I pedagogisti sono realmente una “setta”? Analizziamo i miti e le verità.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

I pedagogisti sono realmente una “setta”? Analizziamo i miti e le verità.

Il dibattito sulle parole di Luciano Canfora

Pochi giorni fa, il gruppo di insegnanti e dirigenti scolastici noto come Il Gessetto ha riacceso il dibattito pubblicando un estratto di un video del 2018 in cui il professor Luciano Canfora critica aspramente i pedagogisti, definendoli una “pericolosissima setta ereticale”. Questa affermazione ha suscitato reazioni vivaci da parte dell’ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani – e di altri membri della categoria, che hanno contestato la validità del filmato. È importante ricordare che l’autenticità della citazione di Canfora è garantita dalla disponibilità del video integrale [qui](https://www.youtube.com/live/Qh5qp3XjXsw?si=w2ZnPzpd5aaiC2fQ).

Nella critica, Canfora si propone di mettere in discussione l’approccio pedagogico contemporaneo, sostenendo che riduca l’importanza della memoria nella formazione. A tal riguardo, egli ha menzionato un evento del 10 ottobre 2018, durante una conferenza sull’insegnamento delle lingue classiche, mettendo in luce come la traduzione sia un processo fondamentale per il dialogo tra civiltà. Ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione lessicale come un “atto costante” che arricchisce l’intuizione e la conoscenza.

Il potere dei pedagogisti e le riforme scolastiche

Canfora ha richiamato l’attenzione su un’affermazione fatta da famosi studiosi, come Pascoli e Pasquali, i quali suggerivano di iniziare dal “massimo grado di conoscenza lessicale”. Con rammarico, Canfora ha sottolineato che il motto “mai lo sforzo mnemonico” era stato coniato dalla “setta ereticale” dei pedagogisti, che egli considera una pericolosa influenza nel settore educativo. Secondo Canfora, questa influenza ha prodotto riforme scolastiche inadeguate, generando conseguenze gravi nel campo dell’istruzione.

Il professor Canfora ha affermato: “nessuno è mai morto di sforzo mnemonico”, enfatizzando il valore della memoria nell’apprendimento e lamentando come la prestazione mnemonica venga trascurata nel contesto scolastico attuale. Conclude le sue osservazioni esprimendo fiducia nel fatto che “la luce vincerà sulle tenebre” e che prima o poi queste idee errate saranno superate.

La critica di Canfora non è priva di fondamento. Chi abbia esperienza diretta nel mondo della scuola non può ignorare che il pensiero pedagogico dominante ha spesso svalutato l’importanza della memoria e delle tecniche mnemoniche. Le conseguenze di tale approccio potrebbero avere ripercussioni gravi sulla qualità dell’istruzione e sulla formazione delle nuove generazioni. Questo è un tema ampiamente discusso e documentato in opere di autori come E.D. Hirsch, Jr., Giulio Ferroni, Lucio Russo e Massimo Bontempelli, i cui scritti esplorano l’importanza della memoria nell’apprendimento.

È evidente che il tema della memoria non deve essere considerato marginale. L’efficacia dell’insegnamento è anche legata alla capacità di aiutare gli studenti a memorizzare informazioni vitali, che possono servire da fondamenta per livelli di apprendimento successivi. In questo contesto, si è registrata una tendenza che ha portato molti educatori a distogliere l’attenzione dall’importanza della memorizzazione, ciò che Canfora definisce un “peccato”.

In aggiunta, è necessaria una riflessione sulla condizione attuale della scuola italiana. La questione va oltre il semplice uso della memoria; coinvolge la considerazione di un sistema educativo che sembra perdere di vista l’importanza di saper apprendere e trasmettere informazioni. Canfora ha instillato un pensiero critico, invitando a riconsiderare quanto il focus sulla pedagogia moderna stia influenzando la qualità dell’istruzione.

Per chi desidera approfondire l’argomento, è possibile trovare molte risorse e studi che discutono l’importanza della memoria e delle strategie didattiche più efficaci per l’apprendimento. Questi documenti possono aiutare a riconoscere le problematiche emergenti e a promuovere un’educazione di qualità. Le fonti ufficiali includono ricerche pubblicate da enti come il Ministero dell’Istruzione e vari convegni educativi, che offrono spunti preziosi per una riflessione più ampia.

“Una setta pericolosissima”: accolte o respinte che siano, le provocazioni di Canfora invitano a un’analisi approfondita della situazione educativa in Italia e a esaminare se effettivamente il pensiero pedagogico odierno può essere ritenuto un ostacolo all’apprendimento.

Redazione de Il Gessetto

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