strategia per riaffermare il valore del cinema come esperienza collettiva.
Perché The Robe uscì prima di How to Marry a Millionaire
La Fox sceglie due produzioni molto diverse per introdurre il CinemaScope: *The Robe*, kolossal biblico diretto da Henry Koster e interpretato da Richard Burton e Jean Simmons, e *How to Marry a Millionaire*, una commedia romantica costruita intorno al talento e al fascino di tre protagoniste. La scelta permette allo studio di mostrare quanto il nuovo formato possa adattarsi a generi cinematografici differenti.
Sebbene *How to Marry a Millionaire* sia il primo lungometraggio completato con il nuovo sistema, è *The Robe* a essere distribuito per primo. Il film biblico arriva nelle sale statunitensi nel settembre 1953, mentre la commedia con Monroe, Bacall e Grable debutta a novembre. La Fox ritiene che la dimensione spettacolare della storia e la ricchezza delle sue immagini siano particolarmente adatte a presentare il CinemaScope al grande pubblico.
La decisione non riduce l’importanza di *How to Marry a Millionaire*. Al contrario, il film dimostra che lo schermo panoramico può valorizzare anche una commedia sofisticata, fatta di dialoghi, interni eleganti e personaggi che si muovono in ambienti urbani. La nuova tecnologia trova così una seconda possibilità di espressione, oltre le grandi scene corali e gli scenari monumentali.
Marilyn Monroe, Lauren Bacall e Betty Grable: tre star per una commedia brillante
Diretto da Jean Negulesco e scritto e prodotto da Nunnally Johnson, *How to Marry a Millionaire* racconta la storia di tre modelle che condividono un appartamento lussuoso a Manhattan con un obiettivo preciso: trovare un marito ricco. Schatze Page, interpretata da Lauren Bacall, è la più pragmatica del gruppo; Loco Dempsey, a cui dà volto Betty Grable, affronta la ricerca con spontaneità; Pola Debevoise, interpretata da Marilyn Monroe, è affascinante e ingenua, ma anche insicura a causa dei suoi problemi di vista.
Le tre protagoniste rappresentano personalità differenti e si muovono tra appuntamenti, equivoci e strategie sentimentali. Il progetto di trovare un uomo facoltoso, apparentemente semplice, finisce per mettere in discussione le loro aspettative. Dietro la ricerca della sicurezza economica emerge infatti una domanda più complessa: quanto contano il denaro e lo status sociale quando entrano in gioco l’attrazione e i sentimenti?
Il cast riunisce tre interpreti con percorsi diversi. Bacall, già celebre per i suoi ruoli drammatici, mostra una notevole attitudine per la commedia. Grable porta sullo schermo il carisma di una delle star più popolari della Fox durante gli anni della Seconda guerra mondiale. Monroe, reduce dal successo di *Gli uomini preferiscono le bionde*, consolida ulteriormente la propria immagine di diva.
Un film pensato per valorizzare immagini, colori e musica
Il CinemaScope non modifica soltanto la larghezza dell’immagine: spinge registi e direttori della fotografia a ripensare il modo di organizzare lo spazio all’interno dell’inquadratura. In *How to Marry a Millionaire*, gli ambienti eleganti, gli abiti delle protagoniste e le vedute di New York contribuiscono a creare un mondo visivo raffinato, in cui la commedia si intreccia con il glamour della moda e dello spettacolo.
Anche la musica partecipa alla presentazione della nuova tecnologia. Il film si apre con una lunga sequenza musicale che vede Alfred Newman dirigere l’orchestra della 20th Century Fox nell’esecuzione di *Street Scene*, sua celebre composizione. La sequenza, accompagnata da un prologo musicale, serve anche a mettere in evidenza l’ampiezza dello schermo e le possibilità offerte dal suono stereofonico. Un’idea che trasforma l’inizio del film in una vera e propria dimostrazione delle potenzialità del formato.
Il risultato è una commedia che unisce intrattenimento e sperimentazione tecnica. Il CinemaScope non rimane confinato al cinema biblico o ai film d’avventura: può accompagnare anche una storia leggera, nella quale il ritmo dei dialoghi e la presenza delle star sono importanti quanto la spettacolarità delle immagini.
Il successo di How to Marry a Millionaire e l’eredità del CinemaScope
Distribuito nel novembre 1953, *How to Marry a Millionaire* ottiene un’accoglienza positiva e si rivela un successo al botteghino. La commedia contribuisce a consolidare la presenza del CinemaScope nelle sale, dimostrando che il nuovo formato può funzionare anche lontano dalle grandi ricostruzioni storiche. La sua forza risiede nell’equilibrio tra il richiamo delle tre protagoniste, la brillantezza della storia e la cura visiva della produzione.
Il film lascia un segno anche nelle carriere delle attrici. Lauren Bacall dimostra di poter affrontare con efficacia un registro comico, mentre Betty Grable si congeda dalla sua lunga stagione da protagonista della Fox con una prova apprezzata. Per Marilyn Monroe, il film rappresenta un ulteriore passo verso la consacrazione internazionale: la sua Pola, con le sue insicurezze e la sua comicità, diventa una delle figure più memorabili della commedia.
Negli anni successivi, il formato panoramico si diffonde a Hollywood e contribuisce a trasformare le abitudini produttive e visive dell’industria. *How to Marry a Millionaire* rimane così legato a un passaggio fondamentale della storia del cinema: non fu il primo film CinemaScope distribuito, ma fu il primo a essere completato con questa tecnologia e uno dei titoli che ne mostrarono con maggiore efficacia la versatilità.