Il 20 ottobre 1979 nasce John Krasinski, destinato a diventare uno dei volti più riconoscibili della televisione e del cinema americano contemporaneo

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

Il 20 ottobre 1979 nasce John Krasinski, destinato a diventare uno dei volti più riconoscibili della televisione e del cinema americano contemporaneo

Il 20 ottobre 1979, a Newton, nel Massachusetts, nasceva John Burke Krasinski, destinato a diventare uno dei volti più riconoscibili della televisione e del cinema americano contemporaneo. Per milioni di spettatori, per anni, è stato soprattutto Jim Halpert, il ragazzo ironico e apparentemente normale di The Office. Ma quella che sembrava una carriera costruita sulla commedia avrebbe preso una direzione molto diversa.

Dopo il successo della sitcom, Krasinski ha scelto infatti di allontanarsi progressivamente dall’immagine di Jim. Ha recitato in commedie e drammi, ha lavorato come sceneggiatore e produttore, ha diretto film e infine ha trovato un nuovo territorio espressivo nell’horror con A Quiet Place, diventando contemporaneamente regista, co-sceneggiatore e protagonista. Nel 2018 sarebbe arrivato anche Jack Ryan, che lo avrebbe trasformato in un interprete di action e spy thriller.

La sua è dunque una carriera interessante proprio perché non segue una linea retta. Krasinski non ha cercato semplicemente un ruolo successivo a quello che lo aveva reso famoso: ha cercato nuovi modi di stare dentro una storia, passando davanti e dietro la macchina da presa. E ogni volta ha aggiunto un tassello a un percorso iniziato con un personaggio che sembrava impossibile da superare.

Newton, il teatro e la prima passione per la recitazione

John Krasinski nasce e cresce a Newton, Massachusetts, in una famiglia nella quale il mondo della medicina è molto presente. Da ragazzo scopre però presto un’altra strada: quella della recitazione. La sua prima esperienza teatrale arriva già a scuola, mentre durante gli anni del liceo recita anche in una commedia satirica scritta e interpretata insieme a B.J. Novak, futuro collega di The Office.

Dopo il liceo frequenta la Brown University, dove si laurea. È un percorso che contribuisce a formare un attore ancora lontano dall’idea della celebrità televisiva che sarebbe diventato qualche anno dopo.

Prima di arrivare alla grande occasione, Krasinski accumula esperienze diverse, compreso un periodo trascorso in Costa Rica come insegnante di inglese. Poi arriva New York e il mondo della recitazione professionale, con piccoli ruoli che gli permettono di iniziare a costruire il proprio percorso.

Prima di Jim Halpert c’era un attore ancora da scoprire

Gli inizi davanti alla macchina da presa sono fatti soprattutto di piccoli ruoli televisivi e cinematografici. Krasinski compare in produzioni come Law & Order, Ed e Without a Trace, mentre al cinema lavora in film come Kinsey.

Non è ancora una star e soprattutto non ha ancora trovato il personaggio capace di definire la sua immagine. Ma qualcosa comincia a emergere: una naturalezza davanti alla macchina da presa, un modo di utilizzare lo sguardo e una comicità fatta più di reazioni che di battute.

Sarebbe proprio quella capacità di comunicare anche senza parlare a diventare uno degli elementi fondamentali di Jim Halpert. Prima, però, Krasinski deve ancora entrare nell’ufficio più famoso della televisione americana.

The Office e la nascita di Jim Halpert

Nel 2005 arriva il ruolo che cambia la sua vita. Krasinski entra nel cast della versione americana di The Office e interpreta Jim Halpert, impiegato della Dunder Mifflin di Scranton.

La serie, trasmessa da NBC dal 2005 al 2013, racconta la quotidianità dei dipendenti della filiale attraverso uno stile da falso documentario. Krasinski è accanto a Steve Carell, Rainn Wilson, Jenna Fischer e B.J. Novak in un cast destinato a diventare uno dei più celebri della comedy televisiva americana.

Jim è apparentemente il più normale di tutti. È quello che osserva, sorride, guarda direttamente nella macchina da presa e sembra sapere quanto sia assurdo ciò che sta accadendo. Ma dietro la sua ironia c’è anche una storia sentimentale, quella con Pam Beesly, interpretata da Jenna Fischer, che diventerà uno dei fili narrativi più importanti dell’intera serie.

Lo sguardo di Jim che ha conquistato il pubblico

Il successo di Krasinski nasce in buona parte da una cosa apparentemente semplice: reagire. Jim spesso non ha bisogno di essere il protagonista della scena. Gli basta uno sguardo rivolto alla telecamera per trasformare una situazione assurda in una complicità diretta con il pubblico.

È una forma di recitazione particolarmente difficile perché richiede misura. Krasinski deve essere abbastanza presente da guidare lo spettatore, ma abbastanza discreto da non rompere l’equilibrio corale della serie.

Nel corso delle nove stagioni, Jim cresce, cambia, si innamora, diventa marito e padre e affronta anche le proprie ambizioni professionali. Krasinski non interpreta quindi soltanto il simpatico collega dell’ufficio: accompagna il personaggio attraverso uno dei percorsi di maturazione più importanti della serie.

Dal piccolo schermo al cinema

Il successo di The Office apre naturalmente a Krasinski le porte del cinema. Arrivano License to Wed, Leatherheads, It’s Complicated, Away We Go e altri progetti nei quali può mostrare una personalità diversa da quella di Jim.

La commedia rimane una componente importante, ma progressivamente Krasinski comincia a cercare anche ruoli drammatici. Nel 2012 lavora con Gus Van Sant in Promised Land, film del quale è anche co-sceneggiatore insieme a Matt Damon.

È un passaggio significativo perché mostra che l’ambizione non è soltanto quella di diventare un attore cinematografico. Krasinski comincia a interessarsi sempre di più al racconto nel suo complesso: scrittura, produzione e regia.

La regia prima dell’horror

Il debutto dietro la macchina da presa arriva con Brief Interviews with Hideous Men, presentato al Sundance Film Festival nel 2009. Krasinski dirige e interpreta il film, tratto dall’opera di David Foster Wallace.

Qualche anno dopo arriva The Hollars, una commedia drammatica del 2016 nella quale torna a dirigere e recitare. Il film racconta il ritorno a casa di un uomo costretto a confrontarsi con la malattia della madre e con i problemi della propria famiglia.

La regia comincia così a diventare una seconda identità professionale. Krasinski sta ancora recitando, ma sta contemporaneamente imparando a costruire una storia dall’esterno, a controllarne il ritmo e a guidare un cast.

13 Hours e il lato più duro di Krasinski

Nel 2016 arriva un altro cambiamento importante con 13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi, diretto da Michael Bay. Krasinski interpreta Jack Silva, membro di una squadra di sicurezza coinvolta negli eventi di Bengasi del 2012.

Il ruolo richiede una trasformazione fisica e un registro molto diverso da quello della sitcom che lo aveva reso famoso. Non c’è più il tono leggero di Jim Halpert: Krasinski entra nel territorio dell’action e del dramma bellico.

È un passaggio che anticipa ciò che accadrà poco dopo. Il pubblico sta iniziando a vedere un attore capace di cambiare completamente registro, mentre Krasinski sembra sempre più interessato a dimostrare di poter essere qualcosa di diverso dall’uomo della commedia televisiva.

A Quiet Place: la svolta definitiva

Nel 2018 arriva il progetto che cambia definitivamente la percezione di John Krasinski: A Quiet Place – Un posto tranquillo. È un horror nel quale il silenzio diventa una questione di sopravvivenza.

Krasinski è protagonista insieme alla moglie Emily Blunt, ma soprattutto dirige e co-scrive il film. La storia segue una famiglia costretta a vivere nel silenzio per sfuggire a creature che attaccano attraverso il suono.

Il film diventa un successo internazionale e ottiene importanti riconoscimenti, tra cui una candidatura all’Oscar per il montaggio sonoro e una candidatura alla sceneggiatura originale per Krasinski, Scott Beck e Bryan Woods.

Il silenzio diventa una nuova forma di cinema

La forza di A Quiet Place sta anche nell’idea apparentemente semplice che sostiene tutto il film: un rumore può significare la morte. Da questa premessa Krasinski costruisce un horror nel quale anche il gesto più piccolo diventa narrativamente importante.

Un bicchiere che cade, un passo, una porta, un respiro. Il film costringe il pubblico ad ascoltare ciò che normalmente il cinema tende a nascondere dentro una colonna sonora molto più ricca.

La regia dimostra così una sensibilità diversa da quella che molti si sarebbero aspettati dall’interprete di Jim Halpert. Krasinski usa il genere horror per parlare soprattutto di famiglia, paura e protezione, trasformando la tensione in uno strumento per raccontare rapporti umani.

A Quiet Place Part II

Il successo del primo film porta naturalmente a un secondo capitolo. Nel 2020 Krasinski torna alla regia con A Quiet Place Part II, nel quale riprende anche il ruolo di Lee Abbott.

Questa volta la storia amplia il mondo costruito nel primo film e segue i personaggi oltre la sicurezza relativa della casa. La minaccia rimane legata al suono, ma la prospettiva cambia: la famiglia deve imparare a sopravvivere in un mondo molto più vasto e imprevedibile.

Con il secondo film Krasinski conferma che il primo non era stato un semplice esperimento riuscito. La saga è ormai diventata uno dei principali progetti della sua carriera cinematografica e lo identifica anche come autore e regista.

Jack Ryan, il nuovo volto dell’attore

Nello stesso periodo della consacrazione di A Quiet Place, Krasinski affronta un’altra trasformazione. Nel 2018 diventa Jack Ryan nella serie Amazon dedicata al personaggio creato da Tom Clancy.

La serie presenta Ryan come un analista della CIA che viene progressivamente trascinato sul campo e coinvolto in operazioni sempre più pericolose. Krasinski porta nel ruolo qualcosa di diverso rispetto ai precedenti interpreti cinematografici del personaggio: un protagonista fisicamente credibile ma ancora legato alla dimensione analitica e intellettuale.

È forse il passaggio più evidente della sua trasformazione. L’uomo che il pubblico aveva conosciuto mentre scherzava davanti alla fotocopiatrice di Dunder Mifflin ora è il protagonista di un thriller internazionale.

Il produttore e l’uomo dietro le idee

Krasinski non ha mai limitato il proprio lavoro alla recitazione. È stato produttore di diversi progetti, tra cui The Office, Jack Ryan e i film della saga di A Quiet Place.

Nel 2015 è inoltre tra i creatori e produttori esecutivi di Lip Sync Battle, insieme a Jimmy Fallon e Stephen Merchant. Il programma nasce dal fenomeno delle battaglie di playback tra celebrità e diventa una produzione televisiva di successo.

È un altro aspetto importante della sua carriera: Krasinski non è soltanto un volto che viene scelto per interpretare un personaggio. Progressivamente diventa anche una persona che costruisce i progetti nei quali vuole lavorare.

IF – Gli amici immaginari e il ritorno alla fantasia

Nel 2024 Krasinski torna dietro la macchina da presa con IF – Gli amici immaginari, un film che rappresenta un’altra svolta rispetto all’horror e all’action.

Qui il fantastico non nasce dalla paura, ma dalla fantasia e dal rapporto tra infanzia e memoria. Krasinski dirige il film e interpreta anche uno dei protagonisti, costruendo un progetto pensato per un pubblico molto più familiare.

È una scelta coerente con la sua filmografia: dopo aver utilizzato il silenzio per creare paura in A Quiet Place, torna a utilizzare l’immaginazione per parlare di crescita, perdita e capacità di conservare una parte dell’infanzia.

Da Jim Halpert a regista: la trasformazione

La cosa più interessante della carriera di John Krasinski è forse il modo in cui ha affrontato il successo di The Office. Jim Halpert avrebbe potuto diventare una gabbia professionale. Invece è diventato il punto di partenza.

Krasinski ha scelto di correre rischi: ha cambiato genere, ha affrontato ruoli fisicamente impegnativi, ha scritto, prodotto e diretto. Ha persino costruito una carriera nella quale il pubblico può riconoscerlo in forme completamente diverse.

Il percorso racconta qualcosa di importante sul mestiere dell’attore: il ruolo che ti rende famoso non deve necessariamente essere il ruolo che ti definisce per sempre.

John Krasinski, oltre Jim Halpert

Per molti spettatori John Krasinski resterà sempre l’uomo che guardava la macchina da presa nell’ufficio della Dunder Mifflin. Ed è inevitabile: Jim Halpert è uno dei personaggi che hanno segnato la comedy televisiva degli anni Duemila.

Ma ridurre Krasinski a Jim significherebbe dimenticare tutto ciò che è venuto dopo. È diventato attore, regista, sceneggiatore e produttore, attraversando commedia, dramma, horror, action e cinema per famiglie.

La sua carriera racconta soprattutto una trasformazione. Dal sorriso ironico di Jim alla tensione di A Quiet Place, dalla forza fisica di Jack Ryan alla fantasia di IF: ogni fase ha aggiunto qualcosa alla precedente.

Buon compleanno, John Krasinski. E grazie per aver dimostrato che dietro il volto di una delle sitcom più amate della televisione poteva esserci molto altro: un attore capace di cambiare pelle, un regista disposto a rischiare e un artista che ha scelto di non fermarsi davanti al personaggio che lo aveva reso famoso.

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