Il cambiamento climatico minaccia l’eredità olimpica e il futuro dello sport
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
L’orso polare, sfrecciando sugli sci e gustando un gelato, ha trovato la sua dimora su un iceberg nei pressi del Palazzo della Triennale di Milano. Questa scultura monumentale è opera di Jacopo Allegrucci e rappresenta il quinto animale di una serie realizzata dal talentuoso artista toscano. Già in passato, sono stati presentati una balenottera azzurra (vittima di un atto vandalico), un elefante della Namibia, una giraffa di Rothschild e un ippopotamo. Ognuno di questi esemplari è simbolo della minaccia che pesa su diverse specie in natura.
L’orso polare, uno dei rappresentanti più iconici dell’ecosistema artico, vive sotto la costante minaccia della perdita del suo habitat a causa del cambiamento climatico. Stefano Boeri, presidente della Triennale, ha descritto l’installazione come una «presenza burlesca», in perfetta sintonia con le celebrazioni per le Olimpiadi invernali a Milano. La scultura, sebbene ironica, invita a riflettere su un argomento serio: il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci sono una realtà che non può essere ignorata. Uno studio dell’Istituto Polare Norvegese ha mostrato come l’orso polare abbia iniziato ad adattarsi a queste nuove condizioni, spostandosi verso prede terrestri, quali renne e trichechi, invece che continuare a cacciare principalmente nel suo habitat ghiacciato. Questo adattamento è una risposta naturale ai cambiamenti del suo ambiente, ma non privo di sfide.
Il cambiamento climatico e le Olimpiadi Invernali
Le attività umane, come gli sport invernali, devono anch’esse adattarsi al cambiamento climatico. Gli stessi Giochi Olimpici rappresentano un’occasione per riflettere su un’economia in crisi: molte località turistiche ora devono affrontare una grave carenza di neve. L’industria dello sci ultimamente è costretta a produrre neve artificialmente, un processo che richiede ingenti quantità di acqua ed energia. Anche le stazioni sciistiche situate ad altitudini elevate non sono esenti da questa questione critica.
Un altro animale che simboleggia il cambiamento è l’ermellino, mascotte delle Olimpiadi. Questo piccolo mammifero, noto per il suo manto che cambia colore a seconda delle stagioni, si trova in una situazione paradossale: la mancanza di neve potrebbe rendere il suo mantello bianco un evidente svantaggio, facendolo facilmente individuabile dai predatori.
Lo sport dalla parte dell’ambiente
L’evento olimpico, che celebra la competizione e l’amicizia tra gli atleti, rischia di trascurare le problematiche legate al clima. Anche l’orso polare di Allegrucci, caduto durante una discesa, simboleggia questo spirito: invece di rimanere sconfitto, preferisce prendersi una pausa gustando un gelato. Ma è chiaro che gli sport invernali, come li conosciamo, dovranno affrontare sfide sempre più impegnative a causa delle mutate condizioni climatiche.
Vari impianti di risalita, un tempo affollati, sono ora abbandonati e il dossier “Neve Diversa” di Legambiente ha registrato centinaia di località alpine e appenniniche che hanno gettato la spugna. Anche le recenti nevicate temporanee non possono mascherare il problema di fondo: gli sciatori mostrano video di piste artificialmente innevate circondate da prati secchi e pendii marroni.
Il clima non segue le regole di un gioco
Una domanda si fa sempre più pressante: quale futuro attende l’economia di montagna? Riuscirà a adattarsi alle nuove condizioni climatiche, seguendo le orme dell’orso polare, oppure si rassegnerà a un lento declino? Mentre il mondo si prepara per le Olimpiadi, i problemi legati al clima permaneceranno sullo sfondo, nonostante le sfide siano sempre più evidenti.
La fiamma olimpica illumine il braciere, portando gli sport invernali sotto i riflettori, ma è lecito chiedersi quali soluzioni saranno adottate per affrontare la scarsità di neve e le altre sfide ambientali che ci attendono. Con le Paralimpiadi, torneremo alla routine, ma questo ritorno a “normalità” potrebbe non riflettere la realtà delle terre alte, costrette ad affrontare inverni sempre più aridi.
Il clima non segue le regole di un gioco: la battaglia contro gli effetti dei cambiamenti climatici è una lotta che richiede impegno continuo e soluzioni innovative. Partecipare non basta: è ora di agire.