Il grifone bianco-rapace torna in un santuario cambogiano dopo dieci anni di assenza.
Il Santuario Faunistico di Lomphat, che si estende su una superficie di 356.087 ettari, ha da tempo affrontato minacce dovute alla sua foresta di pianura, che è facilmente accessibile per i loggers. Negli anni 2010, il governo ha concesso almeno sei concessioni fondiarie all’interno dell’area protetta, interessando oltre 47.500 ettari, per piantagioni di gomma e olio di palma, accelerando così la degradazione dell’habitat.
Il futuro del Santuario di Lomphat dipende da una gestione equilibrata e sostenibile. Le azioni di conservazione, come il lavoro delle ONG e il sostegno delle comunità locali, sono fondamentali per preservare la fauna selvatica e mitigare gli effetti delle attività industriali. È cruciale che le autorità governative e la comunità internazionale uniscano le forze per garantire che questo prezioso ecosistema possa continuare a esistere per le generazioni future.
Immagine in evidenza di un avvoltoio dal groppone bianco registrato nel Santuario Faunistico di Lomphat per la prima volta in dieci anni, cortesia di Him Khunny/NatureLife Cambodia.
Fonti ufficiali: NatureLife Cambodia, Mongabay, Ministero Cambogiano dell’Ambiente.
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