I gatti imparano le parole come i bambini? Una scoperta sorprendente sulla loro capacità cognitiva

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Animali

I gatti imparano le parole come i bambini? Una scoperta sorprendente sulla loro capacità cognitiva

Chi vive con un gatto sa quanto questi animali sembrino ignorare le parole che pronunciamo… ma quanto è vera questa impressione? Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a indagare seriamente come i gatti percepiscono il linguaggio umano e se siano in grado di associare suoni a significati reali, allo stesso modo – o quasi – di un bambino in fase di apprendimento. Sorprendentemente, alcuni studi suggeriscono che i nostri felini domestici possano formare associazioni tra parole e concetti in modo rapido, anche se non comprendono davvero il linguaggio come noi.

Cosa significa “imparare una parola” per un gatto?

Quando si parla di apprendimento linguistico nei gatti, è importante fare una distinzione: i gatti non comprendono il linguaggio umano come fanno gli esseri umani. Non usano parole per comunicare concetti astratti e non formano frasi nella loro mente. Tuttavia, possono imparare a riconoscere suoni specifici associandoli a un risultato, come il loro nome o il suono della ciotola del cibo.

In pratica, i gatti associano un suono a un’esperienza significativa — ad esempio, la parola “cibo” può indicare che stanno per ricevere qualcosa da mangiare, e “gioco” può suggerire interazione e movimento. Questo tipo di apprendimento si basa su associazioni sonore e ripetizione, non su una comprensione grammaticale o semantica dei termini.

Studi scientifici: gatti e associazione parole‑immagini

Negli ultimi anni sono emersi studi scientifici che mettono alla prova le capacità cognitive felina in relazione al linguaggio umano. In una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, i ricercatori hanno utilizzato un test di associazione parola‑immagine simile a quelli impiegati con i bambini.

In questo esperimento, i gatti venivano esposti a coppie di immagini e parole completamente nuove — ad esempio un’immagine insolita con una parola inventata — e poi si verificava se il gatto riusciva a formare un’associazione tra il suono e l’immagine. Dopo brevi esposizioni, i felini mostravano segni di riconoscimento quando la parola veniva associata all’immagine sbagliata, suggerendo che avevano formato una connessione tra i due stimoli.

Questi risultati indicano che i gatti sono capaci di stabilire associazioni rapide tra parole e concetti visivi, un processo alla base dell’apprendimento linguistico nei bambini umani. Tuttavia, l’esperimento si concentra su associazioni immediate e non affronta la comprensione profonda o l’uso produttivo del linguaggio.

Confronto con i bambini: davvero più veloci?

Una delle parti più affascinanti di questa ricerca è il confronto — seppur parziale — tra gatti e bambini. In alcuni studi, i gatti hanno formato associazioni tra parole e immagini più rapidamente di quanto facciano i bambini umani nei test analoghi.

Per esempio, in un esperimento della Azabu University in Giappone, i gatti hanno imparato a collegare parole e immagini dopo poche esposizioni di pochi secondi. Al contrario, i bambini umani di circa un anno di età richiedono più esposizioni e sessioni più lunghe per formare la stessa associazione.

Tuttavia, gli scienziati avvertono di non interpretare questi risultati come se i gatti “parlassero” o capissero il linguaggio umano nel senso umano. Le differenze di metodologia, motivazione e sviluppo cognitivo rendono difficile un confronto diretto: i risultati mostrano che i gatti possono associare stimoli sonori a concetti visivi molto rapidamente, ma non che comprendano le parole come fanno i bambini.

Cosa riconoscono davvero i gatti?

Uno dei risultati più consolidati della ricerca felina è che i gatti riconoscono il proprio nome. In esperimenti diversi, i felini sono stati in grado di distinguere il proprio nome da altri suoni o parole simili, anche quando pronunciate da persone diverse.

Inoltre, studi condotti nel 2022 hanno dimostrato che i gatti possono anche riconoscere il nome di altri felini familiari, indicando che l’associazione tra suono e significato può estendersi oltre la semplice esperienza personale.

Oltre ai nomi, molti gatti apprendono parole che anticipano eventi significativi: ad esempio, “cibo”, “pappa”, “gioco” o persino comandi semplici legati alla routine quotidiana. Questo apprendimento si basa sulla ripetizione e sulle conseguenze associate al suono, piuttosto che sulla comprensione del significato in senso umano.

Perché i gatti mostrano queste capacità?

La ragione per cui i gatti sono così abili a formare associazioni tra parole e situazioni non è completamente chiara, ma alcune spiegazioni emergono dagli studi:

Ampia gamma uditiva: i gatti hanno un udito sensibile e possono captare sottili differenze nei suoni, compresi quelli del linguaggio umano.

Domestica‑zione e convivenza: sebbene i gatti non siano stati addomesticati per compiti specifici come i cani, la lunga convivenza con gli umani li ha resi attenti alle nostre abitudini comunicative.

Associazione e ricompensa: in natura e in casa, il gatto associa successi e insuccessi a suoni e contesti specifici, un principio simile a quello usato nei primi stadi dell’apprendimento linguistico umano.

I limiti: non è linguaggio, ma cognizione

È fondamentale sottolineare che, nonostante queste impressionanti capacità, i gatti non comprendono il linguaggio come lo fanno gli esseri umani. Non possiedono un vocabolario, non costruiscono frasi e non usano il linguaggio per esprimere concetti astratti. Quello che fanno è riconoscere modelli sonori e collegarli a esperienze concrete, una forma di apprendimento cognitivo che è sorprendente ma distinta dal linguaggio umano.

In questo senso, le abilità dei gatti sono più vicine a quelle osservate in altri animali capaci di associazioni complesse — come alcuni uccelli parlanti o cani addestrati — piuttosto che a quella dei bambini che sviluppano competenze linguistiche complete.

Gatti più attenti di quanto pensiamo

I gatti possono certamente imparare a riconoscere parole e suoni umani associandoli a significati importanti per loro, e alcune ricerche dimostrano che possono formare queste associazioni rapidamente, talvolta più rapidamente rispetto ai bambini in determinate condizioni sperimentali. Tuttavia, queste abilità riflettono associazioni cognitive e non una comprensione linguistica profonda.

Ciò che emerge con chiarezza è che i nostri felini sono molto più attenti e sensibili al nostro linguaggio e alle nostre abitudini quotidiane di quanto spesso immaginiamo — anche se scelgono di rispondere solo quando gli conviene.

I gatti imparano le parole come i bambini? Una scoperta sorprendente sulla loro capacità cognitiva - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro