Il PEI è un documento vincolante, conferma la Corte di Cassazione.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Il PEI è un documento vincolante, conferma la Corte di Cassazione.

I genitori di uno studente con disabilità certificata, secondo l’art. 3, comma 3 della L. 104/1992, avevano presentato un ricorso per discriminazione ai sensi della L. 67/2006. Il loro contendere riguardava il Piano Educativo Individualizzato (PEI) della scuola, che, secondo loro, aveva attribuito un numero di ore di sostegno inferiore a quanto previsto in base alla gravità della disabilità dello studente. Inizialmente, il Tribunale di Busto Arsizio aveva accolto il ricorso, aumentando le ore di sostegno. Tuttavia, la scuola ha impugnato la decisione in appello e la Corte d’Appello di Milano ha accolto il ricorso, ritenendo che la contestazione dovesse essere rivolta al TAR e non al Tribunale civile. In essa si affermava che il PEI fosse un atto “provvisorio”, formalmente non definitivo e impugnabile solo davanti al TAR, sottolineando la necessità di un atto definitivo per far sorgere il diritto dello studente alle ore di sostegno.

Sentenza della Corte di Cassazione e il ruolo del PEI

Successivamente, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12704 pubblicata il 5 maggio 2026, ha annullato la decisione della Corte d’Appello. In questa sentenza, la Cassazione ha stabilito che il PEI deve essere considerato un atto “definitivo”. È curioso notare come sia stata necessaria l’intervento delle sezioni unite della Cassazione per risolvere una questione che già diversi tribunali avevano affrontato implicitamente, riconoscendo il PEI come atto impugnabile in sede civile per discriminazione. La confusione nasce dal fatto che l’art. 7 del D.Lgs. 66/2017 definisce il PEI “provvisorio” solo per quanto riguarda quello formulato dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) nella verifica finale di giugno, mentre indica come “definitivo” quello redatto alla fine di ottobre.

Questa ambiguità terminologica è ulteriormente complicata dall’art. 4 del D.P.C.M. n. 185/2006, che stabilisce che il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale “autorizza” il numero degli alunni da iscrivere alle scuole e il conseguente numero di ore di sostegno. Di conseguenza, le ore indicate nel PEI sarebbero solo una proposta autorizzata dall’Ufficio Scolastico. Con la sentenza della Cassazione, le diverse posizioni giuridiche sulla definizione di PEI sono state finalmente chiarite, garantendo un significato inequivocabile e permettendo agli studenti con disabilità di rivendicare il loro diritto allo studio.

Implicazioni della Sentenza e Diritti degli Alunni con Disabilità

Questa decisione è di grande importanza, poiché elimina un ambiguità interpretativa che avrebbe potuto portare molte famiglie a presentare ricorsi inammissibili, con il rischio di aggravio economico. Le sentenze emesse dai tribunali civili in caso di discriminazione sono significative non solo per il risarcimento dei danni economici, ma anche per i danni non patrimoniali, come previsto dalla L. 67/2006. Questi ultimi concernono l’esperienza complessiva di discriminazione, un aspetto fondamentale per il benessere psicosociale delle persone con disabilità.

Il Ministero dell’Istruzione ha precisato che il termine “provvisorio” si applica solo ai PEI elaborati per studenti che si iscrivono per la prima volta. Secondo la Cassazione, se tutti i PEI formulati a giugno venissero considerati provvisori, gli studenti con disabilità non avrebbero accesso agli insegnanti di sostegno fino a ottobre, creando una situazione insostenibile. L’intervento della Cassazione ha dunque garantito il diritto degli alunni di richiedere immediatamente un maggior numero di ore di sostegno.

È fondamentale che questa sentenza venga diffusa ampiamente, specialmente tra le famiglie di studenti con disabilità, affinché possano diventare consapevoli dei diritti che spettano loro. La chiarezza sulle condizioni di accesso al sostegno educativo rappresenta un passo avanti significativo verso l’uguaglianza e l’inclusione nel sistema scolastico italiano.

In conclusione, la pronuncia della Cassazione offre risposte certe e puntuali a problematiche giuridiche rilevanti, favorendo una migliore applicazione delle norme in favore degli alunni disabili. La sentenza rappresenta, quindi, un importante sostegno per le famiglie, aumentando le possibilità di un accesso equo al diritto all’istruzione.

Fonti ufficiali: Gazzetta Ufficiale, Ministero dell’Istruzione, Ministero della Giustizia.

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