Il legame tra umanità e natura: intervista all’ethnobotanico Pavel Partha.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Il legame tra umanità e natura: intervista all’ethnobotanico Pavel Partha.

I messaggi di Pavel Partha: Ecologia e Giustizia Sociale in Bangladesh

L’etnobotanico e attivista Pavel Partha sostiene che le politiche ambientali del Bangladesh trascurano il legame cruciale tra piante e umanità; nonostante un forte focus sulla conservazione, manca una vera giustizia ecologica. Partha afferma che le decisioni di sviluppo dovrebbero tenere conto degli impatti ecologici e sociali, sottolineando che i due aspetti sono inseparabili. Aggiunge anche che la distruzione ambientale in corso erode lingue, pratiche culturali e conoscenze ecologiche tradizionali, insieme agli ecosistemi. In un’intervista con Mongabay, Partha parla del suo attivismo e dell’importanza della ricerca scientifica nel sostenere le comunità indigene colpite dalla devastazione ambientale.

Un Incontro Trasformativo e L’Impatto dell’Etnobotanica

La mia conoscenza di Pavel Partha risale a quasi due anni fa, quando ho partecipato a una protesta contro la distruzione del Panthakunja Park a Dhaka, capitale del Bangladesh. In un accampamento improvvisato con altri attivisti, la sua eccentricità emergeva mentre annotava dettagliamente la flora e la fauna colpite dal disboscamento. Quando gli chiesi perché fosse necessario documentare ciò, mi rispose che piante, alberi e specie meritano riconoscimento e giustizia.

Partha è un botanico esperto. Da quasi due decenni, si dedica alla ricerca sulla biodiversità vegetale del Bangladesh e alla conoscenza delle comunità indigene locali attraverso studi etnobotanici. Attualmente, dirige il Bangladesh Resource Center for Indigenous Knowledge (BARCIK), dove lavora dal 2003, continuando la sua ricerca.

Nel corso di un’intervista con Mongabay, Partha riflette sulle sue filosofie di ricerca e attivismo, spiegando perché la giustizia ecologica è fondamentale e come la ricerca scientifica possa sostenere le comunità indigene di fronte alla distruzione ambientale.

Partha racconta che la sua sensibilizzazione per la natura risale all’infanzia, quando sua nonna gli insegnò che gli esseri umani sono parte integrante del pianeta. Crescendo con il concetto di “Dharitri Ma”, che significa Madre Terra in bengalese, ha sviluppato un legame profondo con l’ambiente. Durante il periodo universitario alla Jahangirnagar University, ha iniziato a viaggiare in diverse località del Bangladesh, come i paesaggi collinari di Chittagong e i giardini di tè, avvicinandosi a comunità indigene e locali, e accrescendo così la sua consapevolezza ecologica.

Partha riconosce che le sue esperienze con le comunità indigene hanno dato un nuovo significato alla sua comprensione ecologica. Attraverso la loro conoscenza tradizionale, ha appreso che non si tratta solo degli usi delle piante, ma anche delle relazioni ecologiche più ampie che sostengono la vita.

Il suo lavoro etnobotanico, iniziato con sette comunità, ha messo in luce non solo l’importanza delle piante, ma anche il patrimonio culturale connesso a esse. Ha documentato pratiche tradizionali e ha contribuito a una maggiore consapevolezza sull’importanza della biodiversità.

Partha ricorda un momento cruciale: l’inizio di una protesta contro un progetto di eco-parco a Madhabkunda Waterfall, un’area sacra per le comunità locali. Qui ha realizzato che non bastava documentare le ingiustizie, ma era necessario difendere attivamente i diritti delle comunità colpite.

Mentre parlava, il suo entusiasmo era contagioso. Le sue parole sottolineavano che il progresso verso la giustizia ecologica richiede un cambiamento radicale nella governance e nelle politiche ambientali del paese, che spesso trascurano le relazioni ecologiche in favore di obiettivi di sviluppo a breve termine.

La sua visione per il futuro è chiara: i policy maker devono adottare un approccio che integri giustizia ecologica, assicurando che le pratiche tradizionali siano rispettate e integrate nelle politiche ambientali. Partha sottolinea che la scienza non dovrebbe mai essere separata dal contesto sociale e culturale delle comunità.

Al centro del suo lavoro c’è il riconoscimento della giustizia sociale come parte integrante della giustizia ecologica. Lavorando a stretto contatto con le comunità indigene, Partha ha visto in prima persona la perdita di biodiversità e le conseguenze ecologiche e culturali di tale perdita. La sua missione è quella di garantire che le voci di queste comunità non vengano mai dimenticate.

La speranza di Partha risiede nella resistenza delle comunità, la cui conoscenza e saggezza rappresentano un faro di speranza. In un mondo che cambia rapidamente, il suo lavoro evidenzia l’importanza di preservare non solo la biodiversità, ma anche le tradizioni e le culture che dipendono da essa.

Fonti Ufficiali:
– Bangladesh Resource Center for Indigenous Knowledge (BARCIK)
– Mongabay Conservation News

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