Il ex editor di Polygon lancia un podcast dedicato ai videogiocatori nostalgici.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
In un episodio recente di Post Games, il conduttore Chris Plante discute di come i videogiochi possano aiutare i giocatori a comprendere il tema della morte. Durante l’intervista, parla con Kaitlin Tremblay, che sta sviluppando Ambrosia Sky, un gioco incentrato sulla morte.
Il Ruolo dei Videogiochi nell’Esplorazione della Morte
“Cosa rende i giochi così utili per esplorare questo tema?” chiede Plante.
“C’è qualcosa di veramente affascinante nel modo in cui i giochi invitano i giocatori a partecipare”, risponde Tremblay. “È bello chiedere a qualcuno di collaborare e di far parte della storia, di muoversi nello spazio.”
Questo approccio offre un tono e un contenuto di conversazione che si discosta notevolmente da altri podcast di videogiochi. Rappresenta ciò che rende unico Post Games, che si distingue per il suo stile più riflessivo e contemplativo, simile a quello di un programma di NPR.
Post Games: Un Nuovo Approccio ai Podcast sui Videogiochi
Dopo aver lasciato Polygon, dove era editore capo, Plante ha avviato Post Games, definendolo “un podcast settimanale su come e perché amiamo i videogiochi”. Si rivolge a un pubblico adulto e si ispira a un formato simile a NPR, con segmenti ben editati e episodi che durano circa un’ora.
Plante ha chiesto agli ascoltatori di supportare il suo progetto tramite Patreon per mantenerlo attivo. “Praticamente tutto nei media sui videogiochi è mirato ai giovani”, afferma. “Ma i giocatori over 35 hanno interessi e aspettative molto diverse.” Infatti, secondo l’Entertainment Software Association, oltre la metà dei 205,1 milioni di americani che giocano a videogiochi ha più di 35 anni.
Plante sottolinea che molte pubblicazioni tradizionali non soddisfano questa domanda, offrendo solo “briciole” alla cultura videoludica. “La domanda esiste, eppure pochi luoghi vogliono soddisfarla”, spiega. I lettori più anziani si sentono spesso trascurati, poiché le notizie sui videogiochi sono dominate da un pubblico molto giovane.
Plante, ex editor di Polygon, ha avviato Post Games per offrire un’alternativa a questo vuoto informativo. “Se non fossi disposto a spendere $5 per il mio podcast, perché lo farebbe qualcun altro?” afferma. Oggi, il podcast ha superato i 1.000 abbonati a pagamento e Plante spera di raggiungere i 2.000 entro la fine dell’anno.
Ogni episodio dura circa un’ora e si divide in tre atti. Il primo atto di solito presenta interviste su un tema specifico, mentre il terzo atto si concentra sulle notizie della settimana. Ad esempio, l’episodio di debutto ha trattato la storia del Seamus McNally Grand Prize, mentre il secondo si è concentrato su giochi più provocatori.
Ogni volta che Plante affronta argomenti attuali, cerca di offrirne un’interpretazione unica. Quando è uscito Death Stranding 2, ha avuto l’opportunità di intervistare uno YouTuber che inizialmente non apprezzava il primo gioco, ma che ha rivisitato la sua opinione nel corso degli anni.
Post Games è disponibile gratuitamente con pubblicità, ma per chi sostiene il podcast su Patreon con $5 al mese, c’è l’accesso anticipato agli episodi senza pubblicità, oltre a segmenti bonus e video esclusivi. Nonostante il panorama difficile dei media, Plante è convinto che ci siano ancora molte opportunità per Creatori indipendenti che vogliono servire un pubblico non adeguatamente soddisfatto.
Plante considera Post Games il suo progetto per i prossimi anni e spera di continuare se stesso per almeno dieci anni, contribuendo a un’interazione più profonda tra il pubblico e il mondo dei videogiochi.
Per ulteriori dettagli sul podcast Post Games e su come i videogiochi possono affrontare temi complessi come la morte, puoi consultare le fonti ufficiali come [Entertainment Software Association](https://www.theesa.com) e [Polygon](https://www.polygon.com).
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