I ruggenti anni venti: James Cagney e Humphrey Bogart nel gangster movie di Raoul Walsh

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

I ruggenti anni venti: James Cagney e Humphrey Bogart nel gangster movie di Raoul Walsh

Il 28 ottobre 1939 arrivava nelle sale americane I ruggenti anni venti, titolo originale The Roaring Twenties, uno dei gangster movie più celebri della Warner Bros. degli anni Trenta. Diretto da Raoul Walsh e interpretato da James Cagney, Humphrey Bogart e Priscilla Lane, il film attraversa più di un decennio della storia americana, dalla Prima guerra mondiale agli anni del Proibizionismo, raccontando l’ascesa e la caduta di uomini che cercano fortuna nell’economia clandestina dell’epoca.

Al centro della storia c’è Eddie Bartlett, un veterano della Grande Guerra che, tornato a casa, si ritrova a fare i conti con un’America molto diversa da quella che aveva lasciato. Insieme a due vecchi compagni d’armi, George Hally e Lloyd Hart, entra nel redditizio business del contrabbando di alcolici. Quello che comincia come un modo per sopravvivere si trasforma progressivamente in un impero criminale, mentre amicizia, ambizione e rivalità finiscono per scontrarsi.

Con I ruggenti anni venti, Walsh porta sullo schermo non soltanto una storia di gangster, ma anche il ritratto di un’America attraversata da trasformazioni radicali. La pellicola segue infatti gli anni del Proibizionismo, la violenza legata al controllo del mercato clandestino e persino il crollo di Wall Street del 1929. È proprio questa dimensione storica a distinguere il film da un semplice racconto criminale e a renderlo uno degli ultimi grandi capitoli del ciclo gangster della Warner Bros. degli anni Trenta.

James Cagney è Eddie Bartlett

James Cagney interpreta Eddie Bartlett, il protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda. È un uomo che conosce la guerra, la disoccupazione e le difficoltà del ritorno alla vita civile, ma che possiede anche un notevole intuito per gli affari.

Quando il Proibizionismo apre le porte a un mercato clandestino estremamente redditizio, Eddie comprende rapidamente le possibilità offerte dal contrabbando. Il personaggio non nasce quindi come un gangster tradizionale: diventa criminale soprattutto perché individua nel nuovo ordine economico una possibilità di riscatto.

Cagney porta nel ruolo quella combinazione di energia, ironia e aggressività che aveva contribuito a renderlo uno dei volti più riconoscibili del cinema criminale americano. La sua interpretazione rappresenta anche un momento importante nella sua carriera, prima che l’attore si orientasse negli anni successivi verso ruoli capaci di valorizzare maggiormente anche le sue doti musicali e da performer.

Humphrey Bogart è George Hally

Accanto a Cagney c’è Humphrey Bogart, nel ruolo di George Hally, uno dei compagni di Eddie. Il loro rapporto attraversa l’intero film, passando dall’amicizia alla rivalità fino a trasformarsi in una vera e propria guerra personale.

George rappresenta la componente più spregiudicata del gruppo. Dove Eddie conserva ancora una certa idea di lealtà, George è disposto a spingersi oltre pur di conquistare maggiore potere.

La presenza di Bogart aggiunge ulteriore peso al film. Nel solo 1939, Cagney e Bogart apparvero insieme in tre gangster movie della Warner Bros.: oltre a I ruggenti anni venti, anche Angeli con la faccia sporca e The Oklahoma Kid. Sarebbe stato però il film di Walsh il loro ultimo incontro sul grande schermo.

Dal fronte al contrabbando

La storia comincia durante la Prima guerra mondiale. Eddie, George e Lloyd si trovano insieme al fronte e, nonostante le differenze personali, sviluppano un rapporto destinato a proseguire anche dopo il conflitto.

Quando tornano negli Stati Uniti, però, il mondo che incontrano non sembra avere molto spazio per loro. Il Proibizionismo ha creato un enorme mercato illegale e l’alcol, diventato ufficialmente proibito, continua a essere richiesto da una parte consistente della popolazione.

I tre uomini entrano così nel business del bootlegging. La loro attività cresce rapidamente e permette a Eddie di accumulare denaro e potere, ma allo stesso tempo pone le basi per il conflitto che porterà progressivamente alla disgregazione del gruppo.

L’America del Proibizionismo

Uno dei punti di forza del film è il modo in cui la criminalità viene inserita all’interno di un preciso momento storico. Il Proibizionismo non è soltanto lo sfondo della vicenda: è il fenomeno che permette ai protagonisti di costruire la propria fortuna.

La proibizione della vendita di alcolici genera infatti un’enorme economia clandestina. I gangster diventano imprenditori illegali, organizzano reti di distribuzione e trasformano locali notturni e depositi clandestini in centri di un’attività estremamente redditizia.

Walsh mostra però anche la fragilità di questo sistema. Quando cambiano le condizioni economiche e politiche, quello stesso impero che sembrava indistruttibile comincia rapidamente a perdere valore.

Un film costruito come una cronaca

I ruggenti anni venti attraversa diversi momenti della storia americana, adottando una struttura narrativa che gli permette di seguire l’evoluzione dei personaggi nel corso degli anni. La pellicola utilizza anche immagini di repertorio e una voce narrante che contribuiscono a darle un particolare tono quasi documentaristico.

Il risultato è un film nel quale la vicenda personale di Eddie si intreccia continuamente con gli eventi collettivi. Le trasformazioni dell’economia americana finiscono per modificare anche il destino dei protagonisti.

La storia assume così una dimensione più ampia rispetto al tradizionale gangster movie: l’ascesa criminale di Eddie diventa anche il racconto di un’epoca che sta cambiando velocemente.

La collaborazione tra Cagney e Walsh

Raoul Walsh arrivò alla regia del film dopo aver sostituito Anatole Litvak e si trovò a dirigere quello che sarebbe stato il suo primo progetto per la Warner Bros. La collaborazione con Cagney si rivelò particolarmente significativa.

Il regista lasciò agli interpreti una certa libertà durante la lavorazione e Cagney avrebbe ricordato positivamente questa possibilità di intervenire sulla costruzione delle scene.

Alcuni dettagli del film nacquero infatti proprio durante le riprese. Secondo TCM, l’attore Frank McHugh propose una modifica alla scena iniziale, trasformandola nell’incontro tra Eddie e George in una trincea della Prima guerra mondiale.

Una storia ispirata alla cronaca

La sceneggiatura fu scritta da Jerry Wald, Richard Macaulay e Robert Rossen, a partire da una storia originale del giornalista e sceneggiatore Mark Hellinger intitolata The World Moves On. Hellinger aveva lavorato come reporter e conosceva direttamente la New York degli anni Venti.

Il film si ispira inoltre, in maniera libera, a figure realmente esistite durante l’epoca del Proibizionismo. TCM segnala tra i riferimenti alcuni personaggi della criminalità e della vita notturna dell’epoca, tra cui il gangster Larry Fay e la celebre proprietaria di nightclub Texas Guinan.

Questi elementi contribuiscono alla sensazione che la storia raccontata sullo schermo sia profondamente legata alla cronaca e alla memoria di quegli anni.

La caduta di Eddie Bartlett

Se l’inizio del film è dominato dalla possibilità di costruire una nuova vita, la seconda parte racconta progressivamente la caduta di Eddie. Il protagonista ha ottenuto ricchezza e notorietà, ma il successo ha anche modificato i rapporti con le persone che lo circondano.

La rivalità con George diventa sempre più importante e il mondo criminale nel quale Eddie ha costruito la propria fortuna comincia a sfuggirgli di mano.

La fine del Proibizionismo rende inoltre evidente quanto fosse fragile il sistema su cui aveva costruito il proprio potere. Quando l’alcol torna a essere legale, il mercato clandestino perde gran parte della propria ragion d’essere.

Il rapporto con Jean

Accanto alla dimensione criminale c’è quella sentimentale. Jean Sherman, interpretata da Priscilla Lane, rappresenta per Eddie la possibilità di immaginare una vita diversa da quella costruita negli anni precedenti.

Il rapporto tra i due, però, non è semplice. Jean appartiene a un mondo molto distante da quello criminale nel quale Eddie si è ormai immerso e il loro legame evidenzia il contrasto tra ciò che il protagonista desidera e ciò che è diventato.

La presenza di Jean introduce quindi nel film una dimensione romantica che non cancella il tono cupo della storia, ma rende ancora più evidente il prezzo delle scelte compiute da Eddie.

Il gangster movie secondo la Warner Bros.

Negli anni Trenta la Warner Bros. aveva costruito una parte importante della propria identità cinematografica attraverso film criminali caratterizzati da ritmi serrati, protagonisti carismatici e una forte attenzione alla realtà sociale americana.

I ruggenti anni venti arriva quasi al termine di questo ciclo. La pellicola conserva molti degli elementi tipici del genere, ma li combina con una prospettiva storica più ampia, seguendo i personaggi attraverso diversi periodi della vita americana.

Il risultato è un film che unisce azione, melodramma e cronaca, mantenendo al centro la parabola di un uomo che scopre troppo tardi quanto possa essere difficile uscire dal mondo che ha contribuito a costruire.

Il successo e il riconoscimento di Cagney

Il film ottenne un ottimo risultato al box office e consolidò ulteriormente la posizione di Cagney come una delle grandi star del cinema americano. La sua interpretazione gli valse inoltre il premio come miglior attore del National Board of Review per il 1939.

Era un anno cinematografico particolarmente ricco, segnato dall’arrivo di titoli come Via col vento, Mr. Smith Goes to Washington e Stagecoach.

In questo contesto, il riconoscimento ottenuto da Cagney confermò la forza della sua interpretazione e la capacità del film di andare oltre i confini del semplice cinema di genere.

Un’ultima grande storia di gangster

A distanza di decenni, I ruggenti anni venti continua a essere considerato uno dei titoli fondamentali del gangster movie americano. La Criterion Collection lo definisce il film che chiude il celebre ciclo di gangster della Warner Bros. degli anni Trenta, sottolineandone anche l’ampio respiro storico.

Il film conserva inoltre una particolare importanza nella carriera di Raoul Walsh, che avrebbe continuato a lavorare con Humphrey Bogart in Una pallottola per Roy e High Sierra, contribuendo ulteriormente alla costruzione del mito cinematografico di Bogart.

Per Cagney, invece, la collaborazione con Walsh sarebbe proseguita dieci anni più tardi con White Heat, altro celebre film criminale destinato a diventare uno dei suoi ruoli più ricordati.

I ruggenti anni venti, il ritratto di un’epoca

I ruggenti anni venti è ancora oggi molto più di un film di gangster. Attraverso la storia di Eddie Bartlett, George Hally e Lloyd Hart, Raoul Walsh racconta un’America che cambia rapidamente, dalla guerra al Proibizionismo, dalla prosperità alla crisi.

James Cagney e Humphrey Bogart trasformano il conflitto tra i due protagonisti in uno dei grandi duelli del cinema criminale americano, mentre la regia di Walsh dà alla vicenda un ritmo capace di attraversare più di un decennio senza perdere intensità.

Ed è proprio questa combinazione di storia, criminalità, amicizia e caduta ad aver permesso al film del 1939 di superare i confini del proprio genere. I ruggenti anni venti resta così una delle testimonianze più rappresentative della stagione d’oro del gangster movie hollywoodiano.

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