Il Brasile proclama l’açaí frutto nazionale per combattere la biopirateria.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Il Brasile proclama l’açaí frutto nazionale per combattere la biopirateria.

L’Acaí: Frutto Nazionale del Brasile

Il Brasile ha recentemente approvato una legge che riconosce l’açaí, una bacca endemica dell’Amazzonia, come frutto nazionale. Questa decisione è stata motivata dall’esigenza di combattere la biopirateria, ovvero lo sfruttamento commerciale delle specie native e delle conoscenze tradizionali senza consenso o compenso equo. Il riconoscimento di questo frutto rappresenta non solo una tutela della biodiversità brasiliana, ma anche una valorizzazione della cultura locale.

L’açaí è un alimento base nella regione settentrionale del Brasile, dove viene consumato come una pasta salata generalmente accompagnata da pesce e farina di manioca. A livello globale, è diventato un “superfood” ad alta densità energetica, molto utilizzato nei frullati e nella gastronomia sana. Questo cambiamento è avvenuto in un contesto di crescente domanda internazionale e di investimenti nei prodotti della bioeconomia, basati sulla biodiversità amazzonica. La nuova legge, approvata dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, riconosce non solo l’albero di açaí (Euterpe oleracea) ma anche i suoi frutti come parte del patrimonio biologico del Brasile.

Il Ruolo della Legislazione nella Protezione dell’Acaí

Secondo Sheila de Souza Corrêa de Melo, analista di proprietà intellettuale presso Embrapa Oriental, il riconoscimento legislativo dell’açaí come frutto nazionale avrà un valore principalmente simbolico: “Cerca di rafforzare l’identità dell’açaí come prodotto brasiliano.” Questo passaggio rappresenta un importante passo avanti nelle iniziative di protezione della biodiversità e delle tradizioni indigene, soprattutto dopo che nel 2021 il Brasile ha ratificato il Protocollo di Nagoya, un trattato globale che regola l’accesso alle risorse genetiche e la condivisione dei benefici.

Grazie a questi sforzi, le linee guida internazionali per prevenire la biopirateria e le relative controversie si sono notevolmente migliorate. La nuova legge modifica una legge del 2008 che aveva già conferito riconoscimenti simili al cupuaçu (Theobroma grandiflorum), un altro frutto endemico dell’Amazzonia, dopo una controversia sui marchi con il Giappone nei primi anni 2000. Prima di ciò, nel 2003, era emersa un’altra disputa quando la società giapponese K.K. Eyela Corporation aveva registrato l’açaí come propria proprietà intellettuale, un tentativo che è stato annullato nel 2007.

Nel 2018, i procuratori federali brasiliani hanno accusato una società americana esportatrice di açaí, la Sambazon, di biopirateria per aver utilizzato il frutto senza autorizzazione secondo le leggi sulla biodiversità del Brasile. La società ha sempre negato le accuse, ma questo episodio ha ulteriormente evidenziato la necessità di una protezione giuridica per le risorse locali. È importante notare che il quadro legale del Brasile include anche una legge del 2015 contro la biopirateria, che richiede il pagamento del 1% dei profitti aziendali alle comunità indigene o tradizionali se le loro conoscenze sono state utilizzate nello sviluppo di un prodotto, come i farmaci o i cosmetici. Tuttavia, questa legge non si applica al semplice consumo dei frutti.

Secondo la Divisione di Proprietà Intellettuale del Ministero degli Affari Esteri brasiliano, l’açaí è passato da un alimento regionale a una merce internazionale. Nel 2024, il Brasile ha prodotto 1.7 milioni di tonnellate di açaí e si prevede che continuerà a seguire la crescente domanda per le esportazioni. “L’açaí è diventato un simbolo dell’Amazzonia e una delle catene produttive più dinamiche del paese,” hanno comunicato le autorità via email.

Il riconoscimento formale dell’açaí come frutto nazionale rafforza la capacità del Brasile di distinguere le proprie risorse biologiche e le conoscenze tradizionali. Questo aiuterà a rendere più difficile per le aziende straniere rivendicare diritti esclusivi sui prodotti derivati dall’açaí. “La misura rafforza la posizione del paese nelle controversie commerciali e protegge le comunità tradizionali che dipendono dal raccolto del frutto per la loro sopravvivenza,” ha dichiarato il ministero.

Questa dichiarazione non solo pone l’açaí in una posizione di rilievo nella narrativa globale sui superfood, ma serve anche come avvertimento a chi intende sfruttare le risorse naturali senza il giusto riconoscimento e compenso. Le azioni legali e le politiche attuate dal Brasile mostrano un impegno forte nel proteggere la propria biodiversità e nel sostenere le popolazioni indigene che vivono in simbiosi con la foresta amazzonica. Questo non è solo un passo positivo per il paese, ma un messaggio chiaro un messaggio a livello internazionale sull’importanza della sostenibilità e del rispetto dei diritti delle comunità tradizionali.

Fonti ufficiali: Mongabay, Embrapa, Governo del Brasile.

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Il Brasile proclama l’açaí frutto nazionale per combattere la biopirateria. - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro