I Rolling Stones conquistano l’America: la prima volta all’Ed Sullivan Show nel 1964
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Il 25 ottobre 1964 i Rolling Stones entravano per la prima volta nello studio di The Ed Sullivan Show, uno dei programmi televisivi più importanti e seguiti degli Stati Uniti. Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts si presentavano davanti al pubblico americano con un’immagine già riconoscibile e un’attitudine decisamente più irriverente rispetto a quella rassicurante di molte pop star dell’epoca.
La band aveva da poco pubblicato il terzo album americano, 12 X 5, e stava progressivamente conquistando il mercato statunitense. Quella sera avrebbe eseguito due brani: la cover di “Around & Around” di Chuck Berry e il singolo “Time Is on My Side”, che proprio in quelle settimane stava crescendo nelle classifiche americane fino a raggiungere il numero 6 della Billboard Hot 100.
Ma la serata sarebbe diventata memorabile anche per un altro motivo: le urla del pubblico erano così forti da rendere quasi impossibili le parole di Ed Sullivan tra un’esibizione e l’altra. Il conduttore dovette persino chiedere più volte agli spettatori di fare silenzio. Era il segnale di qualcosa che stava cambiando: i Rolling Stones non erano più soltanto una band britannica di successo, ma stavano diventando un fenomeno americano.
L’arrivo dei Rolling Stones negli Stati Uniti
Quando i Rolling Stones tornarono negli Stati Uniti nell’autunno del 1964, il rapporto con il pubblico americano era ancora in fase di costruzione. La loro prima tournée negli USA, pochi mesi prima, non aveva prodotto immediatamente il successo sperato.
La situazione era però cambiata rapidamente. Il secondo album americano, 12 X 5, aveva iniziato a ottenere risultati importanti e “Time Is on My Side” era entrata nella classifica statunitense. Al momento del loro arrivo, il singolo era al numero 80, ma sarebbe salito fino al numero 6 durante la tournée.
La band arrivava quindi sul palco di Sullivan in un momento particolarmente favorevole. Gli Stati Uniti stavano iniziando a comprendere che dietro quell’aspetto spettinato e quell’attitudine ribelle c’era una formazione capace di trasformare il blues e il rhythm and blues in qualcosa di nuovo.
La forza della televisione
Negli anni Sessanta apparire su The Ed Sullivan Show significava entrare direttamente nei salotti di milioni di famiglie americane. Il programma aveva già dimostrato la propria capacità di trasformare un’esibizione televisiva in un momento decisivo per la carriera di un artista.
Per il manager dei Rolling Stones, Andrew Loog Oldham, quella visibilità era particolarmente importante. Oldham aveva lavorato in precedenza come pubblicista per i Beatles e conosceva il peso che una partecipazione al programma poteva avere sulla popolarità di una band.
I Rolling Stones arrivarono dunque davanti alle telecamere consapevoli di avere un’occasione irripetibile. Ma quello che accadde durante la trasmissione superò probabilmente anche le aspettative più ottimistiche.
“Around & Around”: il legame con Chuck Berry
La prima canzone eseguita quella sera fu “Around & Around”, brano scritto e registrato da Chuck Berry nel 1958. La scelta non era casuale: Berry rappresentava una delle radici fondamentali del rock and roll e i Rolling Stones avevano costruito una parte importante della propria identità musicale proprio sul blues e sul rhythm and blues americano.
La cover permetteva quindi alla band britannica di presentarsi al pubblico statunitense attraverso una canzone profondamente legata alla tradizione musicale americana, ma reinterpretata con l’energia e il suono degli Stones.
Al centro della scena c’era naturalmente Mick Jagger, già capace di utilizzare il palco e il proprio corpo come parte integrante della performance. I movimenti, gli sguardi e il modo di interagire con il pubblico contribuivano a costruire quell’immagine provocatoria che sarebbe diventata uno dei tratti distintivi della band.
“Time Is on My Side” chiude la serata
Dopo la prima esibizione, i Rolling Stones tornarono sul palco per chiudere la puntata con “Time Is on My Side”. Il brano era stato scritto da Jerry Ragovoy e Jimmy Norman e aveva già avuto precedenti interpretazioni prima di diventare uno dei primi grandi successi americani degli Stones.
La versione della band sarebbe diventata particolarmente importante per la loro affermazione negli Stati Uniti. Il singolo raggiunse infatti il numero 6 delle classifiche americane, contribuendo alla crescita della loro popolarità.
La performance televisiva diede al pubblico americano un’immagine ancora più precisa della personalità del gruppo. Jagger sembrava rivolgersi direttamente alle ragazze presenti in studio, trasformando una normale esibizione televisiva in qualcosa di molto più vicino a un concerto.
Le urla del pubblico fanno infuriare Ed Sullivan
Il momento più curioso della serata arrivò forse subito dopo “Around & Around”. Quando la canzone terminò e il sipario scese, le urla degli spettatori continuarono a lungo, rendendo difficile per Ed Sullivan introdurre l’artista successivo.
Il conduttore dovette chiedere più volte al pubblico di fare “Quiet!”. Le urla erano infatti così insistenti da coprire le sue parole. La scena fotografava perfettamente il tipo di entusiasmo che i nuovi gruppi rock stavano suscitando tra gli adolescenti americani.
Quando gli Stones tornarono per la seconda esibizione, la situazione si ripeté. Al termine di “Time Is on My Side”, Sullivan incoraggiò addirittura il pubblico a far sentire il proprio entusiasmo: la reazione fu talmente rumorosa che la conversazione conclusiva tra il conduttore e Jagger divenne praticamente incomprensibile.
Una band costruita anche sull’immagine
Nel 1964 la musica non era l’unico elemento attraverso il quale un gruppo poteva conquistare il pubblico. L’immagine stava diventando sempre più importante e i Rolling Stones avevano qualcosa che li distingueva immediatamente.
Capelli lunghi, abiti meno convenzionali e un atteggiamento lontano dall’eleganza tradizionale delle star televisive contribuivano a costruire l’idea dei cosiddetti “bad boys” del rock and roll. La stessa narrazione sarebbe stata utilizzata negli anni successivi per contrapporli, almeno simbolicamente, ai Beatles.
Quella sera, però, la televisione rese quell’immagine accessibile a un pubblico enormemente più ampio. Milioni di spettatori potevano finalmente vedere non soltanto ascoltare la band.
La presenza di Charlie Watts
Tra i cinque musicisti presenti sul palco c’era anche Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones e figura fondamentale dell’identità ritmica della band.
Accanto alla presenza scenica di Jagger e all’impatto chitarristico di Keith Richards e Brian Jones, Watts rappresentava una componente più discreta ma essenziale del gruppo. Il suo stile alla batteria avrebbe contribuito per decenni a definire il caratteristico groove degli Stones.
La prima apparizione a Sullivan conserva quindi anche una testimonianza di quella formazione storica che, nel corso degli anni, sarebbe diventata una delle più longeve e riconoscibili della musica rock.
Il successo americano comincia a prendere forma
L’esibizione televisiva arrivò in un momento decisivo per la crescita degli Stones negli Stati Uniti. Secondo l’archivio ufficiale dell’Ed Sullivan Show, la partecipazione contribuì a dare alla band una maggiore attenzione nazionale e fu seguita da un significativo aumento dell’interesse commerciale per il gruppo.
La tournée autunnale avrebbe beneficiato di quella crescente esposizione. I Rolling Stones stavano progressivamente trasformando la propria reputazione americana da curiosità britannica a fenomeno musicale.
La televisione diventava così uno degli strumenti attraverso i quali la band riusciva a trasformare la propria fama in patria in una presenza concreta sul mercato statunitense.
Non sarebbe stata l’ultima volta
La prima apparizione del 1964 sarebbe stata soltanto l’inizio del rapporto tra i Rolling Stones e The Ed Sullivan Show. La band sarebbe tornata più volte nel corso del decennio, fino ad arrivare a sei apparizioni complessive.
Negli anni successivi il repertorio presentato al programma sarebbe cambiato insieme alla musica degli Stones. Sarebbero arrivati brani come “Satisfaction”, “Paint It, Black” e “Honky Tonk Women”, accompagnando la trasformazione della band da gruppo blues-rock a una delle formazioni più importanti della musica contemporanea.
Ma la prima serata conserva un significato particolare: è il momento in cui il pubblico televisivo americano vide per la prima volta gli Stones su quel palco e comprese immediatamente quanto fosse difficile ignorarli.
Un momento della storia del rock
La partecipazione del 25 ottobre 1964 può essere letta come uno dei momenti in cui la British Invasion assunse una nuova forma. Dopo l’esplosione dei Beatles, altri gruppi britannici stavano conquistando spazio negli Stati Uniti, ma i Rolling Stones proponevano un’identità differente, più ruvida e profondamente legata alle radici afroamericane del blues e del rock and roll.
La scelta di aprire con Chuck Berry era quasi una dichiarazione d’intenti: gli Stones non arrivavano per cancellare le proprie influenze americane, ma per reinterpretarle e portarle dentro una nuova stagione musicale.
Quella sera, tra “Around & Around”, “Time Is on My Side” e le urla di un pubblico adolescentissimo, prendeva forma davanti alle telecamere una delle immagini più rappresentative della trasformazione culturale degli anni Sessanta.
Quando i Rolling Stones apparvero per la prima volta all’Ed Sullivan Show
I Rolling Stones apparvero per la prima volta a The Ed Sullivan Show il 25 ottobre 1964. La band eseguì “Around & Around” di Chuck Berry e “Time Is on My Side”, in una puntata che sarebbe rimasta nella storia del programma anche per le reazioni incontenibili del pubblico.
Quella partecipazione non fu soltanto un passaggio televisivo. Fu uno dei primi grandi momenti in cui l’America poté osservare direttamente il fenomeno Rolling Stones e il carisma di Mick Jagger, mentre la band trasformava una manciata di minuti in televisione in una vera e propria dichiarazione d’identità.
Da quella prima apparizione sarebbero seguite altre cinque partecipazioni. Ma il debutto del 1964 resta quello in cui tutto ebbe inizio: gli Stones salirono sul palco, partirono con Chuck Berry e finirono per rendere quasi impossibile ascoltare qualsiasi altra cosa.