Il laser scanning delle foreste può migliorare le stime di carbonio, ma restano dubbi sulla credibilità.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Il laser scanning delle foreste può migliorare le stime di carbonio, ma restano dubbi sulla credibilità.

Scanning Laser a Terra: Una Rivoluzione nella Misurazione del Carbonio Forestale

La scansione laser a terra, nota come LiDAR, rappresenta una svolta nell’elaborazione di mappe dettagliate della struttura forestale. Questa tecnologia offre dati precisi sulle quantità di carbonio stoccato nella vegetazione sopra il suolo, un aspetto cruciale per valutare il successo dei progetti di riforestazione e per attribuire un valore corretto ai crediti di carbonio. I crediti di carbonio, che vengono acquistati e venduti nel mercato del carbonio, sono utilizzati da aziende e altri enti per compensare le proprie emissioni di gas serra. Gli esperti avvertono, però, che la trasparenza non è solo un obiettivo, ma una sfida centrale nel mercato del carbonio.

Le foreste fungono da serbatoi naturali di carbonio. Con l’aumento della riforestazione delle terre degradate come soluzione globale al cambiamento climatico, rimane una domanda persistente: come possiamo sapere quanto carbonio stia effettivamente immagazzinando una foresta?

LiDAR: Un Approccio Innovativo alla Misurazione del Carbonio

I ricercatori sostengono che la scansione laser a terra, o LiDAR, potrebbe migliorare l’efficienza nella misurazione dei risultati della riforestazione. Un recente studio pubblicato su “Ecological Solutions and Evidence” ha rivelato che la scansione LiDAR in Australia offre vantaggi rispetto ad altre metodologie di stima del carbonio.

Gli strumenti LiDAR emettono migliaia di piccole pulsazioni laser per creare mappe tridimensionali complesse della struttura forestale, consentendo ai ricercatori di stimare con maggiore precisione la quantità di carbonio contenuta negli alberi. Alexander W. Cheesman, coautore del paper e ricercatore senior presso la James Cook University nel Queensland, Australia, ha descritto questa tecnologia come “trasformativa”.

“Le indagini tradizionali si basavano molto sulla misurazione manuale dell’altezza e del diametro di un numero relativamente limitato di alberi. La scansione laser invece cattura l’intera foresta a 360 gradi, registrando ogni fusto, ogni ramo e la forma della chioma,” ha dichiarato Cheesman durante un’intervista virtuale.

In Australia, il Full Carbon Accounting Model (FullCAM) è lo strumento governativo principale per monitorare il carbonio stoccato nel suolo e nelle radici (carbonio sotterraneo) e nella vegetazione (carbonio aereo). Viene impiegato per la reportistica nazionale delle emissioni di gas serra presso le Nazioni Unite e per valutare i crediti di carbonio nel paese, attraverso il sistema Australian Carbon Credit Unit (ACCU).

Tuttavia, invece di misurare direttamente il carbonio, il FullCAM simula il movimento del carbonio attraverso gli ecosistemi, integrando dati su clima, suoli, uso del suolo e cambiamenti della copertura terrestre.

Nel loro studio, Cheesman e i suoi coautori hanno confrontato le stime di carbonio prodotte dal modello FullCAM australiano con le misurazioni LiDAR per tre siti di foreste pluviali restaurati risalenti agli anni ’90. Hanno scoperto che il modello FullCAM stimava che le foreste test contenessero l’8% di carbonio in meno rispetto alle misurazioni LiDAR. Pur riconoscendo che l’8% non rappresenta una differenza drammatica e che “il modello ha funzionato ragionevolmente bene”, i ricercatori affermano che il LiDAR presenta comunque un miglioramento.

In ogni caso, alcuni esperti sottolineano che il LiDAR non è esente da errori ed è uno strumento costoso. Alcuni dispositivi di scansione laser terrestri di base costano oltre 40.000 dollari, rendendoli inaccessibili per progetti privi di finanziamenti adeguati. Inoltre, la dichiarazione di conflitto di interessi del paper rivela che Abbey R. Yatsko, una delle coautrici, è dipendente di ArborMeta, un’azienda australiana che utilizza LiDAR per il monitoraggio forestale.

Andrew Macintosh, professore di diritto ambientale e politiche presso il Centre for Environmental Markets dell’Università Nazionale Australiana a Canberra, ha dichiarato che il LiDAR è già considerato uno strumento utile per stimare la biomassa aerea e che lo studio ribadisce un punto già noto.

La questione più ampia per Macintosh è se un miglioramento della precisione nella misurazione della biomassa possa realmente migliorare l’integrità dei mercati in cui i crediti di carbonio dai progetti di riforestazione vengono comprati e venduti. Cheesman crede che questo sia possibile, affermando che una maggiore accuratezza nelle stime di carbonio aereo tramite LiDAR aumenterà la fiducia negli esiti della restaurazione, portando a un maggior finanziamento per i progetti di riforestazione in futuro.

In Australia si distinguono due tipi di mercati del carbonio: quello di conformità, obbligatorio per i governi, e quello volontario, dove individui e organizzazioni possono emettere, comprare o vendere crediti di carbonio. Ad esempio, un’azienda può finanziare un progetto di riforestazione per compensare le proprie emissioni di gas serra.

Negli ultimi anni, i mercati del carbonio sono stati oggetto di crescente scrutinio, con esperti che mettono in discussione se i progetti stiano effettivamente fornendo i benefici climatici promessi. La precisione dei compensi di carbonio e delle metodologie di audit, la trasparenza dei dati relativi ai progetti e la possibilità per i ricercatori indipendenti di verificare i risultati continuano a dominare il dibattito su questo tema.

Inoltre, i progetti di riforestazione stanno attirando l’interesse di aziende in cerca di soluzioni climatiche basate sulla natura per raggiungere obiettivi di emissioni nette zero. Dati delle Nazioni Unite suggeriscono che gli investimenti nel ripristino devono quadruplicare per raggiungere 296 miliardi di dollari entro il 2030, contribuendo così agli obiettivi globali di ripristino e biodiversità.

Macintosh ha osservato che, nonostante ciò, i progetti di piantumazione di alberi ricevono solo una piccola parte dei crediti di carbonio emessi. In Australia, tali progetti hanno rappresentato circa l’1% dei crediti emessi nell’anno fiscale 2022-2023.

Infine, Cheesman ha concordato sul fatto che la tecnologia sia solo una parte della soluzione, e ha affermato che l’adozione più ampia del LiDAR a terra dipenderà dalla sua accessibilità e dalla riduzione dei costi. Tuttavia, ha aggiunto che il LiDAR potrebbe anche essere utilizzato per catturare informazioni dettagliate sulla struttura forestale, inclusi strati della chioma, densità della vegetazione e complessità degli habitat. Questi dati potrebbero fornire un quadro più completo degli esiti di ripristino.

Fonti:
– Cheesman A.W., Cernusak L.A., Yatsko A.R., Calvert J., Cook K. (2026) “The role of ground-based laser scanning in quantifying and crediting tropical forest restoration: An Australian case study”. Ecological Solutions and Evidence.
– Eitel J.U., Vierling L.A., Magney T.S. (2013) “A lightweight, low cost autonomously operating terrestrial laser scanner for quantifying and monitoring ecosystem structural dynamics”. Agriculture and Forest Meteorology.
– Sasaki N. (2025) “Addressing scandals and greenwashing in carbon offset markets: A framework for reform”. Global Transitions.

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