Il dibattito sui lavori nell’AI si complica sempre di più.

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Il dibattito sui lavori nell’AI si complica sempre di più.

Paura della Disoccupazione Legata all’AI

Le preoccupazioni per la perdita di posti di lavoro causata dall’Intelligenza Artificiale (AI) aumentano ogni volta che un’azienda annuncia un nuovo turno di licenziamenti. Da gennaio a maggio 2026, diverse aziende hanno comunicato tagli occupazionali per quasi 90.000 posti legati all’AI. Secondo alcune stime, si prevede che fino al 15% dei posti di lavoro negli Stati Uniti potrebbe essere eliminato a causa dell’AI nei prossimi cinque anni. Le promesse dell’industria tecnologica su nuove opportunità lavorative non riescono a rassicurare, specialmente per le nuove generazioni che si chiedono chi li assumerà una volta laureati.

Un rapporto recente di Ramp e Revelio Labs, che monitorano, rispettivamente, gli investimenti aziendali in AI e i dati relativi alla forza lavoro di quasi 22.000 compagnie, offre una visione più complessa e sfumata di questa narrazione preoccupante.

Crescita Occupazionale nelle Aziende Tech

Il rapporto ha rivelato che le aziende che investono significativamente in AI stanno aumentando il loro personale più rapidamente, anche nei ruoli di entry-level che molti ritengono a rischio. Secondo le stime, le “aziende ad alta intensità di adozione” — quelle che spendono in media 30 dollari al mese per ogni dipendente in AI — hanno visto un incremento della forza lavoro del 10,2% nei primi tre mesi. Questo segnale positivo si è esteso a varie funzioni, tra cui ingegneria, vendite, amministrazione, servizio clienti, finanza, marketing e ruoli scientifici. La crescita più forte è stata osservata nel settore dell’informazione, che include software, internet, media e aziende collegate alla tecnologia.

Nonostante questi segnali incoraggianti, i dati non sono così ottimistici come sembrano. Essi tendono a focalizzarsi principalmente su aziende orientate alla tecnologia e al lavoro intellettuale, spesso sostenute da capitale di rischio e già in espansione. Di conseguenza, è difficile stabilire se l’AI stia effettivamente contribuendo all’assunzione di nuovo personale o se stia semplicemente emergendo in aziende che già stanno crescendo.

Gli autori del rapporto ammettono: “Questo studio non dimostra che l’AI crei posti di lavoro in modo universale, ma contrasta le affermazioni secondo cui l’AI porterà a perdite occupazionali diffuse.” Il rapporto offre anche una visione diversa rispetto a chi sostiene che l’AI stia eliminando tutti i posti di lavoro per i neolaureati. Secondo ricerche recenti condotte da Goldman Sachs, l’AI ha già portato all’eliminazione di circa 16.000 posti netti al mese nell’ultimo anno, con i lavoratori della Gen Z e i dipendenti entry-level che subiscono il peso maggiore. Tuttavia, nelle aziende orientate alla tecnologia, si osserva una crescita del 12% nella forza lavoro entry-level.

Cosa si può dedurre da queste informazioni? Potrebbe essere che l’AI non sia sempre uno strumento di sostituzione lavorativa, ma possa anche rappresentare un mezzo per l’espansione aziendale. Secondo il rapporto, “per le aziende di software e tecnologia, l’AI può rendere la produzione principale più economica o più veloce: scrivere codice, debuggare, costruire strumenti interni, produrre documentazione tecnica e supportare lo sviluppo del prodotto.” Una riduzione dei costi di produzione in questi flussi di lavoro può aumentare il ritorno rispetto all’espansione dell’intera azienda, non solo del team di ingegneria.

Tuttavia, le aziende che decidono solo di acquistare abbonamenti o di condurre esperimenti senza investimenti sostenuti tendono a non vedere alcun incremento della forza lavoro, come indicato dal rapporto.

Questa situazione potrebbe generare un divario sempre più ampio tra le aziende che dispongono delle risorse necessarie — come capitale, personale tecnico, reti di fondatori e capacità manageriale — per trasformare l’adozione dell’AI in guadagni effettivi, e quelle che sono bloccate in sperimentazioni con abbonamenti. In altre parole, lo studio suggerisce che le aziende già dotate di risorse sono quelle che vedranno i maggiori guadagni. Gli autori del rapporto ipotizzano che tale divario potrebbe continuare ad ampliarsi, affermando: “Le aziende senza questi canali potrebbero rimanere indietro.”

Queste conclusioni evidenziano l’importanza di un approccio strategico e consapevole all’adozione dell’AI nel mondo del lavoro, che può influenzare non solo la crescita occupazionale, ma anche la capacità di competere nel mercato globale.

Fonti: Ramp, Revelio Labs, Goldman Sachs.

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