Il CIDI invoca l’area “progressista” per difendere la scuola pubblica: contro la logica aziendale.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Il CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti) e la sua rivista Insegnare hanno lanciato un appello ai partiti progressisti per una riflessione sulla scuola, respingendo l’approccio della scuola-azienda e puntando invece su una visione emancipativa e culturale per il benessere della società. L’associazione invita tutti coloro che credono nel valore della cultura e dell’emancipazione a partecipare a questo dibattito, che si concentra sull’importanza di una scuola pubblica inclusiva, orientata al pensiero critico e democratico.

Il documento presentato dal CIDI analizza criticamente lo stato attuale dell’istruzione pubblica in Italia, evidenziando le politiche autoritarie e selettive del governo di destra. Si evidenzia come la scelta di sanzionare il disagio giovanile anziché affrontarne le cause strutturali minacci la democrazia del Paese e propone un cambio di rotta verso una scuola che promuova l’uguaglianza e l’innovazione.

Le 10 Proposte Operative del CIDI:

1. La scuola come organo costituzionale: rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza sostanziale e riconoscere l’infanzia e l’adolescenza come tempi pieni di esperienza culturale.
2. Autonomia scolastica e libertà di insegnamento: rilancio degli organi collegiali e dei consigli di classe per valorizzare la professionalità docente.
3. Tempi, cicli e dimensionamento: potenziamento della rete pubblica per superare il divario socio-territoriale e promuovere l’inclusione.

4. Superamento del modello 4+2 e scuola dell’adolescenza: abrogazione del modello 4+2 e aumento dell’obbligo formativo fino ai 18 anni.
5. Percorsi post-16 anni e istruzione degli adulti: potenziamento dei percorsi formativi post-16 e educazione permanente in età adulta.
6. Cittadinanza, inclusione e Ius Soli: difesa del modello inclusivo italiano e riconoscimento dello ius soli per figli di genitori stranieri nati in Italia.

7. Valutazione formativa contro la scuola punitiva: sostegno all’apprendimento e abolizione dei voti numerici in favore di una valutazione qualitativa-descrittiva.
8. Intelligenza Artificiale: regolamentazione dell’uso dell’IA per garantire il primato della progettualità docente e vietare strumenti invasivi.
9. Professionalità docente e stop al precariato: valorizzazione della formazione iniziale e in servizio dei docenti per superare la precarietà strutturale.
10. Investimenti ordinari e scuola presidio del territorio: priorità agli investimenti strutturali sulla cultura della pace e al mantenimento delle scuole di qualità nelle aree periferiche e interne.

Queste proposte sono il frutto di una riflessione approfondita del CIDI e della sua volontà di migliorare il sistema educativo italiano, garantendo equità, inclusione e partecipazione attiva di tutti gli attori della comunità scolastica. La priorità è promuovere una scuola pubblica che sia un vero motore di crescita e sviluppo per il Paese, ponendo al centro il benessere e le potenzialità di ogni individuo. Fonte: sito ufficiale del CIDI.

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